DELLY.
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Verr quel giorno.
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1961. A. Salani Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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In questo romanzo l'interesse e l'amore si fronteggiano in un lungo violento conflitto senza esclusione di colpi.
La giovane protagonista della drammatica vicenda corre il rischio di essere per sempre sconfitta.
 la storia di un amore e di due cuori che si svolge senza soste in una lunga serie di appassionanti vicende.
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CHI E' DELLY.
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Delly  uno pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (Avignone, 13 settembre 1875, Versailles, 1947) e Frdric Petitjean de la Rosire (Vannes, 1876, Versailles, 1949).
Jeanne-Marie e Frdric erano figlia e figlio di Ernest Petijean, militare di carriera, e di sua moglie Charlotte Gaultier de la Rosire.
Trascorsero la loro infanzia a Vannes, trasferendosi poi a Versailles quando il padre and in pensione.
Marie consacr la propria vita alla scrittura, dando il via a una notevole produzione letteraria, la cui pubblicazione inizi nel 1903 con il romanzo Dans les ruines. Il contributo del fratello Frdric fu fondamentale, oltre che nella scrittura, nell'abile gestione dei contratti di edizione con le varie case editrici. Il ritmo di produzione dei romanzi, ne furono pubblicati pi di uno all'anno fino al 1925, e l'ottimo ricavo delle vendite assicurarono ai due una vita agiata, che per non imped loro di restare nell'ombra, sconosciuti al pubblico e alla critica.
L'identit di Delly, infatti, fu rivelata solo dopo la morte di Marie, nel 1947, due anni prima di quella del fratello.
I romanzi di Delly furono estremamente popolari fra gli anni dieci e gli anni cinquanta del 1900; alcuni di essi si collocano fra i pi grandi successi editoriali dell'epoca. Si tratta quasi sempre di drammi, spesso con divagazioni, in castelli e foschi paesaggi, tra intrighi, complotti, fanciulle candide ed innocenti vittime di congiure o di tradimenti e macchinazioni di amanti o parenti diabolici e cose del genere, molto in linea con il Feuilleton ottocentesco.
Marie e Frdric Petijean lasciarono una parte delle loro ricchezze e tutti i loro manoscritti alla Socit des gens de lettres, per fini assistenziali rivolti agli scrittori malati e in difficolt. Una sala dell'Htel de Massa, sede della Socit des gens de lettres, porta il nome di "Sala Delly".
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Verr quel giorno.
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Capitolo 1.
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Il treno si ferm tra il rumore dei vagoni cozzanti tra loro, e lo stridore delle ruote mal lubrificate. Era il treno di una linea secondaria e, come tale, formato con il materiale pi vecchio della Compagnia. Camminava sempre con saggia lentezza, senza preoccuparsi delle recriminazioni delle persone che trasportava e facendo lunghe soste a ogni stazioncina del percorso; i profani non riuscivano a spiegarne la ragione; la linea era sempre libera e i viaggiatori piuttosto rari, fuorch nei giorni di fiere o di feste locali.
Alla stazione di Dreuzes, da un vagone di terza classe, scesero due persone. Il capostazione e il facchino di servizio lanciarono un'occhiata compassionevole all'uomo che procedeva lentamente, con passo vacillante.
La sua alta figura, di una magrezza impressionante, curva come quella di un vecchio, sguazzava nel vestito logoro e stinto. Ma pi che altro faceva pena il suo viso livido, dai lineamenti scarni, dagli occhi incavati nell'orbita.
Costui teneva con la mano sinistra una vecchia valigia di cuoio, mentre con l'altra stringeva la mano di una bambina di circa dodici anni. Anche lei indossava, un vestito molto consunto, e un vecchio cappello di paglia nera ne adombrava i capelli di un meraviglioso biondo dorato, riuniti in una grossa treccia che le scendeva per le spalle.
L'uomo camminava come un automa. Porse macchinalmente i due biglietti al capostazione che osservava con curiosit i due sconosciuti nel paese... due poveri, evidentemente.
Eppure l'uomo, nonostante l'andatura abbattuta, conservava un'aria di fierezza e di distinzione innegabili!
Sembrava anche che fosse pratico del luogo poich senza un attimo di esitazione, prese una via traversa che conduceva direttamente al paese, il cui campanile spiccava sullo sfondo del cielo di un pallido azzurro.
L'aria era infocata dall'ardente sole di agosto.
L'uomo si trascinava a stento, quasi fosse l l per cadere sul suolo pietroso. Ma aveva nello sguardo una energia indomabile, andava avanti, sempre avanti, serrando le labbra, col viso grondante di sudore, con tutto il suo essere teso verso una meta che sembrava ormai vicina.
La bambina camminava coraggiosamente al suo fianco nonostante la stanchezza che la opprimeva.
Il caldo le arrossava il visino magro e pallido; gli occhi, di un celeste cupo, vellutato, ne erano la sola bellezza.
Quei due esseri non scambiavano parola.
Ogni tanto la piccina alzava gli occhi verso il compagno, e quello sguardo era pieno di timida tenerezza; ma pareva che lui non vedesse niente: fissava lo sguardo lass, verso la massa cupa di un edificio di aspetto feudale che si ergeva sopra una collina, che sovrastava il paese, le cui case si scaglionavano
per la valle, ai piedi delle montagne coperte di boschi verdeggianti.
Era nato l, l aveva trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Dopo aver terminato a Parigi gli studi scientifici, si era dedicato alla chimica, nonostante la disapprovazione dello zio. Il signor di Norhac, infatti, non ammetteva che l'erede del vecchio nome potesse essere altra cosa che ufficiale o magistrato, come i suoi avi; e bench avesse finito col cedere, aveva conservato un certo risentimento contro di lui. Questo risentimento si trasform in collera quando Rolando gli comunic che desiderava sposare una giovane studentessa polacca, appartenente a una famiglia rispettabile, ma di origini modeste.
Nessuno dei due volle cedere e la rottura fu completa. Rolando spos Elisabetta Wenska e trascorse alcuni anni felici accanto alla giovane sposa, donna energica e affettuosa che si associava ai suoi studi e dava delle lezioni per contribuire al loro sostentamento, poich Rolando non aveva patrimonio personale.
La nascita di una bambina cost la vita alla madre. Fu un colpo terribile per Rolando; il quale, provando per la figliuola una indifferenza mista a un certo rancore, si affrett a mandarla in Polonia., presso una vecchia cugina di Elisabetta. Poi s'immerse in uno studio accanito, in ricerche che avrebbe dovuto portargli gloria e ricchezza. Ma, perseguitato dall'ostilit di colleghi gelosi, esaurito dal lavoro eccessivo e dalle privazioni imposte dalle ristrettezze, offr un terreno favorevole alla tubercolosi, e ben presto, davanti ai progressi spaventosi del male, si sent perduto.
Non rimpiangeva La vita. Da quando sua moglie era morta, la vita gli appariva come un fardello insopportabile, e solo un resto di fede cristiana gli aveva impedito fino a quel momento di cercare, nella morte volontaria, la fine delle sue pene.
Per colmo di sventura, la cugina Wenska era morta e la piccola Maddalena gli era stata riportata da un prete polacco che andava in Francia.
La bambina, mantenuta fino ad allora dalla defunta, aveva ereditato i miseri risparmi di costei, sufficienti a farla vivere tre mesi in casa del padre. In capo a questo tempo Rolando si trov di fronte a una via senza uscita, giacch aveva appena di che vivere da solo, e molto poveramente.
Non provava affetto per la bambina, timida e ritrosa, di cui non aveva neppure sfiorato con un bacio il visino inquieto, il giorno del suo arrivo. Ma era pure la sua figliuola e non voleva lasciarla morire di fame, e meno ancora saperla abbandonata dopo la propria morte, che sentiva prossima.
Decise allora, rintuzzando penosamente il suo orgoglio, di scrivere allo zio per sollecitarne il perdono in favore della piccola orfana e chiedergli di aver cura di lei, dopo la sua morte.
Non ebbe risposta. Quel silenzio sprezzante, che provava un tenace risentimento, provoc dapprima in Rolando una sorda ribellione.
Poi, sentendosi mancare ogni giorno di pi, si spavent di nuovo all'idea di lasciare sola e senza risorse quella bambina, che verrebbe certamente messa in un orfanotrofio qualunque, allevata per carit... lei, una Norhac!
Un giorno decise di andare a trovare lo zio e condurgli Maddalena dicendo: Porta il vostro nome; non potete abbandonare questa innocente.
Part, impiegando per quel viaggio le sue ultime risorse... e le ultime forze. Ma via via che si avvicinava alla meta si sentiva quasi sicuro del successo, giacch lo zio, che gli aveva, voluto molto bene, si sarebbe certamente commosso vedendo cos cambiato il bel Rolando del quale era solito dire con orgoglio: Questo  un vero Norhac!
Come gli pareva lunga quella strada! Eppure un tempo la percorreva di corsa, insieme agli amici e alla cugina Vincenza.
Vincenza!... Anche lei, come lo zio, aveva rotto ogni rapporto con il cugino. Senza dubbio era rimasta molto male per il matrimonio di Rolando, giacch il signor di Norhac non faceva, mistero del suo desiderio di vedere il proprio erede sposare quella giovane parente, figlia di un cugino, che portava anch'ella il vecchio nome reso illustre da un compagno del re Enrico.
Era graziosa e fine, pur senza essere decisamente bella. Soprattutto aveva una grazia squisita, affascinante, e nessuno sapeva meglio di lei fare un complimento, rivolgere una lode delicata.
Si mostrava premurosa con lo zio Enrico quando le vacanze la riconducevano a Cadeilles con la madre. A Rolando dimostrava un vivo affetto e preveniva ogni suo desiderio. Come mai, dunque, aveva sempre provato per lei una intima antipatia?
Aveva poi saputo per caso che si era sposata poco dopo di lui, con un certo signor Movis: un giovanottone dinoccolato e gotto, con un gran naso e di mediocre intelligenza. Dopo, non aveva saputo pi nulla dei suoi parenti.
Tutto quel passato riviveva nell'aria nativa, davanti a quel paesaggio familiare!
Ma il passo lento diventava ancor pi strascicato.
La strada saliva molto, il sole dardeggiava i suoi raggi infocati, e l'infelice sentiva le ultime forze abbandonarlo.
Ancora un po' di energia... ecco il viale di platani che precede il castello. Quante folli corse erano state fatte l! Nessuno uguagliava Vincenza in agilit; sfuggiva a ogni inseguimento con le giravolte pi impreviste...
In fondo si scorgeva il vecchio cancello arrugginito, costruito al tempo del re Enrico.
Una volta era sempre ospitalmente aperto; ma Rolando osserv che non era cos quel giorno.
Doveva dunque sonare? Questo disturbava i suoi piani. Sarebbe voluto apparire all'improvviso davanti allo zio, senza dargli il tempo di riflettere.
Esisteva per un mezzo per superare quella difficolt: Rolando non aveva dimenticato il misterioso passaggio da lui scoperto un giorno, e di cui non aveva confidato il segreto a nessuno.
Invece di raggiungere il castello, del quale si distingueva ora la massa scura, fiancheggiata da due grosse torri e da torrette, prese a destra, per un sentiero sassoso dove la bambina e lui inciampavano a ogni passo. Maddalena lo seguiva passivamente, ma il visino congestionato e il passo stanco dimostravano che non ne poteva pi.
Il sentiero conduceva a un torrentello che correva incassato tra due rive rocciose. Una stretta striscia di terra permetteva di costeggiarlo, e Rolando si diresse verso quel tratto di terreno.
Ogni tanto la roccia formava delle piccole insenature coperte di verdura; si udiva un rumore sordo che diventava pi distinto via via che i due viaggianti avanzavano. A un tratto, a sinistra, apparve una profonda fenditura nel dirupo roccioso. L rumoreggiava una cascata nella quale rifulgeva un arcobaleno. Al disopra di quella alcuni arbusti sporgevano le loro fronde disordinate, formandole come una pittoresca corona.
La cascata precipitava nel torrente in onde schiumeggianti. Maddalena fece un gesto di stupore udendo il padre dirle: Bisogna passare di l, piccina; cerca di saltare sulle pietre per bagnarti meno possibile.
Gi egli si inoltrava su uno sperone roccioso che costeggiava il letto stretto cosparso di rottami di roccia. Tenendo con una mano la bambina, si sorreggeva con l'altra contro le pareti della fenditura.
Durava fatica a resistere all'acqua gorgogliante che gli copriva i piedi e che cercava di respingere l'audace. La bambina poi, aveva le gambe bagnate fino al ginocchio; ma non si lamentava e si lasciava guidare coraggiosamente.
Nel punto in cui la cascata precipitava, la fenditura si allargava a un tratto. Il pulviscolo acqueo cadeva sul padre e sulla bambina, inzuppando i loro vestiti leggeri.
Rolando si chin e appoggi le labbra all'orecchio della figlia, poich il rumore della cascata era assordante.
Ora dobbiamo passare di sotto. Non aver paura, non c' nessun pericolo. Del resto, puoi chiudere gli occhi se vuoi; ti guider io.
La bambina non disse parola, ma nel suo sguardo apparve un'espressione di terrore.
Passare sotto quella tromba d'acqua! Sarebbero stati trascinati, soffocati!
Rolando gi si avviava, appiattandosi pi che poteva contro la parete rocciosa. La massa d'acqua precipitava gi con violenza.
Maddalena chiuse gli occhi e si lasci guidare. Ecco, ci siamo, bambina. Come tremi!...
Io sono passato di qui diecine di volte, quando ero giovane.
Ella apr gli occhi e vide che era in una specie di grotta coperta di sabbia fine. L'ingresso rimaneva celato dalla cascata, dietro alla quale si trovavano ora padre e figlia.
Seguimi, disse Rolando. E soprattutto non parlare mai con nessuno di questo passaggio. Conservane il segreto come ho fatto io. Potrebbe' esserti utile.
S'inoltrarono in un corridoio roccioso, completamente buio. Maddalena si aggrappava alla mano del padre e si lasciava condurre ciecamente da lui.
A un tratto Rolando si ferm.
Eccoci. Ora si tratta di passare...
Con una risata amara soggiunse: Per fortuna, sono tutt'altro che ingrassato, da allora!
Accese un fiammifero e si chin. Una muraglia rocciosa sbarrava il corridoio; alla sua base si vedeva un'apertura dalla quale poteva passare, strisciando, il corpo di un uomo di grossezza normale.
Passo io per primo. Tu mi verrai dietro senza paura; non c' niente di terribile.
Maddalena appoggi una mano sul petto come per reprimere lo spavento che l'afferrava in quella oscurit. Ud il fruscio del corpo del padre contro le pareti dell'apertura; poi una voce un po' soffocata giunse fino a lei:
Su, ora tocca a te. Io ci sono gi.
E il buco dov'?... Non vedo niente! Cerca a tastoni. Spicciati, perch mi sento sempre pi debole.
Ella si chin, pass le mani contro la roccia, e quasi subito trov il vuoto. Allora s'infil coraggiosamente nello stretto passaggio.
Vide un po' di luce... poi si sent afferrare da una mano ferma che la tir fuori dall'apertura e la mise in piedi.
Si trovava in una cripta illuminata da strette finestre con inferriate, poste molto in alto. Vi erano due file di tombe, alcune di pietra scolpita, altre di marmo grigio. Un altare, pure di marmo, sormontato da un grande Crocifisso dalle braccia misericordiosamente protese, occupava il fondo della cripta.
Rolando addit quelle tombe.
Qui riposano i tuoi avi, Maddalena. Tu appartieni a una stirpe antica, valorosa e cavalleresca.
Un accesso di tosse lo interruppe. Si appoggi al muro, premendosi un fazzoletto alla bocca. Il sudore gli copriva il viso diventato livido. Quando la tosse si fu calmata ed egli ritir il fazzoletto, questo era tutto macchiato di sangue.
Andiamo,  bene affrettarsi, mormor. Avr poi la forza di salire fin lass?
Titubante, si diresse verso una porta di quercia e ne gir la maniglia; poi, sempre seguito dalla bambina, s'inoltr per una stretta scala di pietra.
Quella scala sboccava in una cappella resa buia dalle vetrate scure. Sembrava abbandonata.
L'altare era spoglio di qualsiasi ornamento, le lastre del pavimento non stavano pi insieme, le panche di quercia scolpita si sbriciolavano, rose dai tarli.
Rolando attravers la stretta navata, spinse una porta sconnessa e si trov in una galleria lastricata di pietra serena. I muri erano coperti di affreschi che alla poca luce distribuita dalle due finestre poste molto in alto non era possibile distinguere bene.
Nel mezzo della galleria si trovavano due armature di cavalieri; Maddalena indietreggi, un po' spaventata, nel vedere quei due uomini di ferro.
Rolando non se ne accorse. Vacillando, percorreva la galleria, apriva una porta, s'inoltrava su per una monumentale scalinata di pietra.
La bambina lo seguiva molto da vicino, impressionata dal silenzio, dalla cupa maestosit di quell'antica dimora.
Sopra un largo pianerottolo di pietra si ergevano altre armature, che sembravano messe a guardia dell'appartamento. Rolando stava procedendo ancora, quando si ud un fruscio, e una donna comparve di fronte ai nuovi arrivati.
Rolando!
Vincenza!
La giovane donna era diventata pallidissima.
Un lampo di paura passava nei suoi occhi grigi, fissi su Rolando; la mano improvvisamente tremante si contraeva sulla gonnella di seta nera.
Rolando era rimasto senza parola dinanzi a quella cugina, la cui vista risvegliava i suoi ricordi. Piccola, snella, portava i capelli neri pettinati come nel passato, ed era vestita con la corretta eleganza che le era stata abituale.
Pareva che quei tredici anni non fossero passati su lei; mentre lui...
Eppure lo aveva riconosciuto! Era l'impressione dovuta all'aspetto spaventoso del cugino che ne alterava cos il viso?
La voce di Rolando, un po' rauca, disse: S, ecco qui Rolando, Vincenza... Rolando malato, che ha voluto rivedere la dimora dei suoi avi.
Vincenza s'irrigid. Tese bruscamente la mano come per respingere un fantasma.
I tuoi avi!... Ti hanno rinnegato, dopo il tuo atto di ribellione alla volont di un parente che era stato per te il migliore dei padri... dopo che hai dato il tuo nome a una straniera di umili natali. Ora, non hai il diritto di calpestare questo suolo.
Parlava con voce sorda, ma scandendo bene le parole e appoggiandole con un gesto di disprezzo.
Rolando si raddrizz con un energico sforzo. Lo stupore, la collera, lo facevano tremare dalla testa, ai piedi.
Non ne ho il diritto?... Ne ho per lo meno quanto voi, signora! E vedremo se mio zio rifiuter di dimenticare i torti di un moribondo, di accogliere una bambina che sta per diventare orfana.
Fece un passo avanti. Ma la giovane donna Stese le braccia per sbarrargli il passo.
Lo zio Enrico non ti perdoner mai, disse freddamente. Ha giurato di non rivederti; mi ha detto mille volte che non ti avrebbe mai ricevuto, in nessuna circostanza. Non permetter dunque che tu vada a turbare il suo riposo, ora che  malato da diversi mesi.
Non mi curo del tuo permesso. Se lo zio mi mander via, andr; ma voglio sentirlo dire dalla sua bocca.
No! Una volont indomabile appariva nello sguardo che sfidava Rolando.
Mai ti lascer avvicinare allo zio, che nel suo stato di salute non potrebbe sopportare la commozione, la collera...
Se  malato, sar forse felice di perdonarmi prima di morire. Nonostante il suo carattere autoritario,  buono. Fatti indietro e lasciami passare!
Ma ella non si mosse e la sfida si accentu nel suo sguardo.
Le guance livide di Rolando si congestionarono.
Bada! Non costringermi alla violenza... e non farmi pensare che, per interesse, hai paura di vedermi vicino allo zio.
Disprezzo le vostre insinuazioni, signore. Conoscendo le intenzioni dello zio, sono sicura che, impedendovi di entrare nel suo appartamento, assecondo la sua volont.
Rolando afferr bruscamente per il polso la cugina. Lasciami passare. Ho il diritto di vedere mio zio, di udire dalla sua bocca la parola che condanner la mia figliuola all'abbandono... o la parola che l'accoglier come una Norhac.
Lei? Pensi forse che possa dimenticare la sua origine materna?
Davanti al disprezzo contenuto nello sguardo e nel tono della cugina, Rolando fu invaso dal furore, e le sue dita scarne si accanirono sull'esile polso.
Sua madre era una creatura ammirevole e non ti permetter mai di dire una parola contro di lei!
Vincenza disse freddamente: Mi stroncate il polso, signore. Dimenticate dunque che avete a che fare con una donna?
Rolando allent la stretta, ma non lasci il polso di Vincenza. Sarai libera, quando mi lascerai passare.
Ella rise piano, sardonicamente.
Non ceder, te lo assicuro. Suvvia, basta con questa scena; se non te ne vai, chiamo mio marito.
Fallo pure. Non chiedo di meglio. Ci spiegheremo da uomo a uomo e...
S'interruppe, port la mano al petto, e uno sbocco di sangue gli sgorg dalle labbra; poi cadde in terra.
Maddalena mand un grido di terrore e dilat gli occhi fissandoli sull'infelice; poi scivol anch'ella in terra, priva di sensi.
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Capitolo 2.
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La bambina alz le palpebre pesanti e il
suo sguardo ancora un po' vago si pos sulle
tende verdi, scolorite.
A poco a poco Maddalena riprendeva conoscenza,
cominciava a chiedersi dove fosse,
perch non aveva mai visto quelle tende.
Volse una timida occhiata intorno... no,
non era la misera camera piena di oggetti
disparati nella quale aveva vissuto con il padre!
Si trovava in una vasta stanza tappezzata
di scuro, arredata di mobili antichi.
Una luce incerta entrava dai vetri delle due
finestre alte e strette, adorne di tende intignate.
Uno specchio dalla cornice scrostata
occupava una delle pareti, facendo riscontro
a un ritratto di uomo.
Quel ritratto attir l'attenzione della bambina.
Rappresentava un giovane ufficiale dei
dragoni. Biondo, con l'aria buona e seria,
aveva una fisonomia simpatica che colp subito
Maddalena.
Ma un rumore nel fondo della stanza le
fece voltare la testa.. C'era qualcuno l, in
piedi davanti a una tavola sulla quale si vedevano
delle bottiglie di medicinali.
Cugina Eugenia!
Quel nome pass come un soffio tra le labbra
della bambina, mentre il suo sguardo stupito
si posava sulla donna gobba, vestita di
nero, che le voltava le spalle.
S, era proprio la cugina Eugenia, piccoletta,
con la colonna vertebrale deviata, con
il vestito austero guarnito di un semplice collettino
bianco, i capelli grigi arruffati. Eppure
sei mesi prima Maddalena l'aveva vista
distesa, rigida sul suo letto di morte!
Lo stupore e lo spavento s'impossessarono
della bambina che, ancora assonnata, balbett
un po' pi forte:
Cugina Eugenia, siete voi?
Aveva parlato in polacco. La donna si volt
bruscamente, e Maddalena si lasci sfuggire
un grido.
No, non era il viso angoloso e pallido della
cugina Wenska. La bambina aveva sotto gli
occhi una faccia spaventosa, deturpata, violacea,
con la bocca contorta in un perpetuo
ghigno.
Un brivido di orrore incontenibile fece
chiudere gli occhi a Maddalena.
Nel silenzio della camera si alz una voce
secca e mordente:
Che dici, piccina? Non sai parlare francese?...
Ti faccio paura, mi pare.
Una sghignazzata sottoline questa frase.
Maddalena apr coraggiosamente gli occhi
e si costrinse a guardare l'orrendo viso. Incontr
due occhi di un nero opaco, ironici e
duri.
L per l ho creduto che foste la mia
cugina Eugenia...
Parlava con voce debole, lentamente, cercando
le parole, giacch il francese le era
poco familiare.
... Poi vi siete voltata e ho visto che...
che avevo sbagliato.
Distolse gli occhi.
Via, confessa che ti faccio orrore! Serafina
di Grandy ci  abituata, bambina. Mi
chiamo Serafina, capisci?... Non  un nome
carino e adattato per un viso come il mio?
Rise di nuovo, a scatti.
La bambina la guardava con un certo spavento.
La risata si spense in un suono rauco
che somigliava a un singhiozzo, e la signorina
Serafina si volt bruscamente per prendere
sulla tavola una boccettina e un cucchiaio.
Ora devi prendere la medicina che ti ha
ordinata il dottore, disse in tono asciutto.
Il dottore?... Quale dottore? balbett
Maddalena.
Il medico di Dreuzes, che  gi venuto
due volte a visitarti. Perch, senza saperlo,
sei stata molto male.
E... e il babbo?
Il velo che copriva ancora la sua mente si
era dileguato; ora ricordava tutto: il viaggio,
la strada faticosa, il passaggio segreto,
la breve scena con la straniera sul pianerottolo
adorno di armature... e soprattutto il
padre che vacillava, colto da uno sbocco di
sangue.
La domanda era scaturita, in un impeto di
disperata angoscia. Una leggera commozione
pass nello sguardo della signorina Serafina.
Tuo padre?... Non ti preoccupare per
lui...  tranquillo, anzi, felice.
Dov'? Voglio vederlo!
La bambina si raddrizz bruscamente sul
letto.
Non  possibile. Via, sdraiati e stai
tranquilla.
Ditemi dov'... mormor Maddalena
congiungendo le mani.
La signorina Serafina esitava. Maddalena
sussult e nel suo sguardo si ravviv l'angoscia.
 morto?... Ditemelo, il babbo  morto?
Su, su, non ti agitare cos.  meglio
per lui, credimi. Almeno ora  tranquillo, liberato
dalla vita. Ben altri vorrebbero essere
al suo posto!
Cos parlando, la signorina Serafina si era
avvicinata e prendeva le mani della bambina
tra le sue, lunghe e fini.
Maddalena si lasci ricadere sul letto soffocando
un singhiozzo. Aveva conosciuto poco
suo padre, non aveva trovato in lui un vero
affetto, ma la sua anima avida di tenerezza
e di devozione si era gi attaccata a lui.
Quella bambina timida, abituata a contenersi
a contatto con la cugina Wenska, buona in
fondo, ma nemica di ogni espressione di sensibilit,
non aveva mai osato rivelarsi davanti
alla freddezza di Rolando, e aveva sofferto
molto, in silenzio, della palese indifferenza-
paterna.
Ora tutto era finito; quel padre, tacitamente
amato, era scomparso. A Maddalena
sembrava di trovarsi in uno spaventoso deserto,
senza appoggio, senza protezione.
Babbo!... Oh, babbo mio, voglio venire
con te! gemette, torcendosi le mani.
La signorina Serafina borbott:
Credo che sarebbe infatti la pi grande
fortuna, per te.
Per tutto il giorno la bambina rimase in
una penosa sonnolenza, attraversata da dolorose
visioni. Vide vagamente un viso incorniciato
di capelli scuri chino su lei; ud
come in sogno un fruscio di seta, e una dolce
voce armoniosa che pareva dare istruzioni
alla signorina Serafina. Ma quando una mano
morbida e fredda si pos sulla sua fronte,
ella sussult e cominci a lamentarsi.
Allora la voce dolce disse:
Pare che la febbre torni. Se torna, porter
via questa piccina, che sembra molto delicata.
La predizione non si avver. Maddalena si
rimise a poco a poco, curata dalla signorina
Serafina che non trascurava le prescrizioni
del medico.
Ma la bambina restava triste e abbattuta.
Non si preoccupava affatto di quello che sarebbe
accaduto di lei, e neppure chiedeva
in qual luogo si trovasse. La signorina di
Grandy, taciturna e ritrosa, non faceva niente
per distrarla. Le parlava soltanto di ci che
era attinente alla sua salute, ma all'infuori
di questo la lasciava ai suoi tristi pensieri.
Da quando stava meglio, Maddalena prendeva
i pasti insieme con lei. Una vecchia
serva, con un fazzoletto violetto in testa,
veniva due volte al giorno ad apparecchiare un
tavolino, nella stanza che costituiva tutto
l'alloggio della signorina di Grandy, e portava
poi un pasto per due, semplice, ma sostanzioso.
Non rivolgeva mai la parola alla
bambina, ma questa incontrava qualche volta
il suo sguardo curioso e piuttosto ostile.
Una sera, mentre la signorina Serafina si
alzava da tavola, Maddalena chiese, con voce
soffocata dalla commozione:
Signorina, dove hanno seppellito il mio
babbo?
Nel cimitero di Dreuzes.
Potr andarci un giorno?
Lo sguardo freddo della vecchia signorina
si addolc un poco davanti alla supplica dei
begli occhi che si alzavano verso di lei.
S, certamente, ti ci condurr quando
sarai abbastanza forte per fare il tragitto.
Intanto devi cominciare a uscire un poco.
Domani verrai a fare un giretto nel parco.
Senza parlare, Maddalena si alz per seguire
la signorina di Grandy nell'angolo
della stanza dove si trovavano la tavola da
lavoro, il telaio da ricamo e la seggiola preferita
della vecchia signorina. La bambina rimase
a lungo pensosa, osservando i ranuncoli
ricamati sulla seta bianca tesa sul telaio. Poi
si volt verso la signorina Serafina, intenta
a riordinare le sete in un cestino.
Dove siamo?
Nel castello di Cadeilles, piccina.
Nel castello di Cadeilles?... Dallo zio
del babbo?
S. Tuo padre non ti aveva detto dove
ti conduceva?
Oh, s! Ma siccome quello zio cattivo
rifiutava di riceverlo, non credevo che mi
avrebbe tenuta in casa sua. Eppure  lui che
ha fatto morire il babbo!
Nella voce infantile vibrava il risentimento.
La signorina Serafina si chin verso la
bambina.
Come mai? Raccontami che cosa  successo.
La bimba, allora, interrompendosi ogni
tanto, quando la commozione la soffocava,
fece il racconto della breve scena il cui ricordo
doveva rimanere in lei incancellabile.
La vecchia signorina ascoltava con visibile
interesse, e ogni tanto una strana luce balenava
nei suoi occhi opachi.
Il babbo era molto arrabbiato con quella
signora che non voleva farlo passare. Fu questo
che gli fece male, concluse la bambina
con un singhiozzo.
Bisognerebbe dunque accusare tua cugina
Vincenza della sua morte, disse ironicamente
la signorina Serafina.
Tutti e due, perch se lui non le avesse
detto prima che non voleva ricevere il babbo,
lei non gli avrebbe impedito di entrare.
Il tuo ragionamento torna benissimo,
bambina!
Una sorda risata accompagn questa frase.
Poi la signorina Serafina si mise a riordinare
le sue sete.
Ma s'interruppe a un tratto e tese l'orecchio
al rumore di un passo sul pavimento.
Afferr rapidamente un velo grigio che teneva
sempre a portata di mano, e se lo mise
sul viso.
Ecco la signora di Movis!... sussurr.
Il nome era nuovo per Maddalena, ma riconobbe
subito colei che apparve sulla soglia
della stanza, vestita di seta nera come il
giorno in cui Rolando di Norhac aveva varcato
per l'ultima volta la soglia della dimora
avita.
Istintivamente la bambina indietreggi.
Si direbbe che ti faccio paura, piccina!
disse la voce gi udita.
Cos dicendo Vincenza si avvicinava in un
fruscio di seta. Maddalena s'irrigid per non
indietreggiare ancora.
Sei del tutto rimessa, a quanto pare,
continu la giovane donna, dopo aver dato
la mano alla signorina Serafina con un gesto
grazioso e protettore. Non credevo che ti
saresti rimessa cos presto, perch sei di
costituzione delicata, come era tua madre,
credo, e anche il tuo povero babbo!
Nell'anima di Maddalena sorse un impeto
di ribellione, e irruppe, fremente:
Siete stata voi... voi...
Due occhi grigi, dolci e scintillanti, l'avvolsero
in uno sguardo di piet.
Povera piccina, vorrei poter cancellare
dalla tua mente il ricordo della scena provocata
dal tuo disgraziato padre! Purtroppo
non potevo agire altrimenti!... Ma faremo
tutto il possibile per te.
Con fare disinvolto, Vincenza si volt verso
la signorina Serafina che aveva sempre il viso
velato.
Cercher un collegio decoroso dove le
verr data un' istruzione che le permetta di
guadagnarsi la vita a suo tempo, visto che
non possiede niente, poverina! Frattanto,
cugina, la lascer sotto la vostra sorveglianza,
siamo intese?
S, continuer a tenerla con me; non
mi d pensiero, ora che sta meglio.
La signora di Movis si volse di nuovo verso
Maddalena e tese il braccio per attirarla a
s. Quella frem, ma non resist, alla mano
ferma, quasi dura, pur sembrando delicata.
Gli occhi grigi fissarono quelli della bambina,
che dovette fare uno sforzo per non abbassare
le palpebre, tanto quello sguardo la
turbava.
Dimmi, piccina... Ma, prima di tutto,
come ti chiami?
Maddalena di Norhac.
S, s, lo so...
Una ruga si era formata sulla fronte bianca
e liscia della signora.
Volevo sapere soltanto il tuo nome di
battesimo. Ebbene, dimmi un po', Maddalena:
come faceste a entrare nel castello,
senza farvi scorgere? Il cancello doveva essere
chiuso, poich nessun domestico vi vide
entrare, te e tuo padre.
Maddalena non aveva dimenticato la raccomandazione
del babbo. Risolutamente, sostenendo
lo sguardo scintillante di Vincenza,
rispose:
Non posso dirvelo, signora.
La giovane donna aggrott le sopracciglia.
 Che risposta impertinente! esclam.
Su, rispondi alla mia domanda.
No, il babbo me lo ha proibito.
E io te l'ordino.
La voce dolce era diventata dura, la bella
mano bianca stringeva il polso fragile della
bambina.
No, no! ripet Maddalena.
Non vuoi dirmelo? Bada! Tre o quattro
giorni a pane e acqua ti faranno cambiare
idea, bambina ribelle.
Non credete, Vincenza, che Rolando sia
passato dalla porticina del parco, di cui aveva
senza dubbio portato con s la chiave quando
and via di qui l'ultima volta? Siccome la
serratura da allora non  stata cambiata, pu
averla usata come nel passato.
Questa idea veniva esposta dalla signorina
Serafina.
Vincenza parve riflettere.
S,  probabile, disse alla fine. Ma
perch questa sciocchina non vuol dirlo?
Scosse la bambina per un braccio.
Il babbo me lo ha proibito, ripet
Maddalena.
Vincenza alz le spalle e lasci andare il
tenero braccio.
Sei una ragazzetta sciocca. Per questa
volta, voglio perdonare la tua cocciutaggine,
ma ti avverto che esigo da te una docilit
assoluta. Provveder alla tua educazione, al
tuo avvenire, ed  giusto che trovi in te obbedienza
assoluta. Buona sera, cugina.
Gir sui tacchi e se ne and lasciando nella
stanza un forte profumo di garofano.
La signorina Serafina si tolse il velo e
guard Maddalena. La bambina aveva gli
occhi asciutti, ma il petto scosso dai singhiozzi.
Via, non ti crucciare! disse la vecchia
signorina in tono pi dolce del solito.
Sono riuscita a risolvere la faccenda, e
spero che ormai non ti molester pi in proposito.
Se hai un segreto, tientelo pure. Non
fare quell'aria di martire! Vincenza non 
proprio un angelo e dovrai rigar diritta con
lei... ma, infine, puoi essere contenta che
voglia provvedere a te.
L'abituale smorfia della signorina Serafina
parve accentuarsi in quel momento, ma la
bimba non se ne accorse. Zitta zitta, trattenendo
le lacrime, si sedette su una poltroncina
bassa accanto alla signorina di Grandy.
Questa le porse una matassa di seta dicendole
di districarla. E per qualche tempo il
silenzio fu rotto soltanto dal tic tac dell'antico
orologio a pendolo.
Quando Maddalena ebbe finito il suo lavoro,
tese la matassa alla signorina, e con
quel gesto fece cadere il velo grigio posato
sul bracciolo della poltrona.
Lo raccatt subito e lo porse alla signorina
Serafina che finiva di riordinare le sue
sete.
Mettilo su quella tavola, piccina. Per
questa sera non ne avr pi bisogno, perch
Vincenza,  gi venuta.
E per rispondere allo sguardo interrogatore
di Maddalena, soggiunse:
Ti domandi perch le tengo nascosto il
mio viso?... Perch non ha mai potuto vederlo.
I suoi nervi delicati non sanno sopportare
questa bruttura.
Una risata sottoline le ultime parole; una
risata sarcastica e straziante che fece venire
i brividi a Maddalena.
Del resto, a me non piace di suscitare
l'orrore, perci mi tengo appartata. Qui, mi
vedi solo tu e la vecchia Maria. Lei, ormai,
ci ha fatto l'abitudine... e anche tu ce la
farai, non  vero, Maddalena?
Oh, s, s, signorina!
La risposta era sincera. La bambina stava
davvero abituandosi alla tremenda bruttezza
che era costretta a vedere dalla mattina alla
sera; ma non disse quale lotta doveva sostenere
contro la sua istintiva repulsione.
Un'espressione di contentezza apparve per
qualche istante sul viso della signorina Serafina.
Ella si alz e scosse ben bene il grembiule
di lana nera sul quale erano rimasti attaccati
alcuni fili di seta gialla.
Ora devi andare a letto... Che cosa
guardi?
Senza parlare Maddalena indic il ritratto
dell'ufficiale.
Mio padre! mormor la signorina di
Grandy.
La commozione le faceva tremare un po' la
voce.
Lui non provava orrore della sua povera
Serafina. Mi voleva bene, nonostante
tutto. Non avevo ancora venti anni quando
mor; ero povera, e dovetti accettare la carit
di mio cugino Enrico. Lui era buono
con me, ma...
S'interruppe e chiuse un istante gli occhi.
Avete conosciuto il mio babbo? chiese
timidamente Maddalena.
Certo!... Un bel giovane, serio, intelligente,
un po' troppo orgoglioso. Era gentile
con me, ma sentivo bene che la mia vista gli
era terribilmente sgradevole.
Nel tono della vecchia signorina vibrava
un certo risentimento.
Non ti ha mai parlato di me? domand.
Non mi parlava mai di nessuno. Soltanto
mi disse, due giorni prima della nostra
partenza: Ti condurr al castello di Cadeilles,
in casa di mio zio, con il quale voglio
riconciliarmi.
Ah, s!... Non sospettava che la piazza
fosse cos ben guardata! mormor la signorina
Serafina con la smorfia che le era
abituale.
Incontr lo sguardo stupito della bambina
e, con un'alzata di spalle, disse, accennando
al lettino di ferro posto accanto al suo:
Via, vai subito a letto!... Che cos'hai
ancora da piangere?
La bambina balbett tra i singhiozzi:
Penso... al babbo...
La signorina Serafina disse tra i denti:
Vorrei proprio essere al suo posto,
averla finita, con le miserie di questa vita! Un
giorno o l'altro perder il coraggio!  gi
troppo tempo che dura!
Si volt bruscamente e and ad appoggiare
la fronte al vetro di una finestra, mentre
Maddalena, stupita e un po' turbata., cominciava
a spogliarsi.
S'infil nel suo lettino e cominci a dire
le preghiere. In quella camera non vi era
nessuna immagine religiosa, e da certi discorsi
di Serafina, Maddalena aveva capito
che ella non possedeva la fede. Quella sera
alle preghiere per i suoi genitori ella ne aggiunse
una speciale per la povera donna della
quale il suo cuoricino delicato comprendeva
l'amaro affanno.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
La camera della signorina Serafina era al
secondo piano di una delle grosse torri, chiamata
la Torre Bianca. Maddalena lo seppe
il giorno dopo, scendendo per la prima volta
insieme alla vecchia signorina.
Al pianterreno, un piccolo corridoio a volta
le condusse nel parco. La signorina di Grandy
s'inoltr in un viale invaso dall'erba e ingombro
di arbusti cresciuti disordinatamente.
Il giardiniere del signor di Norhac, vecchio
e malandato, aveva gi abbastanza da fare
per mantenere in ordine le aiuole che si stendevano
dietro il castello, e lasciava il parco
quasi in abbandono.
La signorina Serafina camminava senza dir
niente, e neppure la bambina aveva voglia di
parlare. Era stata abituata al silenzio dalla
cugina Wenska, d'indole taciturna, e in seguito
dal padre che di solito non le rivolgeva
pi di dieci parole in tutta la giornata. Cos
era diventata di carattere chiuso, e tutte le
sue sensazioni, tutta la sua vita intellettiva,
rimanevano nascoste, giacch nessuno si era
ancora preoccupato di studiare affettuosamente
quel cuore di bimba.
Un sentiero serpeggiante le condusse fino
a una spianata a strapiombo sul letto di un
torrentello le cui rive erano coperte di arbusti
disordinati che reclinavano su quello i
loro rami fronzuti. Il ruscello formava i pi
pittoreschi meandri e la sua acqua schiumeggiante,
sulla quale scherzavano i raggi
del sole, s'intrecciava in tutto quel verde.
Che bel posto! esclam Maddalena
con slancio. Non si pu scendere fino al
ruscello, signorina?
Oggi no; questa passeggiata  abbastanza
lunga per te. Ma chiamami cugina.
Siamo parenti, non c' che dire. Io sono, da
parte materna, una Norhac come te. Ed 
questo che le fa rabbia, soggiunse la vecchia
signorina con la sua risatina sarcastica.
Tornarono al castello per un altro sentiero.
Un brusio di voci giovanili giunse a un tratto
fino a loro. La signorina Serafina afferr subito
il velo grigio che teneva sul braccio e si
copr il viso come la sera prima.
Sono i figliuoli di Vincenza, disse
brevemente.
Se Maddalena fosse stata sola sarebbe fuggita.
La vita solitaria condotta in casa della
cugina Wenska l'aveva resa scontrosa, e all'idea
di trovarsi davanti a dei ragazzi sconosciuti
provava un vero spavento.
L'atto istintivo d'indietreggiare non era
sfuggito alla sua compagna, che la prese per
un braccio, dicendo:
Via, non fare la sciocchina! Sono tuoi
cugini, non ti mangeranno mica!
In quel momento apparvero due ragazzi seguiti
da un cane dei Pirenei di aspetto maestoso.
Quello che li precedeva, un ragazzo
dai tredici ai quattordici anni, si ferm vedendo
le due donne.
Oh! Guarda, Fernanda: c' la bambina
raccolta dalla mamma, disse con aria
sprezzante, rivolgendosi alla bimbetta che lo
seguiva.
Sotto il velo, la signorina Serafina borbott:
Raccolta!... Raccolta!... Che faccia tosta!
I due bambini si avvicinarono per guardare
da vicino Maddalena, rossa rossa e intimidita.
La bimbetta, bruna e di lineamenti
regolari, aveva una espressione di disprezzo,
il fratello, palliduccio, aveva gli stessi occhi
grigi di Vincenza.
Vi chiamate Maddalena Wenska,, vero?
chiese il primo con aria sprezzante.
Ma no, Maddalena di Norhac! balbett
la bambina.
Niente affatto! La mamma ci ha detto
che non dovete portare questo nome, perch
io soltanto potr portarlo quando lo zio sar
morto. Allora diventer Tebaldo di Movis di
Norhac, perch sono il maggiore.
E la testa bruna, dai capelli tagliati corti,
si raddrizz orgogliosamente.
Maddalena spalanc gli occhi smarrita.
Ma era il nome del mio babbo!
S, la mamma non vuole che lo portiate,
perch vostro padre spos una donna
di condizione inferiore, rispose Tebaldo
con sussiego.
Quelle parole erano un po' oscure per
Maddalena, ma la signorina Serafina fece
una breve risata sardonica.
Molto bene! Vogliono toglierle perfino
il nome di suo padre. Per fortuna c' la
legge che non li asseconder. Vi piaccia o
no, Tebaldo, questa bambina ha il diritto di
chiamarsi Norhac.
Tebaldo guard prima la vecchia signorina,
poi Maddalena, e nel suo sguardo balenava
una tale rabbia concentrata, che la bambina
rabbrivid.
Non  vero! La mamma mi ha detto
che ci sar soltanto io, quando lo zio sar
morto.
E questo accadr presto, perch, sta
molto male, soggiunse tranquillamente la
bambina che suo fratello aveva chiamata Fernanda.
Oh, s, ben presto! disse Tebaldo addirizzando
il nodo della cravatta di seta celeste
che portava sulla camicia di flanella
bianca.
Gir sui tacchi e si allontan insieme con
la sorella il cui sguardo ostile, carico di disprezzo,
aveva fissato con ostinazione il vestito
consunto e scolorito e il cappello sformato
della piccola orfana.
La signorina Serafina riprese subito a camminare
scoprendosi un poco il viso.
Questo velo mi soffoca! Preferisco stare
a viso scoperto. Ma dicono che i bambini
avrebbero una crisi di nervi se mi vedessero
come sono! Sogghign, lanciando un'occhiata
a Maddalena. Mi sembri pensierosa,
piccina. Forse per via delle parole di
Tebaldo? Non ti preoccupare; Avranno un
bel dire, non potranno toglierti il nome come
ti hanno tolto il resto, concluse tra i denti.
Alz le spalle, e soggiunse:
Ma guarda un po' che pretesa ha quel
presuntuoso di Tebaldo; vuol essere il solo
a chiamarsi Norhac!... Questa  proprio
un'idea caratteristica di Vincenza. Lei e i
suoi figliuoli: gli altri non contano!
Maddalena doveva ben presto riconoscere
l'esattezza di questo giudizio.
Quando era caduta priva di sensi sul pianerottolo
accanto al padre inanimato, la signora
di Movis l'aveva fatta trasportare subito
in camera della vecchia signorina, per
non avere la noia di assisterla. La signorina
di Grandy era una parente povera, perci
era lecito accollarle tutte le seccature, come
aveva detto un giorno la signorina Serafina
stessa, con un'amarezza che aveva impressionato
Maddalena. Ora continuava a lasciarle
la bambina, per la quale la signora
di Movis non pareva disposta a disturbarsi
menomamente n a sopportare la minima
spesa. Non aveva giudicato neppure opportuno
farle fare un vestito da lutto, in sostituzione
del vecchio vestito grigio che la bambina
aveva dovuto rassettare alla meglio.
Maddalena passava dunque le sue giornate
con la signorina di Grandy. Questa, quando
ne aveva voglia, la conduceva a fare un giro
nel parco. Un giorno la condusse al cimitero,
e Maddalena pot inginocchiarsi e pregare
sulla tomba segnata da una croce di legno
che portava questa iscrizione:
Rolando di Norhac
MORTO A TRENTACINQUE ANNI
La chiesa si trovava proprio accanto al cimitero
e la bambina pensava che la sua compagna
vi si fermasse passando, come non
mancava mai di fare la cugina Wenska. Ma
la signorina Serafina prese la direzione opposta,
e Maddalena dovette contentarsi di rivolgere
uno sguardo di ammirazione e di
rimpianto verso l'antico santuario, dove lo
stile ogivale si mescolava armoniosamente a
quello del Rinascimento, elevando con tutto
lo slancio del suo cuore una breve preghiera
al buon Dio che la signorina Serafina sembrava
ignorare.
Forse appunto per questo era cos bizzarra,
chiusa nel suo cupo silenzio dal quale
usciva soltanto per lanciare qualche frase
ironica, per borbottare qualche sarcasmo rivolto
non si sapeva a chi?
Deve aver sofferto molto per il suo aspetto
disgraziato, pensava Maddalena. E questo
deve averle alterato il carattere, poveretta!
Gli altri abitanti del castello erano quasi
invisibili per l'orfana. Due o tre volte le avvenne
d'incontrare nel parco Fernanda o Tebaldo,
che voltavano altrove la testa con aria
sprezzante, oppure il signor di Movis, un
uomo biondo e dinoccolato, con un gran
naso, dal viso bonario e insignificante, che
se ne andava seguito dai suoi cani da caccia
e non sembrava nemmeno accorgersi della
bambina.
Vincenza sal due volte alla Torre Bianca.
Rivolse alla bambina poche parole fredde,
chiese notizie della sua salute alla signorina
di Grandy e se ne and con il suo passo leggero
e scivolante.
La vista di quella donna continuava a produrre
su Maddalena un'impressione stranamente
penosa. Del resto, dopo quelle visite
anche la signorina Serafina diventava nervosa
e agitata. Alla seconda visita, dopo che
la signora di Movis fu uscita, la vecchia signorina,
accigliata, si lasci sfuggire, come
parlando tra s e s, queste parole che rimasero
incomprensibili per Maddalena:
Ormai  soltanto questione di ore!...
Eppure avrei voluto che egli lo sapesse! Ma
come vederlo da solo?
Il giorno dopo, siccome la signorina Serafina
non si sentiva di uscire, la bambina,
dando un'occhiata di rimpianto alle finestre
soleggiate, stava per mettersi a sedere accanto
alla vecchia signorina, quando questa
disse, con il suo solito tono asciutto:
Mi sono accorta poco fa che ieri persi
nel parco lo spillo con il quale avevo appuntato
la mia mantellina. Deve esser caduto vicino
alla panchina sulla quale ci sedemmo
un istante. Vai a vedere se lo ritrovi, Maddalena,
e torna subito.
La bambina usc dalla camera e cominci
a scendere la scala della torre. Quando giunse
al passaggio a volta mand un grido di spavento
vedendo un animale, che nella penombra
le sembr enorme, avventarsi contro di
lei con un ringhio sordo.
Squill una risata stridula. Maddalena
vide allora Tebaldo di Movis, accanto al
quale stava una bambinetta bruna, pallidina
e con due occhi vivacissimi.
Ah! Ah! Il bravo Ric ha una gran voglia
di divorarti! Pare che tu non gli vada
a genio! Infatti, non pu soffrire le mendicanti.
Maddalena si raddrizz, col viso rosso
dallo sdegno.
Non sono una mendicante, io!
Tebaldo rise di nuovo, e la sua compagna
gli fece eco.
Che cosa sei, allora, se ti tengono qui
per carit? Se la mamma non si occupasse
di te, ti metterebbero con tutti i bambini che
non hanno n padre, n madre, n denaro.
Non  vero, Amata?
S, s. Se non ci fosse la mamma saresti
costretta a chiedere l'elemosina per le
strade, come le zingare che vennero ieri, e
che Pietro scacci a forza di legnate.
No... non  vero! balbett Maddalena
a gola stretta.
Ah! Non  vero? Prendi questo per imparare
a credere quello che ti dico... mendicante,
mendicante!
E la mano nervosa di Tebaldo si abbatt
sulla guancia di Maddalena.
La bambina mand un gemito di dolore,
indietreggiando di diversi passi.
Tebaldo sghignazz:
Lo sai? La mamma ha detto che ti costringeremo
a rigare diritto. Se ti ribellerai,
ti faremo divorare da Ric. Lui fa tutto
quello che voglio; basta che gli dica una parola...
Parlava con l'intonazione di voce dolce e
suadente della madre, interrotta a tratti da
improvvisi scoppi di durezza. Appariva calmo
in viso, nonostante l'irritazione che trapelava
dalle sue parole e dal gesto brutale col
quale aveva colpito Maddalena. Ma vi era
un' ironia crudele nei suoi occhi grigi cos
simili a quelli di Vincenza.
Maddalena non rispose e trattenne coraggiosamente
le lacrime, poich non voleva che
la vedesse piangere. Senza guardarlo prosegu
per il corridoio a volta per raggiungere
il parco. Quando si trov sola, in uno dei
viali invasi da una vegetazione lussureggiante,
dette libero sfogo alle lacrime e cominci
a singhiozzare, pensando:
Ma che cos'hanno contro di me?
Povera Maddalena! Certo, non aveva mai
conosciuto una grande felicit, ma neppure
si era trovata di fronte a tanta cattiveria, a
una cos crudele ingiustizia!
La guancia offesa le bruciava; le pareva
di sentire ancora il contatto di quella mano
dura. Nella sua anima infantile, abbandonata
a se stessa, saliva un'amarezza, dolorosa.
Pens a un tratto che la signorina Serafina
doveva aspettarla e spazientirsi. A passi
svelti and verso la panchina dove si erano
sedute il giorno prima. Lo spillo era l in
terra. Maddalena lo raccatt e riprese in
fretta la via del castello.
Mentre metteva il piede sul primo gradino
della scala della torre, vide il gatto della signorina
Serafina, un bel gattone giovane,
molto vagabondo, che passava intere giornate
senza tornare dalla sua padrona, tutto dedito
certamente alla caccia dei topi, numerosi nell'antica
dimora. La vecchia signorina, di cui
pareva essere il solo affetto, s'impensieriva,
e chiedeva di lui a Maria, la domestica, che
a volte s'induceva ad andare alla ricerca dell'ingrato.
Ah! Micino, vai ancora a spasso, eh?
disse Maddalena, scorgendo l'animale intento
a lisciarsi le zampe. Vieni con me,
via... torniamo a casa insieme.
Si avvicin per prenderlo.
Ma il gatto non la intendeva cos. Con un
salto le sfugg, poi infil un corridoio buio
dove Maddalena non era mai entrata.
La bambina esit un istante prima di seguirlo,
ma pens che la signorina Serafina
sarebbe stata dispiacente, la sera, se non
avesse visto tornare il gatto, assente da due
giorni. Doveva cercare di acchiapparlo.
S'inoltr nel corridoio che sboccava in una
grande sala mezza rovinata. Il gatto era l,
tranquillamente seduto, e pareva prenderla
in giro.
Micio, micio... vieni, micino.
Ma con un nuovo salto il gatto le sfugg.
E l'inseguimento continu in un altro corridoio,
pi luminoso, in fondo al quale si trovavano
alcuni scalini di pietra che Maddalena
sal.
Una porta aperta lasciava vedere una
stanza che sembrava una guardaroba. Di
fronte vi era un'altra porta socchiusa, dalla
quale pass il gatto. Maddalena, sempre inseguendolo,
si trov in un'ampia stanza da
bagno; poi, alzando la portiera di stoffa
sotto la quale era sparita la bestia, si trov
sulla soglia di una camera vastissima, oscurata
da spesse tende. Di fronte a lei, in un
antico letto a colonne, era coricato un uomo
canuto, pallidissimo, dai lineamenti consunti
dalla malattia,
Ebbene, che c'?... Chi sei? domand
con voce debole, un po' rauca.
Siccome ella non fiatava, con la gola stretta
dallo spavento, l'altro riprese, impaziente:
Di dove vieni? Che cosa vuoi, qui?
Riunendo tutto il suo coraggio ella fece
due passi in avanti.
Scusate, signore, balbett. Volevo
prendere il gatto della signorina Serafina;
gli sono corsa dietro senza pensare che... Oh,
perdonatemi!
Congiungeva le mani e guardava con occhi
supplichevoli lo sconosciuto.
Fu l'incanto di quegli occhi cos belli? La
fisonomia del malato si rasseren.
Dovevi stare attenta., piccola stordita!
Non si entra cos in camera della gente, perbacchino!
Ma che cosa fai in casa mia? Chi
sei? Come ti chiami?
Maddalena di Norhac.
La testolina della bimba si era raddrizzata
fieramente nel rispondere cos. No, nessuno
poteva impedirle di portare quel nome che
era suo!
Una sorda esclamazione sfugg dalle labbra
del malato.
Come hai detto?... Di Norhac?
Cercava di sollevarsi sul letto e guardava
la bambina spalancando gli occhi dallo stupore.
Dunque, sei la figliuola di Rolando?
S, il babbo si chiamava Rolando.
Si chiamava?... ...  forse morto?
Gli occhi della bambina si empirono di lacrime.
Sono gi pi di quindici giorni.
Eravamo venuti qui perch il babbo voleva vedere
suo zio; ma la signora di Movis non lo
fece passare, dicendo che lo zio non voleva
rivederlo.
Eh? Che significa ci?
Il viso del malato era diventato rosso rosso.
Disse cos?
S, signore.
Diavolo! Che briccona! E che cosa voleva
da me, tuo padre?
Voi siete... siete lo zio Enrico?
S, s. Avvicinati e raccontami tutto.
Allora Maddalena, nonostante la commozione,
fece un racconto preciso del loro viaggio,
dell'arrivo a Cadeilles, della morte del
padre.
Ogni tanto il signor di Norhac la interrompeva
con una sorda imprecazione.
Tu dici che mi aveva scritto?... Non ho
mai avuto nessuna lettera di lui, e, ascolta
bene quello che ti dico, bambina: io non ho
mai saputo che tuo padre fosse venuto qui.
Ora si tratta di rimettere le cose a posto;
ma bisogna spicciarsi, perch la donna addetta.
ad assistermi sta per tornare e ho fondato
motivo di credere che sia una creatura
di Vincenza. Su quella scrivania troverai
carta, penna e calamaio. Portami tutto qui,
svelta..
Ella obbed, e il vecchio signore si mise a
scrivere con difficolt. Dopo aver riempito
una pagina, vi appose la propria firma, molto
tremante.
Per un momento rimase pensoso, riflettendo,
con le sopracciglia aggrottate; poi
porse il foglio a Maddalena.
Prendi questo foglio, piccina, e non parlarne
con nessuno, nemmeno con Serafina,
hai capito? Se muoio prima di aver potuto
scacciare quella miserabile, te ne servirai;
ma pi tardi, perch ora sei troppo piccina
per saperti difendere... e sono certo che
quella donna non esiterebbe a strappare
questo foglietto. Potrei dirti di portarlo al
mio notaro; ma diffido degli intrighi di Vincenza.
Il notaro Moulliers  un uomo onesto,
ma di carattere debole... e Vincenza  diabolicamente
furba!  meglio dunque che tu
tenga nascosto il testamento fino a quando
sarai maggiorenne... o fino al tuo matrimonio,
qualora tu sposassi prima di ventun
anno. Ma dove metterlo perch sia al sicuro?
Pens un momento, poi chiese:
Sai dov' la cappella?
Passai di l con il babbo, arrivando.
Passaste dalla cappella? Che strada ti
fece mai percorrere?... Insomma, non importa;
il tempo stringe. Nella cappella vedrai
una vecchia statua di san Michele. In
cima al casco c' un buco; infilerai il foglio
l dentro. Siccome nessuno va mai nella cappella
perch dicono che sia stregata, nessuno
lo trover. Ora vattene alla svelta, perch
Celina pu arrivare da un momento all'altro.
Mentre Maddalena faceva il gesto di andarsene,
egli soggiunse in tono brusco e commosso
nello stesso tempo:
Su, dammi un bacio, giacch sei la figlia
di Rolando. Gli volevo tanto bene, e quell' ingrato!...
Ero disposto a perdonargli. Senza
questa donna, questa odiosa carceriera di cui
ho capito le perfide manovre soltanto da poco
tempo...
Accost le labbra scottanti sulla fronte
della bambina che si era avvicinata timidamente,
poi la respinse dicendo con dolcezza:
Ora vai... nascondi subito il foglio e
non dire niente a Serafina. Non so se anche
lei  d'accordo con Vincenza!... Diffido di
tutti, ora!... Se sai pregare, prega per me,
bambina.
Maddalena usc dalla camera e riprese la
strada percorsa poco prima. Aveva la testa
in fiamme... Che cosa avrebbe detto la signorina
Serafina di quell'assenza prolungata?
Come spiegargliela, se il signor di Norhac
non voleva che le dicesse niente?
Eppure doveva anche andare in cappella.
Ma ne avrebbe ritrovata la strada?... E se
avesse incontrato qualcuno del castello?
Dopo qualche incertezza, e dopo molte
paure quando credeva di udire qualcuno, la
bambina si ritrov nella galleria dalle pareti
ricoperte di affreschi. Arriv di corsa
alla cappella, scorse la statua di san Michele,
di pietra nerastra, e, per arrivarci, spinse
vicino a quella una panca intarlata.
Lo sgomento, la paura di essere scoperta
raddoppiavano le sue forze, non le facevano
pensare che poteva facilmente cadere se il legno
vecchio si fosse sfasciato. Una volta salita
sulla panca stese la mano verso il casco.
S, c'era, un'apertura. V'infil il foglio, si assicur
che non si vedesse, quindi salt a terra
e, dimenticandosi di rimettere la panca al
posto, scapp via correndo.
Raggiunse finalmente la torre senza avere
incontrato nessuno. Il gatto della signorina
Serafina sonnecchiava beato su uno scalino.
La bambina lo prese in braccio pensando che
le avrebbe servito di pretesto.
Affannata, con il cuore in tumulto, entr
in camera. La signorina Serafina, seduta al
tavolino da lavoro, volt subito la testa.
Ma che hai fatto? Dove sei stata?
le grid, arrabbiatissima.
Signorina, ho corso dietro a Micio. Volevo
acchiapparlo per riportarvelo, ma mi ha
portata molto lontano.
Fortunatamente per lei, la signorina Serafina
era miope e non si accorse dell'alterazione
del suo viso.
Dovevi obbedire e non occuparti di Micio,
rispose con severit. Per questa
volta ti perdono, giacch di solito non sei disobbediente;
ma spero che tu non lo faccia
pi.
Maddalena riprese in silenzio il suo posto
abituale accanto alla vecchia signorina e cominci
a lavorare. La signorina Serafina le
insegnava a ricamare.
Ti servir pi tardi a guadagnarti la
vita, le aveva detto con la sua solita risatina
sarcastica.
Secondo il solito, la signorina di Grandy e
La bambina lavoravano fino all'ora di cena.
Intanto Maria, sempre puntuale ad apparecchiare,
non si vedeva. Passarono tre quarti
d'ora, e la signorina Serafina, molto sorpresa,
stava per andare a informarsi, quando
la porta si apr e la vecchia domestica apparve,
con gli occhi rossi e il fazzoletto di
traverso sui capelli grigi.
Che cosa  successo? grid la signorina
di Grandy.
Il padrone ha avuto una crisi, rispose
Maria con voce tremante dalla commozione.
La signorina Serafina trasal e congiunse
le mani.
...  morto?
S, a un tratto. C'era la signora di Movis
in quel momento. Non c' stato nemmeno
il tempo di far venire il prete. Povero signor
Enrico! A me, che sono sua sorella di latte,
fa pi effetto che agli altri, potete credermi,
signorina!
E una lacrima scese gi per la guancia
avvizzita.
La notizia che le era stata comunicata interessava
troppo in quel momento la signorina
Serafina perch ella osservasse la sua
piccola compagna, altrimenti avrebbe notato
il turbamento della bambina e il pallore che
le copriva il viso.
Quando la tavola fu apparecchiata e venne
servita la cena, la signorina di Grandy,
uscendo da una profonda meditazione, disse
a Maddalena:
Vieni a mangiare, piccina;  molto
tardi.
La bambina balbett:
Non ho fame, signorina.
L'altra la guard.
Che cos'hai? Ti senti male?
Mi duole la testa.
Non mentiva perch si sentiva stringere le
tempie come in una morsa.
Si vede. Ebbene, vai subito a letto, questo
sar il miglior rimedio.
La bambina non chiedeva altro. Si spogli
in fretta, dette la buona notte, s'infil nel
letto, e dopo una preghiera che risentiva
del turbamento provocato nella sua mente
dagli avvenimenti di quel giorno, appoggi
la testa sul guanciale.
Ora era libera di pensare, senza dover temere
lo sguardo scrutatore della vecchia signorina.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Era dunque morto quello zio al quale suo
padre voleva affidarla, e che aveva visto quel
giorno per la prima volta! Ora si sentiva, pi
sola che mai. Eppure lo aveva visto cos
poco, povero zio! Ma l'aveva baciata... e da
ci aveva capito che forse le avrebbe voluto
bene. Lacrime cocenti le salivano agli occhi,
mentre pensava che quel parente quasi sconosciuto
se ne era andato per l'eternit, e
che non l'avrebbe mai pi rivisto in questo
mondo.
Soffriva novamente come al momento della
morte del padre. Soltanto a tarda ora della
notte riusc a prender sonno.
Si alz di buon mattino, ed era molto abbattuta.
La signorina di Grandy, immersa in
una cupa fantasticheria, se ne accorse soltanto
nel pomeriggio.
Sicch, non stai ancora bene? Vai a
fare una passeggiatina nel parco; l'aria libera
ti giover. Io oggi non ho voglia di
uscire.
Per obbedienza and a passeggiare malinconicamente
sotto gli arbusti che lasciavano
filtrare il sole molto caldo. Poi torn al castello
e si avvi verso la scala della Torre
Bianca.
Prima di cominciare a salire si ferm per
guardare in direzione del corridoio dal quale
il giorno prima era arrivata., senza volere, all'appartamento
del signor di Norhac. Desiderava.
rivederlo. Era stato tanto buono con
lei... l'aveva baciata, lei che nessuno aveva
pi baciata dopo la morte della cugina Wenska...
nessuno, nemmeno il padre, se non
per rara eccezione!
Si trov a un tratto nel corridoio. Un impulso
irresistibile la spingeva verso la camera
dove lo aveva visto il giorno prima.
La porta del gabinetto da bagno era aperta.
Maddalena attravers la stanza deserta, alz
un lembo della portiera...
Egli era l, disteso sull'immenso letto a
colonne, circondato da ceri accesi. La morte
aveva disteso i suoi lineamenti, facendolo
sembrare pi giovane. Una profonda commozione
strinse il cuore di Maddalena: suo
padre somigliava tanto a quello zio, che le
pareva di rivederlo!
Presso la tavola, ornata da un Crocifisso,
era seduta una donna vestita di nero. La testa
le ricadeva sulla spalla e un leggero russare
provava che aveva ceduto al sonno.
Maddalena fece un passo avanti, poi si
ferm, esitante...
Se quella donna si fosse svegliata?
Dopo tutto, per, non faceva niente di male.
Al villaggio di Vulstock, la cugina Wenska la
conduceva spesso a pregare presso dei poveri
morti.
La bambina and avanti in punta di piedi.
La donna russava ancora. Maddalena s'inginocchi
accanto al letto, fece una breve preghiera,
poi rialzatasi, si chin e accost le
labbra tremanti alla fronte gelida.
Ma si raddrizz bruscamente udendo un rumore
di mobili smossi nella stanza vicina. La
portiera fu alzata e apparve Vincenza.
Vedendo Maddalena fece un gesto di stupore.
Tu!... Qui!
Al suono di quella voce la donna addormentata
sussult e raddrizz la testa.
La signora di Movis si avvicin a Maddalena
e l'afferr per un braccio.
Come mai?... Perch ti sei permessa di
venir qui?
Maddalena balbett:
Volevo... volevo vedere lo zio del babbo,
dargli un bacio. Signora, mi fate male!
Le dita fini stringevano infatti come in una
morsa il polso esile della bambina.
Ma la signora di Movis non allent la
stretta.
Cos ti ricorderai che devi rimanere
nella Torre Bianca e non avventurarti nel
castello, senza esservi chiamata. Torna immediatamente
dalla signorina di Grandy e...
Si volt per aggiungere, rivolgendosi al
marito che entrava:
Riconduci questa bambina da Serafina,
Aurelio, perch non resti a girellare per i
corridoi.
Lo sguardo senza espressione del signor di
Movis si pos sulla bambina che aveva il viso
stravolto, gli occhi pieni di lacrime.
Sente male. Le stringi troppo forte il
polso, Vincenza.
La punisco, ecco! rispose la voce
dolce della signora.
Lasci andare il polso indolenzito e riprese:
Portala subito via e torna qui, perch
credo che Celina far, meglio ad andare a
letto.  la terza volta che la trovo addormentata
questo pomeriggio.
Eh! Se la signora non mi crede abbastanza
stanca, da cascare dal sonno, con la
vita che faccio da mesi! disse una voce
arrogante.
La donna s'irrigidiva nella poltrona, fissando
Vincenza con due occhietti maligni.
La signora di Movis rispose con dolcezza:
S, s, lo so, Celina, che vi siete sacrificata
molto e che avete il diritto di riposarvi.
Certo che l'ho! borbott la governante.
Si volt bruscamente verso Maddalena e la
squadr.
Ma che idea ha avuto, codesto rospetto,
di venir qui? Come se ne avesse il diritto!...
Peccato che lui non la veda! Ha dei capelli
cos belli, degli occhioni cos patetici che
sarebbe capace di... di cambiare molte cose.
Che ne dite, signora Vincenza?
Guardava con aria malignamente ironica
la signora, che impallidiva.
Voi divagate, Celina!... La signora di
Movis alz leggermente le spalle. Il povero
zio, anche se avesse conosciuto la piccina,
non l'avrebbe potuta soffrire, perch
era figlia del nipote al quale non voleva perdonare.
Davvero? E allora perch abbiamo trovato
il ritratto del signor Rolando sotto il
suo guanciale? ribatt Celina con voce
sarcastica.
Vincenza prese la bambina per le spalle e
la spinse verso la porta.
Via, vattene di qui alla svelta. Aurelio,
fai come ti ho detto e di' a Serafina che
sorvegli meglio questa bimbetta. E voi, Celina,
venite nel salotto qui accanto; ho da
parlarvi.
La donnona disse insolentemente:
Non avrete voglia di brontolare, per
caso?... Perch io non voglio rimproveri, sapete!
No, no, non voglio rivolgervi dei rimproveri,
Celina; anzi... voglio ringraziarvi
e farvi una domanda.
Celina con un sorriso trionfante si alz e
segu la signora nella stanza vicina, mentre
il signor di Movis e Maddalena uscivano passando
dalla stanza da bagno.
In fondo alla scala della torre Aurelio si
ferm.
Ora salirai subito dalla signorina di
Grandy, non  vero? disse guardando con
aria perplessa la bambina e gli scalini di
pietra grigia. Non c' bisogno che venga
anch'io per essere sicuro che ci vai, non 
vero? Ma forse sar meglio, altrimenti Vincenza...
su, andiamo, piccina.
Ella obbed, chiedendosi con inquietudine
che cosa avrebbe detto la signorina Serafina
della sua scappata.
Il signor di Movis buss alla porta della
camera, e su invito fatto dalla voce rude
della signorina, entr. Quella, vedendolo,
chiese sorpresa:
Voi, Aurelio? Che c'?
Io in persona, cugina. Vi saluto. Non ci
vediamo mai. Eh! Eh! Ho sempre tanto da
fare! I cavalli, i cani...
Si dondolava sulle gambe lunghe e magre
e accarezzava, il suo lunghissimo naso con un
gesto che gli era abituale.
Gi, lo so! disse la signorina Serafina
con un sorrisetto ironico. Ma come
mai la bambina  con voi?
Ve la riporto, cugina. Vincenza l'ha
trovata nella camera mortuaria e...
Nella camera mortuaria, avete detto?
La signorina Serafina, guardava Maddalena,
ma il suo viso e il suo accento esprimevano
pi commozione e sorpresa, che risentimento.
Vincenza mi ha incaricato di dirvi che
dovete sorvegliarla meglio. Mia moglie era
molto arrabbiata. Evidentemente non era il
posto della bambina, quello: accanto a un
morto che per lei  un estraneo.
Un estraneo?!
Un fuggevole sdegno passava nello sguardo
della signorina di Grandy.
Era suo zio, lo sapete bene.
Il signor di Movis si lisci i baffi per darsi
aria d'importanza.
S, dal punto di vista legale; ma in pratica
non sapeva neppure che questa bambina
esistesse, quindi, per lui era un'estranea..
E con questo intelligente ragionamento,
fatto in tono perentorio, il signor di Movis
si accomiat.
Rimasta sola con Maddalena la signorina di
Grandy si avvicin alla bimba che si era fermata
vicino alla porta, e prendendola per il
mento ne rialz bruscamente la testolina abbassata.
Che cosa ti  saltato in mente? chiese
in tono severo. Come hai fatto a trovare
la camera del signor di Norhac, e perch ci
sei andata?
Volevo vedere lo zio del babbo.
La signorina Serafina alz le spalle.
Un po' tardi, ormai! Bisognava che tu
l'avessi avuta prima questa idea! Ora, a che
serve?
Un'aspra ironia passava nella voce della
vecchia signorina.
Siccome Maddalena la guardava con stupore,
ella soggiunse:
Via, mettiti a lavorare, ormai non ti rimane
altra risorsa... e te lo faranno sentire
pi di una volta, non dubitare!
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
In apparenza niente cambi al castello di
Cadeilles dopo la morte del signor di Norhac.
Vincenza, divenuta l'unica erede, continu a
dirigere la casa come faceva al tempo del suo
parente, da quando cio, rotto ogni rapporto
con Rolando, egli l'aveva chiamata definitivamente
presso di s insieme alla madre.
Questa era morta l'anno del matrimonio di Vincenza,
ma la sua scomparsa non aveva lasciato
alcun vuoto al castello. Vincenza era
l'anima di quella dimora, come dicevano
tutti coloro che venivano ricevuti a Cadeilles,
e come diceva anche il signor di Norhac
prima di aprire gli occhi alla verit. Ella si
era mostrata molto premurosa con lui quando
la malattia lo aveva immobilizzato; era perci
opinione comune che egli avesse fatto
semplicemente il suo dovere lasciandole l'intero
patrimonio con l'incarico di ricompensare
come avrebbe creduto meglio i servitori
del castello.
Ella assolse questo incarico in modo generoso
verso alcuni, con taccagneria verso altri.
La direttrice di casa che occupava quel
posto da trenta anni ricevette una somma
talmente derisoria, che poco dopo si decise a
lasciare il castello dove, dichiar, era rimasta
soltanto per l'attaccamento che provava
per il signor di Norhac, perch la vita non
era facile con la signora di Movis, cos sospettosa
e avara. Che cosa sarebbe divenuta
ora che era padrona di tutto?
Altri domestici, di una onest a tutta
prova, la seguirono ben presto, offesi dalla
diffidenza di Vincenza, e anche dalla sua tirchieria
che la faceva lesinare su tutte le
spese che li riguardavano.
Di questa tirchieria risentiva anche la
signorina di Grandy. Una pietanza di meno
a ogni pasto, una diminuzione dell'assegno
mensile che il signor di Norhac le passava da
anni, le fecero sentire che Cadeilles aveva
cambiato padrone.
Una sera, una diecina di giorni dopo la
morte del castellano, Vincenza sal alla Torre
Bianca poco prima dell'ora di cena. Trov
la signorina Serafina intenta a lavorare, e
Maddalena gi coricata. Dopo le emozioni subite,
la bambina era soggetta a forti mal di
testa e a frequenti svenimenti.
Questa bambina  davvero straordinariamente
delicata! disse Vincenza guardando
il visetto pallido che si era un po' contratto
vedendola. Non so davvero se sopporterebbe
il collegio. Mi pare, cugina, che
sarebbe preferibile che la teneste con voi e
le insegnaste a lavorare. Non ha bisogno di
istruzione; le baster imparare un mestiere.
Potreste continuare a insegnarle a ricamare;
cos, quando sar maggiorenne, potr guadagnarsi
la vita. Io penserei al mantenimento,
s'intende. Che ne dite?
Non dico di no. A dire il vero, i bambini
mi piacciono poco, ma questa  buona, e
quieta, e non mi dispiace di avere un po' di
compagnia; talvolta la solitudine mi  penosa.
La bambina ha notevoli disposizioni
per il disegno e per il ricamo: credo che riuscir
bene su questa strada.
Vincenza disse, molto soddisfatta:
Benissimo. Potrete farla dormire nella
camerina accanto alla vostra che Maria sgombrer.
Io intanto cercher tra i vestiti vecchi
di Fernanda qualcosa che sia adatto per
lei. In quanto alla biancheria, le far comprare
il necessario, roba semplice, s'intende,
giacch  destinata a una vita modesta.
Quando la giovane donna fu uscita, la signorina
Serafina tese l'orecchio al rumore dei
passi che si allontanavano per le scale, poi si
sprofond nella sua poltrona ridendo.
 proprio geniale! Ecco trovato il mezzo
di risparmiare ci che le costerebbe la bambina,
mettendola in collegio. La bimba viene
affidata alla cugina di Grandy, che oltre tutto
le insegner anche il mezzo di guadagnarsi la
vita!... Straordinaria, quella Vincenza!... Ha
una mancanza di scrupoli sconcertante. Oh,
 stata ingegnosa, non c' dubbio!
Maddalena si trov dunque stabilita nell'appartamento
della signorina di Grandy.
Tutti i giorni sedeva nella grande stanza buia
per imparare a ricamare. Abitualmente, la
mattina, la signorina le dava lezione di francese,
di storia, di letteratura e di disegno.
Quella donna, di aspetto ripugnante, aveva
una vasta cultura e una vera disposizione per
l'insegnamento; ma era lunatica, e spesso la
povera Maddalena, allieva attentissima e zelante,
durava fatica a trattenere le lacrime
ricevendo parole acerbe od osservazioni ingiuste
dalla sua bisbetica insegnante.
Ma con la signorina Serafina era proibito
piangere, lo aveva formalmente dichiarato
alla sua giovane allieva. E questa aspettava
di essere a letto per versare lacrime silenziose,
pensando che per molto tempo ancora
avrebbe dovuto sopportare quella vita monotona,
penosa, priva di ogni affetto.
Aveva ottenuto il permesso di recarsi in
chiesa la domenica. La signorina Serafina le
aveva detto:
Io non ci metto mai piede; ma siccome
i tuoi genitori avrebbero forse desiderato che
tu ci andassi, ne parler a Vincenza.
La signora di Movis non fece alcuna obiezione,
e cos Maddalena pot recarsi una
volta la settimana al paese per assistere alla
prima Messa; tornava poi, con una nuova
provvista di coraggio, accanto alla sua tetra
compagna.
A novembre tutta la famiglia di Movis
part per Parigi. Nell'antico castello, che
l'inverno rendeva ancora pi triste, non rimasero
che la signorina di Grandy e Maddalena,
con Maria e la famiglia del portiere.
Accomiatandosi dalla signorina Serafina,
Vincenza, aveva mormorato, guardando Maddalena:
Che viso ha quella bambina! Non mi
meraviglierei se non la trovassi pi viva a
primavera.
Ma quando la castellana e la sua famiglia
riapparvero nel mese di maggio, Maddalena
era ancora l, sempre esile, sempre pallida,
con una espressione troppo seria nei suoi begli
occhi.
La signora di Movis e i suoi figli erano in
grande effervescenza.. Aspettavano il prossimo
arrivo di Karol Wienkiewicz, unico
figlio del celebre scultore polacco Henryk
Wienkiewicz, le cui opere venivano contese
a prezzi folli.
Durante l'inverno, a Parigi, la signora di
Movis, abile e insinuante, era riuscita a farsi
molte buone relazioni, e nel salotto di una
gran dama inglese aveva incontrato l'artista,
dovunque festeggiato, e suo figlio, un ragazzo
di diciotto anni, pittore, musicista, poeta,
gi molto ricercato per il suo fascino personale,
per i suoi meriti artistici e per la notoriet
del padre.
Un giorno Vincenza gli aveva parlato del
suo vecchio castello, uno degli esemplari
meglio conservati delle dimore feudali del
Bearn. e degli affreschi antichi, dovuti a un
pittore ignoto, che adornavano le pareti della
galleria che precedeva la cappella.
Mi piacerebbe molto vederli, aveva
detto Karol. Gli estranei possono visitare
il castello, signora?
Finora mio zio, ammalato e un po' originale,
non lo permetteva; ma io non sar
altrettanto rigorosa. E in ogni caso, per voi,
caro signore, le porte di Cadeilles saranno
sempre spalancate. Se vi far piacere venirci
saremo ben lieti di ospitare per il maggior
tempo possibile, il figlio di un artista
che tanto ammiriamo.
Karol aveva accettato l'invito, fissando la

sua visita per il mese di giugno. I Movis speravano
di trattenerlo a lungo, perci stavano
facendo grandi preparativi e il castello era
tutto sottosopra.
La signorina di Grandy e Maddalena rimanevano
al di fuori di tutto questo movimento.
Sapevano soltanto che i castellani
aspettavano un ospite, giacch la vecchia
Maria aveva detto alla signorina Serafina:
Tutto questo fracasso per ricevere un
giovanottello. Nemmeno fosse un imperatore
o un re!
Una domenica di giugno Maddalena, che
era stata poco bene durante la notte, si rec
all'ultima Messa invece che alla prima, come
faceva di solito. Si mise in un angolo, in
mezzo ai contadini venuti dai casolari vicini,
e di l vide arrivare la famiglia di Movis,
insieme a un giovane snello, di aspetto distintissimo.
Nell'uscire, sospinta dai fedeli,
si trov sul passaggio dei castellani e del loro
ospite. Mentre si ritraeva istintivamente, alz
gli occhi sul giovane forestiero. Vide un bel
viso abbronzato, dallo sguardo vivo e profondo
che l'avvolse rapidamente.
Che begli occhi ha quella bambina!
disse sottovoce Karol rivolgendosi alla signora
di Movis. Chi ?
Vincenza dette un'occhiata a Maddalena
che gi si era confusa nella folla, e rispose
con il grazioso sorriso che in presenza dell'artista
non l'abbandonava mai:
 un'orfana che teniamo per compassione,
invece di mandarla all'Ospizio. S, ha
gli occhi piuttosto belli... ma  una povera
creatura di poca salute, che certamente non
sorpasser l'adolescenza.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
La mattina dopo, la signorina Serafina,
vista la cattiva cera della sua piccola compagna,
la mand nel parco con l'ordine di
stare all'aria aperta per due ore. Maddalena
si affrett a obbedire, tanto pi volentieri in
quanto a quell'ora mattinale il ventolino che
veniva dalla montagna era deliziosamente
fresco e saturo di tutti gli odori campestri.
Raggiunse la spianata a picco sul torrentello
e discese lo stretto sentiero che conduceva
sulla riva. L era un vecchio faggio che piegava,
le fronde verso l'acqua spumeggiante.
La fanciulla sedette su una grossa radice
sporgente e si tolse le scarpe e le calze; poi
tuff i piedi piccoli e bianchi, nell'onda soleggiata,
divertendosi a vederla scorrere su
di essi e coprirli di una candida schiuma.
Nonostante l'aria fresca la testa cominciava
a dolerle, ed ella sent il bisogno di
sciogliersi i capelli. La signorina Serafina
voleva che li riunisse in una treccia annodata
sulla nuca, e quel peso le dava spesso noia.
Tagliateglieli! diceva Vincenza.
Gi, sarebbe meglio. Vedremo.
Ma fino ad allora Maddalena aveva conservato
i capelli lunghi, che in quel momento
sulle sue spalle formavano come un manto di
oro fuso. Si appoggi al tronco dell'albero
e, incrociando le mani sulle ginocchia, cadde
in una leggera sonnolenza.
A un tratto sussult, udendo una voce che esclamava:
Che bei capelli! Non ne ho mai visti dei cos belli!
Gli occhi insonnoliti si aprirono e videro
il giovane forestiero, gi intravisto il giorno
prima, che scendeva a balzi dal sentiero.
Aveva un vestito di lana bianca e sui capelli
neri leggermente ricciuti un berretto di
stoffa, bianco anche quello. Teneva in mano
un album di marrocchino verde dove era inciso,
in oro, un monogramma.
Rossa rossa in viso, Maddalena fece l'atto
di togliere i piedi dall'acqua.
No, no, rimanete cos! disse imperiosamente
il giovane. Formate un grazioso
soggetto per un quadro, e voglio farne uno schizzo.
Si sedette su una grossa pietra, apr l'album
e prepar le matite. Maddalena non
osava protestare, bench fosse tremendamente
intimidita e si chiedesse che cosa
avrebbe detto la signorina Serafina vedendola
arrivare in ritardo.
Ma il giovane artista non si affrettava. La
sua mano fine sembrava trastullarsi con la
matita, mentre gli occhi neri, vivi e imperiosi,
e talvolta di una conturbante dolcezza,
osservavano i bei capelli dai riflessi d'oro.
Riuscir a rendere questo colore sulla
tela? mormor pensosamente. A ogni
modo, prover. Hanno riflessi stupendi!...
E che begli occhi vedo!... Vorrei li avessero le mie modelle!
Aveva gettato questa esclamazione quando
lo sguardo di Maddalena, un po' spaventato,
un po' timoroso, si era alzato su lui.
Ideale! Che dolcezza! Che espressione!
No, non abbassate gli occhi, piccina! Guardatemi
ancora. Se i lineamenti del vostro
viso fossero pi formati incarnereste il tipo
che sogno per un viso di madonna... Via,
state ferma, mentre faccio un bozzetto.
Maddalena non pensava a opporsi. Rimase
l, immobile, osando appena respirare. Quel
giovane aveva una maniera di comandare che
spronava all'obbedienza... e forse, la bambina
subiva istintivamente il fascino che emanava
da lui, dal suo sguardo, dal suo sorriso,
dalla sua voce calda e armoniosa..
A un tratto un passo rison sulla spianata e una voce chiam:
Signor Wienkiewicz, dove siete?
Sono gi, rispose Karol. Scendete,
se volete; ma ho quasi finito.
Un istante dopo Tebaldo apparve all'imbocco del sentiero.
Che fate? domand. Guarda! Il
ritratto della bambina!
Un semplice abbozzo. Il posto  grazioso
e la bambina, con i suoi bei capelli sciolti,
i piedi nudi, lo sguardo un po' spaurito, offre
un bel soggetto per un quadro. Ancora
pochi minuti e ho finito.
Tebaldo si avvicin a Karol e si chin a
osservare il disegno. Era cresciuto poco, ma
bench avesse appena quindici anni si atteggiava
a giovanotto, specialmente da quando
conosceva Karol Wienkiewicz, che aveva tre
anni pi di lui. Inoltre, aveva messo su
boria da quando sua madre era diventata
castellana di Cadeilles, ed era riuscita ad
avere ospite il figlio del celebre Henryk Wienkiewicz.
Karol rialz finalmente la testa.
Ecco!... Che cosa ne dite, Tebaldo?
Somigliantissima!... Questo disegno 
un capolavoro. Sei stata fortunata, Maddalena,
ad aver fatto da modella al signor
Wienkiewicz, insignificante come sei, e anche
brutta.
La voce del ragazzo aveva preso un' intonazione mordace e sprezzante che sorprese Karol.
Brutta?... Non si pu esser brutti con
occhi come quelli. Certo i lineamenti non
sono ancora del tutto formati, ma scommetto
che questa bambina diventer bellissima...
Via, piccina, vi lascio in libert.
Si alz, frattanto, agilmente.
Non vi siete stancata, troppo?
Oh, no, signore!
Come mai pronunziate il francese con
accento polacco? Siete per caso una mia compatriotta?
Mia madre era polacca, e io sono vissuta
due anni a Vulstock.
Vulstock? Mio padre possiede l vicino
una tenuta, nella quale andiamo di rado.
Sono contento di aver fatto la vostra conoscenza,
signorina... come vi chiamate?
Maddalena di Norhac.
Aveva risposto con prontezza: ma il cuore
le batteva molto forte nell'attesa di ci che
avrebbe detto Tebaldo.
Maddalena Wenska, volete dire! protest
costui. Dopo la morte dello zio il
nome di Norhac appartiene a me solo, come
primogenito, soggiunse rivolto a. Karol.
La bambina, povero uccellino timido, senza
esperienza della vita, non os ribattere.
Karol disse distrattamente:
Non sapevo che ci fosse questa usanza,
in Francia.
Chiuse l'album, e guard di nuovo la bambina
i cui capelli erano illuminati dal sole.
Voglio assolutamente dipingere questa
figurina! disse voltandosi verso Tebaldo.
Non ci saranno difficolt, spero! Questa
 la bambina che vedemmo ieri e che la signora
di Movis tiene qui per carit, mi disse;
non  vero?
S,  lei. Mia madre permetter certamente...
ma mi sembra che potreste trovare
di meglio.
Occhi e capelli simili? Dovrei cercare
a lungo, probabilmente, prima di trovarli!
Ma ne parler oggi stesso alla signora di
Movis. Arrivederci, piccina, e grazie di aver
posato cos bene.
Le rivolse un cenno amichevole e si allontan
per il sentiero, seguito da Tebaldo.
Maddalena, si rimise in fretta calze e scarpe,
si ripettin alla meglio e corse alla Torre
Bianca, dove l'attendeva una bella sgridata
della signorina Serafina. Quando le ebbe narrato
l'avventura che aveva cagionato il suo
ritardo, la vecchia signorina aggrott le sopracciglia
dichiarando seccamente:
Non eri obbligata a obbedire a un estraneo.
Una bambina bene educata non si lascia
fare il ritratto da uno sconosciuto. Per
castigo, domani non uscirai.
Ma purtroppo tutto non doveva finire l,
per la povera Maddalena.
Nel pomeriggio la signora di Movis venne
alla torre. Con quella calma che in lei era
quasi spaventosa, disse alla bambina:
Tu ti ostini a prendere il nome di Norhac
che riserbo a mio figlio, ma sapr costringerti
a obbedire. Stanotte dormirai nella
cappella, e se ci non baster, ti rinchiuder
nella prigione della Torre del Re.
La signorina di Grandy sobbalz.
Nella cappella? Volete mettere questa
bambina in quel luogo abbandonato, sul quale
si raccontano tante storie, stupide, lo ammetto,
ma che tuttavia fanno paura? Non lo
farete, Vincenza.
Lo far sicuramente. Stasera verr a
prendere questa piccola ribelle e la rinchiuder
io stessa fino a domattina.
...  un delitto!  cos delicata. Volete
dunque ucciderla?...
L'ultima parola pass come un soffio tra
le labbra della signorina Serafina.
Vincenza sorrise ironicamente.
Ucciderla? Nientemeno! No, no, voglio
soltanto punirla in maniera tale, che se ne ricordi.
S, Maddalena doveva ricordarsi di quella
notte passata nella cappella abbandonata!
Tremante, irrigidita dall'angoscia, ascoltava
i rumori, paurosi nel silenzio della notte, prodotti
dai tarli che rodevano il legno vecchio,
dai topi che passeggiavano per la navata, dai
pipistrelli che sfioravano la volta. Nel buio i
suoi occhi, stanchi dalla febbre e dall' insonnia,
credevano di veder passare forme strane,
spaventose come fantasmi. Allora, folle di
terrore, ella mormorava una preghiera che
la calmava un poco.
Verso l'alba la stanchezza la vinse ed ella
si addorment sul pagliericcio che le aveva
generosamente procurato la signora di Movis.
Quando si svegli un po' di luce filtrava
nella cappella attraverso le finestre strette
munite di antiche vetrate. Ella rimase distesa,
intorpidita e stanca, fino al momento
in cui comparve Vincenza, che indossava una
elegante vestaglia viola.
Vieni! disse brevemente la giovane
signora.
Maddalena la segu sino in fondo alle scale
della Torre Bianca. L la signora di Movis
si ferm.
Ora ti laverai, ti pettinerai, indosserai
un vestito pulito e andrai nel luogo dove il
signor Wienkiewicz ti trov ieri. Sii l alle
nove... e cerca di avere un viso meno sgradevole.
Poi se ne and. Maddalena sal gli scalini
della torre ed entr nella camera dove la
signorina Serafina stava facendo colazione.
Alla vista della bambina ella si alz, e Maddalena
impulsivamente si gett nelle sue
braccia aperte.
Una certa commozione agitava il viso della
vecchia signorina. Una mano secca si pos
sui capelli che avevano suscitato l'ammirazione
di Karol Wienkiewicz.
Via, via, ora tutto  passato, bambina!
Soltanto, bada di non farlo pi.
La bambina si raddrizz bruscamente fissando
sulla signorina Serafina gli occhi pieni
di lacrime, nei quali passava un lampo di
sdegno.
Non dovrei pi portare il nome del
babbo?... Questo mai! Mi uccida pure, se
vuole, ma dir sempre che mi chiamo Maddalena
di Norhac!
La signorina di Grandy alz le spalle.
Sapr farti obbedire, vedrai, povera piccina!...
Ma ora pensiamo ad altro. Intanto
vieni a mangiare; c' ancora un po' di latte
caldo.
Maddalena le comunic allora l'ordine ricevuto
dalla signora di Movis. La signorina
Serafina aggrott le sopracciglia, borbott
qualche parola che la bambina non cap, e
concluse con queste parole:
Non ti rimane che obbedirla. Spicciati a
far colazione e vestiti.
Poco dopo Maddalena usciva dalla torre,
ravviata, con un cencio di vecchio vestito di
Fernanda che la signorina Serafina le aveva
riadattato alla meglio. Raggiunse la riva del
ruscello, dove gi si trovavano Vincenza e
Tebaldo che discorrevano con Karol, ritto accanto
al cavalletto.
Ah! Ecco la mia piccola modella!...
disse il giovane polacco con un sorriso.
Sedetevi l come ieri; voglio ritrarvi cos.
Tornerai qui tutte le mattine alla stessa
ora e ti terrai a disposizione del signor Wienkiewicz,
soggiunse Vincenza.
Per volont, del pittore, Maddalena si
sciolse i capelli che, come il giorno prima, avvolsero
in un aureo manto le sue esili spalle;
si tolse scarpe e calze e tuff i piedi nel ruscello.
Karol dopo averla messa in posa, come
voleva, incominci il suo lavoro.
La stessa scena si ripet nei giorni seguenti.
Vincenza, che cercava di trattenere il suo
ospite il pi possibile, cedeva con premura a
quel capriccio che costringeva Karol a rimanere
per un certo tempo a Cadeilles. Nonostante
il lutto, i castellani davano delle feste
in suo onore: le colazioni sull'erba, le escursioni,
seguivano le mattinate danzanti, i ricevimenti
serali. Karol incantava tutti quelli
che lo avvicinavano per la sua cortesia, la
sua eleganza e il suo spirito, con gran trionfo
di Vincenza di Movis.
Ma tutte quelle distrazioni non impedivano
al giovane di recarsi ogni mattina sulla riva
del ruscello dove Maddalena lo attendeva.
Vincenza accompagnava spesso il suo ospite;
qualche volta, venivano anche Tebaldo e Fernanda,
che gi faceva la civetta per attirare
l'attenzione di Karol. Ma questi era tutto intento
al suo lavoro. Parlava poco, mentre lavorava.
Ogni tanto rivolgeva qualche parola
a Maddalena, spesso in polacco, e la bambina
provava una viva gioia nell'udire la lingua
materna. Per non dimenticarla, a volte parlava
a voce alta quando era sola, e anche le
preghiere le diceva in polacco.
I momenti passati l ogni mattina erano
per Maddalena i pi felici della giornata. Le
piaceva ascoltare Karol parlare, durante il
riposo, con un brio, uno spirito scintillante
che la incantava. Le piaceva guardare quella
fisonomia cos espressiva, cos affascinante,
quei begli occhi scuri che la guardavano con
dolcezza. Non temeva i rimbrotti di Karol,
perch, sebbene talvolta fosse autoritario, si
mostrava sempre buono con lei, ed ella si
era presto accorta che Vincenza e i suoi figliuoli
si guardavano bene dal rivolgerle parole
dure quando c'era lui.
Ma il lavoro del giovane pittore era quasi
terminato, ed egli aveva gi fissato il giorno
della partenza, per la Spagna, dove andava a
raggiungere il padre, ospite dei sovrani.
Rimpianger molto Cadeilles, dove sono
stato accolto tanto bene, diceva. E ne
porto via un ricordo in questa tela alla quale
dar in seguito gli ultimi tocchi.
Ne farete un capolavoro, diceva Vincenza,
sempre pronta all'adulazione. .
Due giorni prima della partenza del giovane
polacco Maddalena, tornando con la signorina
di Grandy da una breve passeggiata
nel parco, incontr vicino alla Torre Bianca
Karol e i quattro figli di Vincenza: quattro,
s, poich Tebaldo, Fernanda e Amata avevano
un fratellino minore, Luigi, un bimbetto
di sette anni, dai capelli chiari e dal viso serio,
sempre eclissato dai fratelli maggiori e
un po' trascurato dalla madre.
Karol aveva suggerito, per divertimento, di
fare a nascondino per le stanze del vecchio
castello. Vedendo Maddalena esclam:
Giacch siete qui, verrete a giocare con
noi. Pi saremo e pi ci divertiremo.
La signorina Serafina, pur rispondendo con
un gentile cenno della testa al saluto del giovane, disse asciutta:
La bambina ha gi avuto la sua ricreazione,
signore, ed  ormai l'ora dello studio.
Karol aggrott leggermente le sopracciglia,
gettando un'occhiata curiosa sul viso velato.
Avr tempo di studiare, signora. Lasciate
che venga a divertirsi un poco, ve ne prego!
No,  impossibile... cominci la vecchia signorina.
Ma Tebaldo la interruppe con la solita arroganza.
Se il signor Wienkiewicz lo desidera,
non dovete rifiutare, perch anche la mamma
vorr cos. Vieni, vieni, Maddalena.
La fanciulla dette un'occhiata timorosa e
perplessa alla vecchia signorina. Questa, con
un'alzata di spalle, disse con un certo risentimento: Ebbene, vai allora.
Il giuoco cominci subito. Vi erano molti
nascondigli nel vecchio castello e quando toccava
a Karol e Maddalena, che non lo conoscevano
bene, a cercare, difficilmente scoprivano gli altri.
Mentre la bambina infilava a caso un corridoio, il giovane polacco la raggiunse e le chiese: Sapete dov' la cappella?
Oh, s!
E rabbrivid un poco pensando alla terribile notte che vi aveva passata.
Ebbene, conducetemi. Ci nasconderemo
l e vedremo se alla signorina Fernanda viene
in mente di venire a cercarci in quel posto,
a quanto si dice stregato, e dove ha dichiarato
che non entrerebbe nemmeno di giorno.
Non avete paura, voi?
No, no; di giorno, no.
Precedette il giovane fino alla cappella che
Vincenza aveva fatta visitare al suo ospite,
appena giunto. Karol si mise a guardare le
sculture dell'altare mezzo rovinato, poi si avvicin
alla statua di san Michele e la osserv a lungo.
 interessantissima, mormor. Del
dodicesimo o del tredicesimo secolo? L'espressione
del viso  notevole.
Cos parlando era saltato con un agile
balzo sulla panca che vi si trovava vicina.
Un'angoscia terribile strinse il cuore di
Maddalena. Se scopriva il foglio del signor
di Norhac?
Oh, Dio, come impedirglielo!?..
Lo sguardo ansioso della bambina non lasciava
Karol, che esaminava con viva attenzione
la testa della statua.
A un tratto le dita del giovane si posarono
sul casco di pietra, ed egli ne trasse fuori
qualche cosa.
Ma guarda! Una busta! Chi ce l'avr
messa?...
Maddalena, che era rimasta fino a quel
momento vicina all'ingresso, si slanci verso
di lui, pallidissima, a mani congiunte.
Signore, ve ne prego, lasciatela l! Non
bisogna...  un segreto.
Egli guard sorpreso il visetto sconvolto.
Un segreto? Sapevate che questa lettera
era qui?
S... e nessuno deve saperlo... nessuno.
Bambina mia, la cosa mi pare molto
strana! La signora di Movis non sa nulla?
Oh! Specialmente lei! disse la bambina
con terrore.
Karol aggrott la fronte.
Che cosa vuol dire questo mistero? Io
non voglio rendermene complice, e devo comunicare
alla signora di Movis la mia scoperta.
Maddalena mand un grido di disperazione.
Le dita febbrili afferrarono la mano fine di
Karol.
Oh, signore, signore, non dite niente, ve
ne prego! Ho promesso!... Non potr dirlo
che pi tardi, quando sar grande. Oh, non
sapete! La signora di Movis mi rinchiuder
in prigione.
Che cosa mi state raccontando, piccina?
Karol non respingeva la bambina, e il suo
sguardo dolce osservava con stupore e commozione
il visetto terrorizzato.
La signora di Movis non mi sembra
tanto terribile.
Eppure lo ! Quando vi dissi che mi
chiamo Maddalena di Norhac, mi rinchiuse
qui la notte, e mi avvert che se lo avessi
ripetuto mi avrebbe messa nella prigione...
Non direte niente, vero?
I begli occhi azzurri supplicavano. Senza
dubbio Karol li trov irresistibili, giacch
disse subito con slancio:
Via, rassicuratevi, non dir niente...
Guardate: rimetto a posto la busta. Forse
far male, giacch mi domando che cosa significhi
tutto ci... ma pazienza! Ve la sbrigherete
voi con i vostri parenti.
E non direte mai niente? chiese Maddalena
con voce soffocata dall'ansia.
No, ve ne do la mia parola..
Salt leggermente a terra e chiese, ridendo:
Siete contenta, ora, piccola misteriosa?
S, s, grazie!
La riconoscenza sostituiva ora l'angoscia
nello sguardo di Maddalena.
Karol torn subito serio, e prese una mano
della bambina tra le sue.
Che grado di parentela avete con la signora
di Movis? domand.
Non lo so, signore.
Siete orfana da molto tempo?
Del babbo, no... soltanto da...
La porta della cappella si apr e la voce
di Tebaldo chiese:
Siete qui, signor Wienkiewicz?
S... credevo che nessuno si sarebbe indotto
a venire a cercarmi qui.
L'accento di Karol era leggermente ironico.
Avete visto, per, che gli spiriti non ci
hanno rapiti?
Tebaldo rise un po' forzatamente, e si fece
avanti.
Sono idee di Fernanda!... Guarda, c'
anche Maddalena! Le mie sorelle mi hanno
canzonato quando ho detto che venivo a cercarvi
nella cappella. Erano sicure che non
avreste mai avuto l'idea di venire a nascondervi
qui.
Perch? Non ho mica paura dei fantasmi,
io! E nemmeno Maddalena, vero?
Ella scosse la testa, rispondendo con un
timido sorriso a quello gaio e cordiale di
Karol.
Andiamo a far merenda, soggiunse il
giovane polacco. Questo giuoco mi ha fatto
venire appetito, e pi che altro sete.
Uscirono dalla cappella e andarono nel vestibolo
dove si trovavano Vincenza e le figlie.
Maddalena era rimasta sulla porta, chiedendosi
se doveva sparire oppure rimanere l. Ma
un gesto della signora di Movis le intim di
andarsene prontamente. Era appena scomparsa,
quando Karol chiese:
Maddalena non resta a far merenda con
noi, signora?
Certamente!... Ah!  andata via.  una
piccola selvaggia; ma la far chiamare subito
dalla cameriera.
Ma la bambina rimase senza dubbio introvabile,
poich la merenda ebbe fine prima che
ella riapparisse.
Durante questo tempo ella era seduta davanti
al telaio, a ricamare. Ma quel giorno
il lavoro non progrediva. La bambina pensava
allo spavento di poco prima, alla bont
di cui aveva dato prova il giovane pittore.
Ah, che paura aveva avuto! Al ricordo rabbrividiva
ancora.
Che cosa sarebbe successo se Karol avesse
consegnato la busta alla signora di Movis?
Maddalena non sapeva che cosa contenesse,
ma nella sua logica infantile pensava che, se
lo zio Enrico le aveva tanto raccomandato di
non farla vedere a Vincenza, era segno che
la giovane donna vi avrebbe trovato qualche
cosa di molto spiacevole per s.
Per fortuna mi ha promesso di non dir
niente! ella pensava, sollevata.
E nemmeno per un istante dubit della fedelt
di Karol Wienkiewicz alla parola data.
Aveva una fiducia assoluta nel giovane e brillante
straniero che ispirava alla sua anima
infantile una timida ammirazione, tanto che
poco prima, se Tebaldo non fosse apparso,
gli avrebbe raccontato tutta la sua vita, se
egli ne avesse manifestato il desiderio.
Ma ella non doveva pi rivederlo. Le pose
per il quadro erano finite, e Karol part da
Cadeilles il giorno dopo.
Maddalena doveva sapere soltanto molto
pi tardi che egli aveva incaricato la signora
di Movis di salutare la sua piccola modella
e di consegnarle lo schizzo fatto il giorno
dopo il suo arrivo, firmato da lui, regalo di
grande valore, giacch Karol Wienkiewicz era
sulla via della celebrit.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Attraverso le nuvole ammassate fin dal
mattino filtr un fuggitivo raggio di sole...
Proprio in tempo per illuminare il viso
tondo e la figura massiccia di Celina (della
signora Celina, come veniva chiamata da
quando esercitava le funzioni di direttrice
di casa), che si avanzava sul ponte di pietra
che sostituiva il vecchio ponte levatoio.
Gli occhietti quasi affogati nelle pieghe dell'adipe
si alzarono a guardare il cielo, le
grosse labbra flaccide ebbero una smorfia di
contrariet. La signora Celina detestava le
giornate grige, e quella sembrava aver tutta
l'intenzione di rimanere tale, nonostante il
timido raggio di sole, apparso... e subito scomparso.
Che cosa fate, Giacomo? disse in tono
autoritario, rivolgendosi a un domestico che
si divertiva ad aizzare i cani del signor di
Movis. Siete tutto in disordine, e i padroni
possono arrivare da un momento all'altro.
S, s, vado a mettermi in ghingheri, signora
Celina. Ma non credo che i padroni
arrivino prima del pomeriggio. Con la signora,
il signor Tebaldo non potr correre
molto, perch a lei non piace. Sicch tanto
vale che mi riposi un poco.
Riposarvi! Non avete che questa parola
sulla bocca, voi. Da ieri che siete arrivato
non avete ancora finito di pulire il garage.
Vedrete che riposo vi dar, la signora! Il
castello sar pieno di gente e dovrete essere
in moto dalla mattina alla sera.
Lo so, lo so: la signora non far complimenti!
borbott l'autista, un ragazzone
placido, figlio di un contadino di Cadeilles.
Quest'anno avremo un gran movimento, a
quanto pare. Se le mance saranno adeguate,
non ci sar tanto male.
Si allontan senza fretta verso la rimessa,
trasformata in garage poco dopo la morte del
signor di Norhac.
La signora Celina si era voltata indietro
per rientrare in casa, ma rimase immobile,
con gli occhi fissi sul viale di fronte.
Una fanciulla veniva avanti lentamente.
Alta, snella e flessuosa, era di una rara
eleganza nel suo semplicissimo vestito di tela
grigia, stretto alla vita da una cintura di cuoio.
Si era tolta il vecchio cappello di paglia
sgualcito, e l'aria calda di quella giornata
estiva batteva liberamente sull'oro dei suoi
capelli raccolti in un semplice nodo sulla nuca.
Un sorriso ironico errava sulle labbra di
Celina, il cui sguardo non si distoglieva dalla
fanciulla che stava avvicinandosi a occhi
bassi e con un'espressione raccolta sul viso.
Un viso meraviglioso. La purezza dei lineamenti,
la delicatezza della pelle lo rendevano
superiore a ogni paragone.
Vorrei vedere la faccia che far la signora!...
borbott Celina tra i denti.
A breve distanza dal ponte la fanciulla
alz gli occhi, occhi di un azzurro cupo, bellissimi,
la cui espressione pensosa si cambi
in orgogliosa freddezza alla vista di Celina.
La donnona disse in tono d'impertinente familiarit:
Sicch, i ricami sono finiti? La signora arriva tra poco, sapete?
Lo so. Sono pronti e ve li porter stasera.
No, non stasera, ma ora. La signora li
chieder appena arriva, perch mi ha scritto
che voleva farli sistemare subito. E quando
vuole una cosa bisogna farla, se no, son guai!
Ve li porter subito, rispose freddamente la fanciulla.
Gir intorno al castello, prese per il corridoio
a volta, poi sal la scala della Torre
Bianca. Senza far rumore apr la porta della
grande stanza buia dove in sei anni niente era cambiato.
No, nemmeno la signorina di Grandy che
sonnecchiava accanto alla finestra. La sua
spalla sembrava un po' pi sbilenca e il suo
viso orrendo non era pi orrendo di prima.
La fanciulla entr piano piano e prese
sulla tavola un rotolo lungo, avvolto in carta velina, che apr.
Apparve una vera messe di fiori: mimose,
delicate campanule, iris, pratoline, rosei convolvoli,
erano sparsi su raso grigio argento
con un'arte delicata, con un gusto incantevole
che rendevano quel ricamo un capolavoro.
Un sorriso amaro schiuse le labbra della
fanciulla. Pensava che la signora di Movis
sapeva farle pagare a caro prezzo il poco che le era costata.
S, ben poco! Tutta l'istruzione di Maddalena
le era stata impartita dalla signorina
Serafina; in quanto al vitto e al mantenimento
della sua pupilla, Vincenza sapeva ridurli
al minimo; e bisognava proprio che la
bambina, fragile in apparenza, avesse in s
una riserva di forze insospettata per diventare,
con quel regime frugale e la monotona
esistenza di Cadeilles, la bella ragazza, perfettamente
formata, nonostante il suo aspetto
delicato, che aveva compiuto diciassette anni l'inverno precedente.
Quell'anno si era trasformata fisicamente.
L'estate precedente era ancora una ragazzina
alta, magra, sgraziata, dai lineamenti incerti.
Ora era diventata una ragazza idealmente
bella, ancora un po' fragile forse, ma pronta
a sbocciare al primo alito di felicit, se questa
arrivasse un bel giorno per la povera orfana,
sacrificata da Vincenza.
Anche moralmente qualcosa era cambiato
in lei. La grande timidezza che ella aveva
provato fino all'anno prima, specialmente in
presenza della signora di Movis, era in parte
scomparsa, ed ella si sentiva ora pronta a rivendicare
i propri diritti, a chiedere la propria
libert, vale a dire la libert di lavorare per vivere.
Poich Vincenza, l'anno precedente, riconoscendo
la sua meravigliosa abilit di ricamatrice,
aveva avuto l'idea di farle eseguire
alcuni riquadri destinati a una camera del
castello, Maddalena aveva dovuto mettercisi
subito, abbandonare per quel lavoro, che le
sarebbe stato pagato solo con cattive parole
o con sgarbi, gli altri che vendeva per aumentare
le sue magre risorse. Inoltre, le era
stato fatto capire che doveva essere ben lieta
di sdebitarsi cos dell'ospitalit che le veniva offerta a Cadeilles.
Maddalena non aveva osato opporsi, allora;
ma ora era decisa a lottare contro l'ingiustizia
di cui era vittima, contro la subdola
tirannia di quella donna, la cui sola
vista le ispirava una vera repulsione.
E mentre guardava distrattamente il riquadro
ricamato, disteso davanti a s, tornava
con la mente agli anni trascorsi: anni
monotoni, senza gioie, senza affetti, che soltanto
la sua fervida fede le aveva fatto
sopportare con coraggio. La signorina di
Grandy non era cambiata nei suoi riguardi;
le dimostrava come sempre una certa sollecitudine,
e come sempre le faceva anche sopportare
i frequenti sbalzi di umore della sua
anima inasprita, infelice. Maddalena aveva
passato momenti penosi accanto a lei, e molte
volte aveva dovuto fare uno sforzo per non
ribellarsi contro parole ingiuste, riflessioni
spiacevoli, per continuare a dimostrare alla
sua compagna una devozione che pareva passare quasi inosservata.
E agiva cos prima di tutto per spirito cristiano,
poi per riconoscenza, poich anche se
la vecchia signorina non le dimostrava affetto,
l'orfana non poteva dimenticare che soltanto
lei, in quella casa, era stata buona nei
suoi riguardi, e che le aveva dato generosamente
l'istruzione e i mezzi di provvedere a
se stessa in seguito. Maddalena aveva un'anima
troppo nobile, troppo delicata, per dimenticare
quei debiti di cuore.
Dopo un ultimo sguardo al ricamo che le
era costato tanto lavoro, cominci a piegare
lentamente i pezzi di raso, coperti ciascuno
da un foglio di carta velina. Quei riquadri
erano destinati all'addobbo della pi bella
camera, del castello. E gi da qualche giorno
Maddalena sapeva il nome dell'ospite che doveva
occupare quella stanza e due altre contigue
che la signora di Movis voleva arredare
con gran lusso: Karol Wienkiewicz!...
Maddalena conservava un buon ricordo di
lui. Per la bambina abbandonata, disprezzata,
egli rappresentava un essere ideale,
pieno di fascino e di bont. E neppure dimenticava
che lui, lui solo condivideva con
lei il segreto del foglio consegnatole dal signor
di Norhac e affidato a san Michele.
E sarebbe arrivato il mese prossimo! Lo
aveva annunziato Celina, informando altres
le due solitarie della Torre Bianca, che era
diventato un gran pittore e vendeva i suoi
quadri a prezzi altissimi. Abitava spesso a
Parigi, dove il padre possedeva un bel palazzo.
Entrambi ricevevano i loro numerosi
conoscenti, tutta gente importante, aveva
soggiunto Celina.
Perfino re e regine, a quel che si dice.
Sicch immaginatevi quanto siano gonfi di
orgoglio la signora, il signorino Tebaldo e la
signorina Fernanda, di essere invitati in casa
loro. E quando un giorno il giovanotto disse,
conversando, che avrebbe rivisto volentieri
Cadeilles, la signora lo prese in parola e lo
invit a venire a passare qualche giorno qui.
Lui accett... ed ecco perch fanno rimettere
a nuovo tutto l'appartamento che gli daranno;
ci metteranno anche dei mobili nuovi
che la signora ha scelto a Parigi.
I riquadri ricamati da Maddalena dovevano
completare l'arredamento destinato a
dare al giovane artista un po' di quella raffinatezza
alla quale era abituato. Ripiegando
i pezzi di raso, di un delicato grigio argento,
la fanciulla pensava che il suo lavoro sarebbe
stato tutti i giorni sotto gli occhi di quel
giudice competente che avrebbe subito notato
i difetti di quel disegno immaginato da lei.
Del resto questo le importava poco, perch
non era vanitosa; ma le sarebbe piaciuto ricevere
qualche consiglio da un artista come
lui. Cosa impossibile, perch l'orfana povera
e disprezzata non era destinata ad avere rapporti
con un ospite di tanta importanza.
E lui, celebre, adulato, non si sarebbe certo
ricordato dell'umile modella di un tempo.
Mentre stava, per scendere le scale della
torre, l'automobile che conduceva la famiglia
di Movis si ferm davanti al castello. Al volante
era Tebaldo, rimasto piccolo di statura,
mingherlino e agile, e pi che mai somigliante
alla madre. Questa aveva cambiato
poco: soltanto qualche ruga sul viso calmo
e dolce. Accanto a lei era Fernanda, bruna,
alta e bella, vestita elegantemente. Sua
sorella Amata, ragazzina dal viso vivace e arguto,
salt gi dalla macchina esclamando:
Eccolo sempre qui, questo vecchio castello
di Cadeilles, solenne e noioso! Sarei
disperata di tornarvi se non pensassi ai divertimenti
che avremo, grazie alla presenza
di Karol Wienkiewicz!
S, bisogner combinare delle cose mai
viste... ma non sar facile, disse Fernanda
scendendo a sua volta perch avremo
un ospite sazio di tutto.
Tebaldo intervenne:
Troveremo. La mamma ed io abbiamo
molta fantasia.
Dopo il padre, che aveva perso ancora, un
po' di capelli, egli mise piede a terra. Anche
la signora Movis scese dalla macchina, nella
quale rimaneva soltanto un ragazzetto, esile
e pallido, con gli occhi chiari, che osservava
pensoso il castello.
Ebbene, quando ti decidi a scendere,
Luigi? chiese la voce sgarbata, di Tebaldo.
Il ragazzo trasal, poi si mosse, mentre
Tebaldo si voltava per dare un ordine all'autista,
arrivato allora.
Vincenza gi saliva i gradini che conducevano
all'ingresso principale. L si trovava la
direttrice di casa, alla quale la signora di
Movis tese la mano, domandando:
Tutto bene, qui, Celina?
Benissimo, signora.
I lavori?
Gli imbianchini hanno finito la settimana
scorsa; resta soltanto da terminare
l'addobbo dell'appartamento del signor Wienkiewicz.
I mobili arriveranno domani. I pannelli
ricamati sono pronti?
S, signora; ho detto a Maddalena di
portarli, poich supponevo che certamente
avreste voluto vederli subito.
Avete fatto bene; il decoratore sar qui
tra due giorni, e bisogna che prima veda l'effetto
che far il lavoro. Del resto sono tranquilla;
i lavori che vidi eseguiti da Maddalena
erano veramente pregevoli.
Cos parlando la signora di Movis attraversava il vestibolo e si dirigeva verso le scale.
Me la manderete su subito, Celina, soggiunse.
Eccola, signora.
Vincenza si volt. Maddalena entrava nel vestibolo tenendo un lungo rotolo in mano.
Ah, sei tu!... Bene, bene.
Lo sguardo della signora di Movis avvolgeva la fanciulla, e la sua bocca, ebbe una lieve contrazione che non sfugg a Celina, che trattenne a stento un sorriso di gioia maligna.
Maddalena si era fermata; sosteneva con apparente freddezza l'esame di Vincenza e quello di Fernanda, entrata dietro la madre, ma in verit provava la stessa impressione penosa, quasi paurosa, che un tempo stringeva il cuoricino dell'orfanella quando si trovava in presenza della signora di Movis.
Tutti, in quella famiglia, l'avevano sempre trattata con disprezzo... e anche ora, che cosa vedeva nello sguardo che la signora fissava su lei? Non della benevolenza, oh, no!
Chi mai del resto, all'infuori della signorina Serafina, era stato benevolo con Maddalena?
Che cosa hai l? I ricami? chiese Vincenza.
S, signora.
Portali in camera mia, li vedr tra poco... o meglio, prendeteli voi, Celina, e portateli di l. Maddalena pu tornare alla Torre.
Maddalena?
Tebaldo si fece avanti guardando sorpreso la fanciulla. Amata gli si mise accanto e cominci a squadrare Maddalena con sfrontatezza.
Ma s,  lei davvero! Siete cambiata molto, sapete! Siete diventata una vera bellezza.
Un po' di rossore sal alle guance di Maddalena.
Tebaldo rise.
Tu offuschi questa violetta con i tuoi complimenti, Amata.
La voce di Vincenza si alz, sempre soave.
Amata, ha sempre delle espressioni esagerate.
Perch questa, ragazza  meno brutta degli anni scorsi, subito lei la proclama bella.
Per conto mio, mi sembra che abbia cattiva cera. Avr sempre una salute precaria.
Il suo sguardo, fisso sulla fanciulla, sembrava pieno di compassione.
Sto benissimo, signora, disse freddamente Maddalena.
Per ora, forse; ma con i precedenti ereditari che hai, basta un nonnulla... Ors, puoi andare. Di' alla signorina di Grandy che verr a trovarla, uno di questi giorni.
La fanciulla s'inchin leggermente e si allontan, seguita dagli sguardi di tutta la famiglia.  veramente straordinaria la trasformazione di quella figliuola! disse il signor di Movis. Amata ha ragione;  diventata una bellezza.
Fernanda fece una risatina agra.
Sempre esagerato il babbo!... Si vede subito di che parte della Francia sei, soggiunse.
Quella ragazza  carina, ma non ha niente di straordinario.
Amata la guard con ironia.
Ah! La nostra Fernanda  gelosa!
Con un gesto orgoglioso della testa Fernanda rispose sprezzantemente: Io, gelosa di quella stracciona?... Sei pazza, Amata!
Una principessa pu essere gelosa di una mendicante, quando questa la sorpassa in bellezza, replic l'altra. E questo, purtroppo,  ci che accade in questo caso, carina mia... non c' che dire!
E fatta una risataccia si slanci su per le scale, salendo i gradini due alla volta.
Vincenza si rivolse alla governante, e nascondendo il suo malumore disse: Nelle vostre lettere, Celina, non avevate fatto parola del cambiamento fisico della ragazza.
 vero, signora, non ci ho pensato, rispose Celina con disinvoltura. Certo, sono stata sorpresa anch' io di trovarla cos mutata dall'anno scorso... ma, infine, che cosa pu importare alla signora?
L'impertinenza, del tono e del viso fecero
aggrottare la fronte a Vincenza, che tuttavia
si contenne e rispose con calma:
Certo, la cosa non ha alcuna importanza,
avete ragione, Celina. Per favore, fate
portare qualcosa da bere nel salottino.
Fernanda, avvicinandosi alla madre, la
prese per un braccio, e, mentre salivano
insieme i primi gradini della scala, disse sottovoce:
Bisognerebbe allontanare Maddalena di
qui, mamma; o almeno bisognerebbe badare
che rimanesse molto appartata.
 giusto. Voglio anche darle un incarico
che abbassi un poco l'orgoglio che le si
legge sul viso.
Quale incarico? chiese Tebaldo che
seguiva la madre e la sorella e aveva udito
ci che si erano dette.
Ebbene, aiuter Celina, che si lamenta
di aver troppo da fare.
Tebaldo fece un fischio.
Perbacco, fate presto, voi, mamma!...
Aiuto della direttrice di casa, una ragazza
con quel portamento e con quel viso! Se ci
non annienta il suo amor proprio, vuol dire
che  proprio tenace!
La signora di Movis si volt un po' indietro
per dare un'occhiata al viso ironico del
figlio.
 un biasimo, forse?
Un biasimo? No davvero!... Al vostro
posto, farei anch'io altrettanto... S, certamente,
lo farei.
E con un sorriso enigmatico sulle labbra continu a salire, fischiettando un'arietta in voga.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Le ultime note dell'organo si spensero e i
fedeli cominciarono a spargersi fuori della
chiesa, sulla piazza contornata di platani.
Nel vecchio santuario rimase soltanto Maddalena,
assorta nella preghiera.
Aveva tanto bisogno della forza divina per
resistere! Ora pi che mai, giacch una nuova
prova si aggiungeva a quelle che aveva gi
sopportate al castello di Cadeilles.
Qualche giorno dopo il suo arrivo, la signora
di Movis l'aveva fatta chiamare per comunicarle
che da ora in poi doveva tenersi
agli ordini di Celina, cio doveva aiutare la
direttrice di casa nel suo lavoro.
E avrai cura di tenerti in disparte, specialmente
quando avremo ospiti, soggiunse
la signora di Movis. Se non obbedirai su
questo punto, sapr come punirti.
Dapprima, stupefatta, Maddalena protest
energicamente:
Ho capito male, signora?... Volete che
faccia la domestica?
E perch no? Che cosa credi di essere?
Pensa che se non avessi avuto piet di te,
saresti finita in un orfanotrofio.
Eppure sono la nipote del signor di Norhac, signora!
Non lo nego, ma mio zio aveva rinnegato
suo nipote Rolando.
Maddalena prov un moto di ribellione. No,
oh, no, non lo aveva rinnegato, lei lo sapeva!
Ma doveva tacere, mantenere ancora il segreto,
subire il dispotismo di quella donna
che aveva ingannato lo zio Enrico, e aveva
impedito che i due morenti si rivedessero per
l'ultima volta in questo mondo.
Perci, prosegu Vincenza sei povera,
poverissima, e non puoi aspirare che
a una sorte molto modesta.
Posso guadagnarmi la vita come ricamatrice.
Povera figliuola, temo che tu ti faccia
molte illusioni. Certo, non lavori male, ma
non sai quanto sia grande la concorrenza in
questo genere di lavoro. Inoltre, sei ancora
troppo giovane perch ti permetta di stabilirti
in citt come sarebbe necessario. Rimetteremo
dunque a pi tardi lo studio di questo
progetto. Intanto, siccome Celina ha bisogno
di aiuto, io mi valgo di te, che mi devi
un po' di riconoscenza in compenso della
bont che ti ho dimostrata!
Maddalena non cerc pi di protestare. Sapeva
quanto fosse freddamente tenace la signora
di Movis.
Tuttavia, qualche cosa del disprezzo che
ella provava per lei dovette trapelare dal suo
sguardo, perch Vincenza se ne accorse e,
guardando la fanciulla allontanarsi, mormor
con un perfido sorriso:
Tu, bella mia, ti dai delle arie che non
mi piacciono. Ma te le far passare io.
Fin dal giorno dopo Maddalena fu alle dipendenze
di Celina; dovette subire la familiarit
insolente e le collere della donna che
le dava da sbrigare tutte le faccende pi
noiose, non lasciandole un momento di libert
in tutta la giornata.
Inoltre doveva sopportare gli sgarbi delle
signore di Movis, specialmente di Fernanda,
che pareva provare un piacere maligno a
darle degli ordini in tono impertinente e a
rivolgerle osservazioni aspre o ingiusti rimproveri.
Ah, la povera Maddalena aveva davvero
bisogno di trovare conforto nella preghiera!
E quel giorno, profittando di un momento di
buon umore di Celina che le aveva permesso
di uscire, si era recata alle funzioni.
Karol Wienkiewicz era atteso da un giorno
all'altro a Cadeilles. Tutto era pronto al castello
per ricevere l'ospite di riguardo. Vincenza
voleva che ogni cosa fosse irreprensibile
e si era mostrata esigentissima, tanto
che i domestici, pur imprecando, avevano lavorato
accanitamente in quegli ultimi giorni.
Ma alla signora Celina piaceva poco affaticarsi,
perci aveva fatto filare la giovane
aiutante, tanto che Maddalena era proprio
esaurita, fisicamente e moralmente. La sua
sosta nel santuario tranquillo le riposava
l'anima e il corpo. Purtroppo era gi l'ora
di andar via, se al ritorno non voleva subire
i rimproveri di Celina.
Dopo un'ultima preghiera, Maddalena si
alz e usc di chiesa.
Nell'attraversare il paese incontr molte
ragazze vestite a festa che la guardarono con
disprezzo. Certo, la nipote del defunto castellano,
vestita con la massima semplicit,
e che faceva durare i vestiti il pi possibile,
non poteva sostenere il confronto, quanto a
eleganza, con le figlie dei contadini, agghindate
all'ultima moda!
Maddalena s'inoltr per la strada ombreggiata
da platani che portava al castello.
A poca distanza dal paese si ferm per salutare
una donna che faceva l'erba lungo il
ciglio del fosso, mentre l vicino due suoi
bambini giocavano. Un po' pi lontano, dall'altra
parte della strada, era fermo un carretto
attaccato a un asino che doveva trasportare
all'umile casa della vedova l'erba
destinata ai conigli, unica sua risorsa, oltre
a una vacca e alcuni polli.
Maddalena si trattenne un momento a parlare
con lei. Era una brava donna, piuttosto
delicata di salute, che tutti stimavano in
paese. A un tratto il rumore di un motore
fece sussultare Marietta Douzac. Ella gett
un'occhiata verso i bambini, e non vedendo
il maggiore, grid:
Stefano, dov' tuo fratello?
Non lo so, mamma. Nel bosco, credo.
Dall'altra parte della strada c'era un boschetto.
Il ragazzo ne sbuc a un tratto e
attravers la strada proprio nell' istante in
cui una macchina possente arrivava a forte
velocit. Colui che guidava, per evitare il
bambino, fren e sband, andando a colpire
il carretto.
Marietta si era slanciata verso il figlio e,
afferratolo, lo trascin via. La macchina si
era fermata. La carretta era stata rovesciata,
e l'asino, disteso al suolo, ragliava disperatamente.
Due uomini scesero dall'automobile. Uno
era un giovane snello, dal portamento elegante,
che Maddalena riconobbe subito, nonostante
gli anni trascorsi. S, il bel viso
dagli occhi neri era quello di Karol Wienkiewicz.
Il bambino non si  fatto niente, grazie
a Dio!
Anche la sua voce era la stessa, armoniosa
e calda.
Piccolo sventato!
S... ma  davvero un delitto correre
cos, a una curva come questa!
Maddalena non pot contenere quel rimprovero.
Era pallida, ancora tutta tremante per
lo spavento. E al suo fianco, la povera donna
sembrava sul punto di svenire, mentre stringeva
al petto il figliuolo.
Karol rivolse uno sguardo sorpreso e irritato
verso colei che si permetteva di parlargli
in quel tono. I suoi occhi pieni di sdegno
incontrarono altri occhi che dovettero sembrargli
molto belli, giacch la contrariet
scomparve dalla sua fisonomia ed egli rispose
un po' ironico:
 vero, sono stato imprudente... ma
non pi di molti altri, credetelo. Vedo che
vi ho spaventata, e mi dispiace molto.
Ma domani farete lo stesso.
Forse no... se ripenser ai rimproveri
di una persona cos simpatica.
Maddalena arross vivamente e distolto lo
sguardo da quegli occhi neri, rimasti carezzevoli
e affascinanti, che la guardavano con
palese ammirazione, disse a Marietta:
Via, Marietta, sedetevi l, sul ciglio del
fosso. Siete tanto pallida!... Il bambino 
sano e salvo, e questo  l'importante.
Ora vedremo quali sono i danni, disse
Karol. Venite, Marciano.
Aiutato dall'autista rizz l'asino che aveva
avuto pi paura che male; ma la carretta
era in pezzi.
Karol tir fuori il portafogli e torn presso
le due donne.
Eccovi del denaro per ricomprare il carretto,
brava donna; ma un'altra volta sorvegliate
meglio il vostro ragazzo.
Porse a Marietta alcuni biglietti di banca;
poi, togliendosi il cappello, disse a Maddalena:
Vogliate scusarmi per la paura che vi
ho cagionato.
Risal sulla macchina e ripart subito.
Marietta dette un'occhiata al denaro e balbett:
Ma, signorina, sono biglietti da diecimila
franchi!...
Ebbene, non gli faranno scomodo: 
tanto ricco!
Marietta guard la fanciulla che aveva parlato
in tono asciutto, insolito in lei.
Quello  il signor Wienkiewicz che soggiorner
qualche tempo al castello. Sicch,
Marietta, come vi sentite? Volete che vi accompagni
a casa?
Oh, no, signorina, non importa!
Il dono generoso del giovane pittore pareva
averla elettrizzata.
Rimarr ancora un poco seduta qui, poi
me ne torner a casa con i bambini e l'asino.
La carretta, era tanto trasandata, e potr
comprarne una nuova con i soldi che mi ha
dato quel signore... e c'entreranno anche le
scarpe per i bambini che ne hanno tanto bisogno!
Vedendola quasi del tutto rimessa, Maddalena
si accomiat da lei e continu la sua
strada. Si sentiva in uno strano stato d'animo.
Il suo incontro inaspettato con Karol
Wienkiewicz l'aveva sconvolta. Il giovane non
l'aveva riconosciuta, ne era quasi certa, e
l'aveva guardata in un modo che ora, ripensandoci,
le procurava un certo imbarazzo.
Era davvero tanto cambiata? C'era da crederlo,
poich anche i di Movis, al loro arrivo,
erano sembrati stupiti, vedendola.
Si sentiva confusa al ricordo delle parole
veementi rivolte al giovane che era stato sul
punto di risponderle per le rime... poi, a un
tratto, aveva cambiato idea.
Lui era sempre lo stesso. I suoi occhi avevano
la solita vivacit carezzevole, il suo sorriso
il fascino di una volta, in un viso fatto
pi virile. Ma che cosa era diventato moralmente
quel giovane adulato dalla vita? Conservava
ancora quella bont di cui la piccola
Maddalena aveva avuto la prova?
Cos assorta nei suoi pensieri, arriv a Cadeilles
e fu accolta con poco garbo da Celina.
Ah! Siete finalmente arrivata! Per fortuna!
La signorina se ne va a passeggiare e
mi pianta qui sola a sbrigare ogni cosa. Il
signor Wienkiewicz  arrivato, e tutto  sossopra.
Ma voi non ve ne preoccupate, pur
di fare il vostro comodo!... Celina sgobbi
pure da sola!
Le parole uscivano con rabbia dalle labbra
della donnona. Maddalena la lasci sfogare
secondo il solito, giacch sapeva che era inutile
rispondere alle sue insolenze. La sua apparente
impassibilit esasper la governante
che le lanci un'ultima invettiva con quest'ordine:
Andate a prendere degli asciugamani in
guardaroba e portateli alla signora, ma passate
per la scala di servizio, badate! Non
passate mai pi per l'altra scala, ora che ci
sono ospiti. Ognuno al suo posto, bella mia!
Dovete stare con questa brava Celina, nonostante
le vostre arie di principessa!
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Quella sera Celina caric di tanto lavoro
la sua giovane aiutante e la stord con tanti
rimproveri e impertinenze, che Maddalena,
tornando in camera sua, alle una di notte,
era addirittura sfinita dalla stanchezza e aveva
un mal di testa come non ne aveva pi
provato da molto tempo.
Non le riusc dunque di addormentarsi.
Verso le quattro, non reggendo pi, si alz
per scendere nel parco, con la speranza che
il fresco della mattina le desse un po' di
sollievo.
Si diresse subito verso il suo posto preferito,
lungo il ruscello, e si sedette come un
tempo sotto il vecchio faggio ancor un po' pi
piegato verso l'acqua schiumeggiante. Portando
le mani alla testa indolenzita si sciolse
i capelli e un meraviglioso manto d'oro ricadde
sul suo vestito consunto.
Appoggiando la testa al tronco dell'albero,
incroci le mani sulle ginocchia e rimase immobile,
seguendo pensosamente con lo sguardo
il volo degli insetti sull'acqua.
Ritornava con la mente al passato, ai momenti
in cui si era seduta, l, in quello stesso
posto, mentre Karol Wienkiewicz ritraeva
sulla tela l'umile, piccola Maddalena. Si
era mostrato sempre buono e gentile con
lei, e nella vecchia cappella aveva ceduto facilmente
alle sue suppliche, bench la cosa
dovesse apparirgli assai strana. Ma aveva creduto
in lei... e lei non aveva mai dubitato,
nemmeno per un istante, che egli non mantenesse
la parola data.
Ora non lo avrebbe incontrato pi, poich
aveva capito bene, dagli ordini della signora
di Movis e di Celina, che l'umile ricamatrice,
l'aiuto della governante, doveva star lontana
dagli ospiti attesi a Cadeilles, e specialmente
da quello, che era il pi brillante e il pi
ricercato.
Lei stessa, del resto, preferiva cos. Tuttavia,
le sarebbe piaciuto scorgerlo qualche
volta... rivedere quel viso che gi da. sei anni
le era rimasto fedelmente impresso nella memoria.
A poco a poco il sonno le offuscava la mente
stanca. Poi, le sue idee si annebbiarono, ed
ella si addorment.
Un rumore leggero la risvegli. Apr gli
occhi e pens:
Sogno.
Davanti a lei stava colui al quale aveva
pensato poco prima.
Vi chiedo scusa, sono indiscreto...
Quella voce... era la sua! Aprendo bene
gli occhi, Maddalena guard con spavento il
viso sorridente di Karol.
Sono rimasto davvero colpito, vedendovi,
prosegu il giovane con un accento in
cui vibrava la commozione. La mia piccola
modella di un tempo!... E ieri non vi riconobbi!
Ma il cappello vi nascondeva i capelli...
vi adombrava il viso... eppoi, siete cos
cambiata!... Eppure i vostri occhi sono sempre
quelli: belli e soavi.
Maddalena era arrossita vivamente. Via via
che tornava alla realt, si sentiva piena di
confusione. Le belle ciglia dorate si abbassarono,
nascondendo gli occhi, abbacinati dallo
sguardo di Karol.
E voi, mi avevate riconosciuto?
S, mormor la fanciulla.
Mi trattaste ugualmente da delinquente!
egli esclam, ridendo.
La fanciulla arross ancor pi.
Forse vi offesi; mi dispiace.
Ma no, avevate ragione. Troppo spesso
ci lasciamo trasportare dalla mania della velocit,
senza pensare alle conseguenze. Quella
donna  una vostra protetta?
Non ho protetti, io. Sono povera, e perci,
sottoposta, disse Maddalena con una
certa amarezza; quindi soggiunse:  una
degna donna, e la vostra generosit  stata
bene indirizzata, signore.
Meglio cos!... Ma avete saputo, signorina
Maddalena, il grande successo che riportai
col vostro ritratto?
Ella scosse la testa in segno di diniego.
Non so mai niente. Vivo appartata da
tutto e da tutti. Ci nonostante, non ignoro
che siete un pittore celebre.
Forse non sarei tale se fossi stato un
artista bisognoso, invece di esser figlio di
Henryk Wienkiewicz. Ma, signorina, non voglio
prolungare la mia indiscrezione. Spero
che me la perdonerete, non  vero? Avrei
dovuto passare senza fermarmi, ma vedendovi
cos uguale alla figura dei miei sogni...
no, non ho saputo resistere al desiderio di
parlarvi, di scusarmi di non avervi riconosciuta
ieri...
Non avete motivo di scusarvi, signore.
Non mi avete mica offesa, credetelo! ella
rispose con un timido sorriso.
Mi fa piacere sentirvelo dire, signorina.
Spero di rivedervi presto. Abitate sempre alla
Torre Bianca, con quella vecchia parente?
Sempre, signore.
Allora ci rivedremo certamente. A presto,
dunque.
La salut con rispettosa cortesia e si allontan,
salendo il sentiero con la sua agilit
di sportivo.
Per un momento Maddalena rimase immobile
chiedendosi se il suo non era stato tutto
un sogno. Karol Wienkiewicz le aveva davvero
parlato?... Lui cos lo stesso di un tempo,
semplice e cortese anche pi di prima,
forse! Quanto le piaceva il suo sguardo cos
bello, leale, di una dolcezza struggente! Come
era affascinante quel sorriso, che fin dai
primi tempi aveva conquistato la piccola
Maddalena!
A un tratto pens che doveva esser tardi.
Forse la signorina Serafina era gi alzata e
la cercava. In fretta si appunt i capelli, arrossendo
al pensiero che Karol l'avesse sorpresa
cos in disordine, poi risal il sentiero
e torn al castello.
Svoltando da un viale incontr Tebaldo
che passeggiava fumando un sigaro. Egli la
salut con condiscendenza, e la fanciulla rispose
con un leggero segno della testa. Come
le era antipatico il figlio di Vincenza, tanto
somigliante alla madre! Non poteva soffrire
quello sguardo che la scrutava, uno sguardo
pieno di arroganza felina, che le dava uno
strano malessere.
Quando potr andarmene da questa casa
e lasciare questa gente antipatica? pensava
con angoscia.
Salendo la scala della Torre Bianca si
chiedeva se doveva raccontare alla signorina
Serafina il suo incontro con Karol Wienkiewicz.
Sapeva in anticipo che sarebbe stata
rimproverata, ma i sotterfugi non le piacevano;
eppoi sapeva di non aver fatto nulla
di riprovevole. Perci, quando la vecchia signorina
le chiese di dove veniva, cominci a
raccontarle quello che era accaduto.
Fin dalle prime parole la signorina Serafina
la interruppe con aria scandalizzata.
Quel signore si  permesso di parlarti?
E tu eri in vestaglia, con i capelli sparsi per
le spalle!... Non ti avr detto delle sciocchezze,
spero! Ripetimi parola per parola che
cosa ti ha detto.
Maddalena obbed. Via via che procedeva
nel racconto la signorina di Grandy aggrottava
sempre pi le sopracciglia.
E ti ha detto arrivederci? Che sfacciato!
Per fortuna ci penser Vincenza a mettere
le cose a posto!... Ti sei comportata
come una scioccherella, Maddalena. Dovevi
dire a quel signore di riprendere la sua strada,
e tu dovevi alzarti e venirtene subito via.
Non avevo motivo di fare uno sgarbo,
cugina. Il signor Wienkiewicz  un uomo ben
educato, e, inoltre, una volta fu molto buono
con me.
S, s... ma quello che andava bene allora,
non va pi bene ora. Sei ormai una ragazza
e devi essere riservata con gli estranei.
Ti proibisco di uscire la mattina presto nel
parco... almeno finch ci saranno ospiti a Cadeilles.
Maddalena si mise a fare le faccende nelle
due stanze che componevano il loro alloggio;
non parlava, ma pensava con tristezza che la
signorina di Grandy le aveva tolto una delle
sue rare soddisfazioni e la sola possibilit di
fare un po' di moto all'aria aperta, perch
Celina la teneva occupata tutto il giorno.
Karol Wienkiewicz, senza saperlo, le procurava
questa contrariet, e Maddalena pens
che se egli lo avesse saputo ne avrebbe provato
dispiacere.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Karol era ospite al castello da due giorni.
C'erano anche altri invitati, ma le pi grandi
premure, le adulazioni, le gentilezze dei castellani
erano soprattutto rivolte al giovane
artista, che volevano trattenere pi a lungo
possibile.
Vincenza sapeva fare bene le cose quando
si trattava del suo interesse o del suo orgoglio.
Serate, commedie, merende all'aperto,
gite, tutto procedeva in maniera perfetta,
guidato da mano maestra. I castellani dei
dintorni venivano ad aumentare il numero
degli ospiti di Cadeilles e tutti ammiravano
Karol che, al prestigio dell'ingegno e del
nome, univa un fascino e uno spirito irresistibili.
Di solito era allegro, pieno di brio; ma a
volte s'immergeva in improvvise fantasticherie
e sembrava assorto in qualche visione
interiore. Oppure appariva nervoso, preoccupato.
La signora di Movis si turbava subito.
Speriamo che non si annoi! pensava.
Un osservatore avrebbe capito che, sebbene
rispondesse con cortesia alle premure dei suoi
ospiti, nutriva una certa diffidenza a loro riguardo;
pareva studiare tacitamente la fisonomia
di Vincenza, come se volesse scoprire
il mistero di quell'anima, sotto la maschera
sempre sorridente.
Pareva che anche Tebaldo non gli riuscisse
particolarmente simpatico, nonostante le adulazioni
nelle quali questi eccelleva come sua
madre. Le civetterie di Fernanda, poi, lo lasciavano
indifferente, seppur non incontravano
una cortese ironia, come indifferente
rimaneva anche verso le altre signore, ospiti
di Cadeilles.
Deve avere il cuore impegnato, in questo
momento, diceva Tebaldo. Ho sentito
dire che una ragazza inglese, la figlia di
sir Richard Smetson, va pazza per lui.  molto
capriccioso in amore, a quanto pare; perci,
cara Fernanda, c' anche il caso che il
bell' incostante si volga un giorno verso di te.
Bisogner allora saperlo trattenere; la mamma
ed io ti aiuteremo.
Karol capiva le aspirazioni, le speranze di
Fernanda e dei suoi? Forse s, perch era
furbo, e, bench giovane, si era accorto di
certe manovre tentate intorno a un uomo piacente,
celebre e ricchissimo, per farlo cadere
in reti femminili.
Un pomeriggio, quando Vincenza propose
di recarsi a un castello vicino dove davano
un balletto, Karol, appoggiandosi indolentemente
alla poltrona nella quale era sprofondato,
sulla terrazza del castello, disse:
Se non vi dispiace, signora, preferirei
rimanere qui. I Gendrin sono persone molto
simpatiche, ma oggi non ho voglia di ballare.
A me non dispiace affatto! Lo avevo proposto
soltanto per offrirvi una distrazione.
Quanto a me, non ci tengo punto ad andare
a Bourmont.
Penso che la signorina Fernanda non
sar di questo parere... e voi pure, gentili
signore...
Karol si rivolgeva a tre giovani donne,
ospiti di Cadeilles, insieme ai loro mariti.
Tutte protestarono.
Oh! Per me  indifferente, disse una.
Se abbiamo voglia di ballare potremo
farlo qui tra noi, soggiunse la signora
Breille. Sar pi divertente che dai Gendrin,
che sono un po' all'antica; non vi
pare?
A parer mio, sono molto simpatici e
molto distinti, rispose Karol guardando
con ironia la giovane signora ultra elegante.
S, simpaticissimi, approv Fernanda.
Siccome la sera prima li aveva derisi, proprio
con la signora Breille, questa la guard
con sorpresa, poi sorrise ironicamente.
La signora Gendrin ha una collezione
interessante di tabacchiere e di bomboniere,
disse Karol dopo aver vuotato la tazzina
di caff posata accanto a lui. Me la fece
vedere la settimana scorsa. Alcune sono esemplari
di grande valore. A proposito, signora.,
non dovevate farmi vedere la collezione di
medaglie del defunto signor di Norhac?
Quando vorrete! Anche ora, se vi fa
piacere.
Ben volentieri.
Luigi, di' a Celina che porti qui le due
cassette nere che sono nella biblioteca.
Quando Luigi di Movis entr nella stanza
dove si trovava Celina, questa, seduta comodamente
in una poltrona, stava bevendo un
ponce nel quale non aveva risparmiato il buon
cognac della cantina del signor di Norhac.
La sera prima si era sentita male per aver
mangiato una porzione troppo abbondante di
un certo pasticcio tartufato di cui era ghiottissima
e ora ne profittava per coccolarsi un
poco.
Bene, vado, rispose al ragazzo che le
trasmise l'ordine della madre.
Quando quello fu uscito, ella fece per alzarsi;
poi, ripensandoci, sorrise malignamente
mormorando:
Eh! Forse c' da divertirsi!
Chiam Maddalena che lavorava nella guardaroba,
l accanto.
Andate in biblioteca; troverete sulla tavola
due piccole cassette nere che porterete
alla signora, sulla terrazza.
Sulla terrazza? Ma ci sono gli invitati,
e la signora non vuole...
La signora  sola sulla terrazza, ment
sfrontatamente Celina. E se vi domanda
perch non ci sono andata io, ditele che mi
sento male.
Maddalena non fece altre obiezioni; poich
la signora era sola, lei non aveva motivo di
non obbedire a Celina.
Si rec nella biblioteca, grande stanza con
antichi mobili di noce, che era stato il luogo
preferito del signor di Norhac. I Movis ci
andavano di rado, perch Vincenza, Fernanda
e Tebaldo, bench ostentassero per snobismo
gusti intellettuali, non amavano la lettura
in s, e aprivano poche volte le alte vetrine
nelle quali il defunto aveva raccolto le
migliori opere antiche e moderne.
Maddalena dette un'occhiata commossa intorno.
La scrivania massiccia, l'ampia poltrona,
erano state quelle dello zio Enrico.
Rolando era certamente stato molto in quella
stanza. Ella avrebbe voluto trattenervisi, rivivere
il ricordo dei brevi istanti nei quali
aveva conosciuto lo zio di suo padre; ma non
era padrona di farlo. Prendendo le due
cassettine usc dalla biblioteca e si diresse verso
la terrazza.
Fernanda aveva versato proprio in quel momento
una seconda tazza di caff a Karol
Wienkiewicz ed era rimasta l accanto a lui,
civettuola, sorridente, interrogandolo su un
fatto mondano di cui egli era stato recentemente
testimone. Si chinava un poco, come a
offrirgli il bel viso bruno, imbellettato con
arte, avvantaggiato dai capelli lucidi, pettinati
all'ultima moda.
In quell'istante Maddalena apparve sulla
soglia di una porta.
Vincenza si alz bruscamente, tanto che
per poco non rovesci la seggiola.
Ebbene?... Perch non  venuta Celina?
Si sente male, signora, rispose Maddalena
sottovoce.
Aveva il viso rosso rosso e la voce le tremava
un poco mentre rispondeva. Ah, come
avrebbe voluto sottrarsi agli sguardi improvvisamente
rivolti verso di lei!
Posando in fretta la tazza sulla tavola, Karol
si alz e and incontro alla fanciulla.
Date a me, signorina.
Prese le due cassette e le pos su una seggiola.
Mi dispiace che vi siate disturbata per
causa mia.
Ma lo sguardo compiaciuto che egli fissava
su Maddalena smentiva le sue parole.
Non fa niente! balbett la fanciulla.
Celina diventa davvero insopportabile!
disse con asprezza Fernanda. Non capisco
come tu possa tollerare i suoi capricci
continui, mamma!
 una domestica fedele... ha molte
buone qualit.
Mah! Io non so quali siano! borbott
il signor di Movis.
Come se non l'avesse udito, la signora di
Movis si rivolse con voce soave a Maddalena:
Tornate da lei e ditele che sono molto
scontenta... o meglio, glielo dir io stessa.
Maddalena chin la testa e si ritir, seguita
dagli sguardi di tutti i presenti.
Com' bella!... esclam il signor
Breille, togliendosi il monocolo che si era
messo per veder meglio la ragazza.
La moglie gli lanci un'occhiataccia.
Tu, si sa, ti entusiasmi con facilit.
Tutte le donne per te sono belle.
Ma devi pure ammettere che quella...
La moglie alz le spalle.
S, s, non c' male. Chi , signora?
Un'orfana, una lontana parente che abbiamo
allevata noi.
Parente in che grado?
Karol aveva rivolto questa domanda a Vincenza.
Si era seduto di nuovo e fissava la
castellana con il suo sguardo penetrante.
Suo padre era mio biscugino, ma aveva
sposato una donna di bassa condizione, e non
lo frequentavamo pi... Tuttavia alla sua
morte decisi di allevare la bambina. Ha poca
salute... sua madre mor in giovane et, di
consunzione, e suo padre era tisico all'ultimo
stadio.
Eppure a prima vista sembra sanissima!
disse la signora di Bonchamps, una
delle signore del gruppo.
 vero, ma la tiriamo avanti a forza di
cure e di riguardi. E in una penosa condizione.
Noi facciamo di tutto per rendergliela
gradevole, s'intende... Volete vedere le medaglie,
signor Wienkiewicz?
Con piacere, signora.
Sulla fronte di Karol si era formata una
ruga, mentre la signora di Movis faceva sfilare
sotto i suoi occhi le medaglie antiche,
raccolte dal signor di Norhac. Quel pomeriggio
il giovane parl poco, e Fernanda moltiplic
invano i suoi sorrisi e invano cerc di
farsi osservare con un vestito nuovo che metteva
sapientemente in mostra le sue forme.
Mentre gli ospiti, verso le quattro, andavano
a giocare a tennis, la signora di Movis
si diresse verso la guardaroba dove Maddalena
stava riscontrando la biancheria, mentre
Celina, sbadigliando, ne leggeva la lista.
Mi avete disobbedita, Maddalena,
disse Vincenza con la sua voce calma. Vi
avevo proibito di farvi vedere quando vi erano
ospiti. Dovete dunque rifarvela soltanto
con voi stessa se vi punisco come una bambina
qual siete.
Ma, signora, mi aveva mandata Celina,
come vi ho detto.
Non importa; io so una cosa sola: che
dovete obbedirmi. Celina non c'entra per
niente.
Eh, no davvero!... disse la donnona
dando un'occhiata di gioia maligna a Maddalena.
Io non potevo muovermi, mi sentivo
malissimo. Per il resto, me ne lavo le
mani.
Quando la signora di Movis fu uscita, Maddalena
si volse verso la governante.
Vedete il risultato di quello che mi avete
fatto fare? E non protestate nemmeno davanti
a questa ingiustizia!
Io? Credete che voglia, avere delle seccature
per voi? Sbrigatevela da sola, piccina!
Che cosa far ora la signora Vincenza
per punirvi? Era proprio arrabbiata perch
il bel polacco vi ha vista, e lei ha paura che
vi trovi pi di suo gusto di Fernanda, nonostante
tutti i pasticci che si mette sul muso
e i vestiti che costano un occhio della testa.
Ah, arrossite! E un bel ragazzo Karol, non
 vero? Vi piacerebbe per innamorato, eh?
Ve ne prego, Celina, tacete.
Perbacco, non fate la schifiltosa! Se lui
volesse, non ci pensereste due volte a dirgli
di s.
Visto che era impossibile farla tacere, Maddalena
usc dalla stanza. Celina sogghign:
Vai, vai, bella mia, butterai gi le tue
arie!
Maddalena era angosciata. Offesa dalla volgarit
di Celina, ancora turbata dall' incidente
provocato da quella donna maligna, si
chiedeva quale sarebbe stata la punizione di
Vincenza.
Tuttavia, in fondo all'anima, le rimaneva
un dolce conforto al ricordo della premura
che le aveva dimostrata il giovane artista, e
soprattutto al ricordo del suo sguardo, uno
sguardo di calda simpatia., di dolcezza infinita,
che le aveva dato un gran sollievo alla
presenza di tante persone ostili o indifferenti.
Quella sera, verso le undici, Celina, con
gli occhi scintillanti di gioia maligna, disse
alla sua aiutante:
Venite con me a fare una faccenda.
Aveva acceso una lanterna, che consegn a Maddalena. Entrambe si inoltrarono per i corridoi, scesero una stretta scala di pietra, e si fermarono davanti a una porta che Celina sospinse.
Passate per prima, cos mi farete luce, disse la governante. Maddalena obbed senza alcuna diffidenza.
Subito l'altra sbatt la porta dietro a lei, mise il chiavistello e con voce ironica grid: Buona notte!
Impaurita, Maddalena alz la lanterna e si guard intorno. La forma rotonda della stanza, le pareti di pietra annerita, il suolo di terra battuta le fecero subito capire che si trovava nella tetra stanza che veniva chiamata la prigione del Re.
Ecco dunque quale era la punizione di Vincenza!
Sopra una seggiola c'era una coperta con la quale la fanciulla si avvolse, giacch sentiva gi l'umidit del luogo. Poi sedette, con l'animo pieno di sdegno, di ribellione, e anche di paura.
Che notte passer, mio Dio? pensava, rabbrividendo; e implor: Signore, abbiate piet di me!.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Maddalena dovette stare a letto due giorni perch l'umidit della prigione le aveva causato un forte raffreddore. Inoltre i suoi nervi erano scossi dall'angoscia che aveva provato quando, spentasi la lanterna, era rimasta al buio, e dal ribrezzo che le avevano fatto i topi passandole vicino fino a sfiorarla.
La signorina Serafina voleva mandare a chiamare il medico, ma Maddalena la dissuase dal farlo.
Mi rimetter presto, cugina; ma una cosa simile non deve pi accadere. La signora di Movis non ha il diritto di trattarmi cos!
Purtroppo, povera bambina, quella se lo prende, anche se non l'ha. Suo marito  tuo tutore, e con questo ti ha in sua mano.
Ma io posso denunziarla alla Giustizia.
La Giustizia! Vincenza sapr ingannare i giudici. E una donna diabolica. Eppoi, quali prove potresti portare in appoggio alle tue parole? Quali testimoni hai? Celina no di certo; io non sarei creduta, verrei tacciata di parzialit verso di te. E dinanzi agli altri Vincenza fa sempre in modo da non mettersi dalla parte del torto.
Ebbene, allora fuggir? Andr in qualsiasi luogo, ma non sopporter pi tanta ingiustizia! disse Maddalena con veemenza.
Fuggire! Fuggire! Povera bambina! La signorina Serafina tentennava la testa guardando con piet la fanciulla. La crudelt commessa da Vincenza l'aveva un po' scossa dall'apatia nella quale affondava gi da qualche tempo. Era rimasta sdegnata e aveva curato la fanciulla con sollecitudine, bench lei stessa traversasse una crisi acuta di reumatismi.
Maddalena gliene era riconoscente, ma capiva che la vecchia signorina non avrebbe potuto far niente per impedire il ripetersi di certi fatti e che, anzi, dipendendo completamente da Vincenza, non avrebbe neanche osato rimproverarglieli. Doveva perci decidere da sola in qual modo conquistare la libert.
Ma che cosa avrebbe potuto fare da sola? A chi rivolgersi? Forse al curato di Dreuzes?
Quando era arrivato a Cadeilles, egli era stato nominato da poco in quella parrocchia.
Presentatosi al castello, vi era stato bene accolto dalla signora di Movis, ma non aveva conosciuto il signor di Norhac, gi ammalato gravemente. In seguito non era stato chiamato. Gli avevano detto che il castellano era morto improvvisamente mentre il medico credeva che dovesse andare avanti ancora qualche
settimana.
Il reverendo Darlannes non aveva avuto motivo di sospettare l'erede, cos ben vista in paese, giacch ella sapeva fare la generosa a tempo debito; inoltre, l'apparente devozione di Vincenza lo disponeva bene verso di lei. Ed egli non aveva mai pensato che la povera bambina miseramente vestita, che vedeva in chiesa la domenica, fosse vittima di una vergognosa spoliazione.
Maddalena, di carattere chiuso, timido, ritroso,
non aveva pensato, allora, ad aprire il
proprio cuore, a confidare la sua disperazione
al giovane sacerdote, ancora poco esperto nel
ministero delle anime. Tuttavia, da qualche
tempo, una certa confidenza era nata in lei,
e gli aveva confidato qualche cosa della sua
triste vita, pur senza accusare Vincenza.
I fatti, del resto, parlavano da soli.
Egli l'aveva ascoltata con benevolenza, con
compassione. Se fosse andata ora a chiedergli
aiuto e consiglio, l'avrebbe protetta contro
la signora di Movis? Avrebbe potuto soccorrerla?
Riflettendo, Maddalena concluse che neppur
lui avrebbe potuto giovarle. Occorrevano
prove lampanti per accusare Vincenza, che
aveva saputo abilmente procurarsi tante utili
conoscenze di persone autorevoli.
Un povero prete di campagna, sarebbe stato
disarmato davanti a lei. Per iniziare una
battaglia come quella ci voleva un avversario
potente, energico. Ma chi mai si sarebbe occupato
della povera Cenerentola di Cadeilles,
isolata, ignorata dai pi?
Un nome si present a un tratto alla mente
di Maddalena facendole battere pi forte il
cuore. Lui!... S, era certa che egli avrebbe
saputo sventare gli intrighi di Vincenza.! Ma
con quale diritto gli avrebbe chiesto aiuto?
Ah, era sola per lottare contro quella donna...
e sapeva in anticipo che sarebbe stata
vinta!
Non importa! Lotter finch potr... altrimenti
mi far morire a fuoco lento! pensava.
mentre era a letto arsa dalla febbre.
Dopo tre giorni pot alzarsi; il quarto
giorno la signorina Serafina le consigli, nel
pomeriggio, di andare a sedersi all'aria aperta
per rimettersi meglio.
Nel parco no, perch Vincenza ci troverebbe
da ridire; ma vai pure fino al sentierino
di Rousset, dove non passa quasi mai
nessuno. L starai bene.
Questo sentiero sboccava presso un'uscita
del parco, un'uscita fuori uso, limitata da
un vecchio cancello arrugginito che il giardiniere
non chiudeva mai, avendone perduto la
chiave. Alcune acacie incurvavano le fronde
sopra una scarpata erbosa che formava un
comodo sedile. Maddalena sedette l, gi
molto affaticata da quella breve passeggiata.
Bench avesse portato il lavoro restava inattiva,
senza forza, senza coraggio, lei sempre
tanto energica! E si chiedeva:
Che cosa posso fare per uscire da questa
orribile condizione?
Laggi, nel casco di san Michele, c'era il
testamento dello zio Enrico. Forse le offrirebbe
un mezzo sufficiente per smascherare
Vincenza? Ma il signor di Norhac le aveva
raccomandato di non parlarne finch non
fosse stata maggiorenne; segno, questo, che
egli temeva qualche manovra della signora di
Movis, finch la sua nipotina fosse sottoposta
a tutela. E probabilmente aveva anche
previsto che, morto lui prima di aver potuto
scacciare Vincenza, la tutela verrebbe assunta
dal signor di Movis.
In ogni modo Maddalena avrebbe avuto
piacere di leggere quel testamento; ma la signora
di Movis aveva chiuso gi da qualche
tempo la cappella perch alcune pietre si
erano staccate dalla volta. Ella non poteva
dunque entrarvi. Restava il passaggio segreto;
ma purtroppo Maddalena, non essendovi
pi tornata dall'infausto giorno in cui vi era
stata col padre, non ricordava bene la strada
che bisognava prendere. Avrebbe dovuto cercarla,
e per far questo ci voleva un certo
tempo, di cui lei non disponeva. Eppoi, da
sola, le sarebbe stato difficile, se non impossibile,
usufruire di quel passaggio.
Si sentiva stanca, debole! Ogni tanto tossiva,
e le pareva che le tornasse la febbre.
Andr dal signor curato, pens. Bisogna
bene che chieda consiglio a qualcuno!
In quel momento un rumore di passi le
giunse all'orecchio, poi una figura maschile
apparve sul sentiero. Maddalena sent che il
suo cuore affrettava, i battiti, tanto era forte
la commozione che provava riconoscendo Karol
Wienkiewicz.
Lui, vedendola, mand una leggera esclamazione.
Le si avvicin vivamente e la salut,
dicendo con voce vibrante di gioia:
Che fortuna incontrarvi qui!... Ma che
cosa avete? Vi sentite male?
S; sono stata indisposta in questi ultimi
giorni... ho avuto un raffreddore, e mi
sento ancora molto debole.
Gli occhi le si empirono di lacrime.
Scusatemi! balbett, confusa. Ma
sono tanto infelice!
Poverina!...
Karol le si era seduto accanto e le prendeva
la mano, guardandole il viso sconvolto.
Che c'? Ditemelo. Vorrei aiutarvi.
Oh! Se poteste liberarmi dalla tutela
della signora di Movis!
Con giungeva le mani in atto di supplica
guardandolo con espressione patetica.
Siete infelice per causa di lei? egli
chiese.
Maddalena fece un cenno affermativo con
la testa.
S... e non mi permette di lavorare per
guadagnarmi la vita. Mi tiene qui come una
prigioniera, mi punisce in modo ingiusto,
senza riguardi per la mia salute. Sento che
mi odia.
Per uno scrupolo della sua anima delicata,
Maddalena non os accennare ai dubbi che
nutriva per la sua stessa vita.
Con uno sdegno che faceva brillare i suoi
occhi scuri, fissi con intensit sulla fanciulla,
Karol disse:
Ci  odioso! Deve cessare! Il signor
di Movis  vostro tutore?
S... ma lui fa tutto quello che vuole
la moglie.
Me ne sono accorto. Sarebbe inutile rivolgersi
a lui. M'impegno di parlare alla signora di Movis.
Ho un'idea che voglio esporvi,
prima di parlarne a lei, oggi nel pomeriggio.
Prima di tutto, ditemi, che grado di
parentela aveva vostro padre con il defunto
signor di Norhac.
Era suo nipote, figlio del fratello.
Pi stretto parente, dunque, della signora
di Movis?
S. Lei  figliuola di un cugino del signor
di Norhac.
Sicch, l'erede era vostro padre?
S.
La signora di Movis asserisce che egli
era in rotta con lo zio;  vero?
S, ma era venuto qui apposta per riconciliarsi
con lui, prima di morire.
E Maddalena raccont il suo arrivo a Cardeilles
con il padre, l'ostinazione di Vincenza
a non lasciarlo entrare dallo zio, la morte di
Rolando...
Il signor di Norhac non seppe niente di
tutto questo?
La signora di Movis non glielo disse.
Ed  rimasta l'unica erede... con raggiri disonesti, non c' dubbio. Vi ha spogliata, signorina. E, non contenta di questo, si  comportata con voi come una perfida matrigna.
 cos, dite?
 cos, conferm Maddalena con voce fioca.
Karol strinse dolcemente la bella mano scottante sulla quale si vedevano le stigmate del lavoro.
Non vi tormentate pi, ora. Io non vi abbandoner. Parlatemi di voi, volete?
Maddalena, narr la sua triste esistenza.
Karol l'ascoltava con viva attenzione, e la guardava con tanta bont, tanta comprensione, che ella ne provava grande conforto.
Quando venne a parlare del lavoro che la signora di Movis le imponeva, agli ordini della volgare Celina, Karol non seppe contenere un moto di sdegno.
Quella donna  cinica. Occorre togliervi dalle sue grinfie. La signorina di Grandy non pu far niente per voi?
No,  attempata., malaticcia, e dipende completamente dalla signora di Movis, dal lato materiale.
Bene. Potremo fare anche senza di lei.
Veniamo ora alla mia idea. Fin da quando vi ho rivista, signorina, ho desiderato pregarvi di posare di nuovo per me. Ho cominciato una tela che deve rappresentare una scena di martirio sotto gl'imperatori romani. Fino a ora avevo invano cercato il viso adatto per il personaggio principale: una fanciulla condotta davanti al tribunale di un proconsole, che rifiuta di rinnegare la sua fede. Voi siete proprio il tipo che mi occorre. Pregher la signora di Movis di condurvi nella mia propriet nella vallata di Chevreuse, dove la ospiter insieme con voi... e anche con quella bambola di Fernanda, se lo desidera.
Un sorriso ironico aleggi sulle labbra del giovane.
Laggi, poserete per il mio quadro; intanto vi rimetterete in salute, e cercheremo il mezzo di sottrarvi definitivamente a questa tirannia.
Una vampata di gioia color le guance pallide di Maddalena.
Sar possibile?... Non credo. Ella non acconsentir.
Acconsentir, non temete. So per che verso prendere quella amabile signora! Conoscendola bene, l'ho in mia mano.
Oh, che sogno!
Maddalena si sentiva quasi soffocare dalla felicit e guardava Karol con viva gratitudine.
Ma ho paura, ho paura!
Piccola incredula!... Non sapete di che cosa sono capace quando voglio!... E quello che voglio,  avervi nel mio piccolo castello di Chiarafonte, Maddalena, vedervi nel mio studio, con i vostri bei capelli sparsi per le spalle.
Sotto l'ardore dello sguardo che l'avvolgeva Maddalena arross.
La signora di Movis ha ordinato a Celina di tagliarmeli.
Karol sussult.
Questo poi, no! Avete fatto bene a dirmelo.
Provveder perch ci non avvenga.
Ora vi lascio... un po' meno infelice, spero!
S, s, ella disse con il suo sorriso
timido e simpatico.
Karol si chin e sfior con le labbra le
dita che teneva sempre tra le sue.
Arrivederci, Maddalena... e a presto.
Si alz, sorrise al visetto arrossito e si allontan rapidamente.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Maddalena si sentiva quasi svenire sotto la
violenza della commozione. Possibile? I suoi
sogni pi arditi si rivelavano inferiori alla
realt! Karol Wienkiewicz prendeva in mano
la sua causa, e se riusciva, ella avrebbe lasciato
presto Cadeilles per andare...
No, no, era troppo esageratamente bello
per esser vero!... Sarebbe andata in casa di
lui!... E l'avrebbe presa per modella... lo
avrebbe dunque visto ogni giorno, gli avrebbe
parlato!
Il dubbio sorgeva di nuovo a troncare la
gioia. No, non era possibile che Vincenza acconsentisse
! Karol presumeva troppo del suo
potere su lei...
Un istante dopo la speranza risorgeva. Karol
pareva tanto sicuro di s!... Ed ella era
certa che non avrebbe abbandonato la causa
della povera orfana che aveva riposto in lui
piena fiducia.
Si sentiva deliziosamente turbata al ricordo
dello sguardo di Karol, della sua voce calda,
di quelle labbra che le avevano sfiorato la
mano. Si perdeva in una fantasticheria inebriante,
dalla quale finalmente si scosse pensando
che doveva essere l'ora di tornare a
casa.
Le pareva di aver ripreso gi un po' di
forza. Aveva il passo meno languido, respirava
meglio il venticello vivificante che veniva
dalla montagna. Ripeteva tra s e s:
Forse me ne andr di qui... andr laggi
da lui... lo vedr tutti i giorni.
E di nuovo la gioia cantava nel suo cuore.
Un passo rison dietro a lei, e al cancello
fu raggiunta da Tebaldo che le domand:
Per caso, hai visto passare il signor
Wienkiewicz?
S.
Ah! Mi aveva dato appuntamento al
vecchio mulino, ne voleva fare un bozzetto,
e non ce l'ho trovato. Da quanto tempo 
passato?
Da circa venti minuti.
Ti ha parlato?
La domanda, fatta in tono autoritario, ebbe
questa breve e secca risposta:
S.
Per farti qualche complimento, eh?
sghignazz Tebaldo.
Osservava con aria ironica il viso di Maddalena.
La ragazza lo guard freddamente.
No, per dirmi che sono molto deperita.
Deperita?... Gi, infatti, sembri malata.
Ci sarebbe da ammalarsi per molto
meno.
Che cosa vuoi dire?
Non sapete dunque che vostra madre,
per punirmi di essere comparsa involontariamente
davanti agli ospiti, l'altro giorno, mi
fece passare una notte nella prigione del Re?
Nella prigione? Ah! Ma esagera! Glielo
dir subito. Stai tranquilla, questo non si
ripeter pi.
Ella distolse lo sguardo da lui, un po' sconcertata
dalla dolcezza felina di quegli occhi
grigi che detestava quasi quanto quelli di
Vincenza.
Spero che la signora di Movis non abbia
voglia di ricominciare... a meno che
non voglia farmi morire, rispose freddamente.
Tebaldo fece una risatina sarcastica.
Che idea!... In ogni caso, io non la condivido
davvero!
Rise di nuovo e appoggi una mano sulla
spalla della fanciulla, che si ritrasse con repulsione
per sfuggire a quell'odioso contatto.
Abbi pazienza, mia bella piccina, presto
la tua sorte migliorer.
Maddalena lo guard di nuovo ed ebbe un
brivido davanti all'ardore di quegli occhi che
la fissavano.
Lo spero, signore; ma sono sicura che
un mio felice cambiamento non verr mai
per merito di un membro della famiglia di
Movis.
Il fiero disprezzo di tale risposta provoc
in Tebaldo una sorda collera. Afferr per un
braccio la fanciulla e la costrinse a fermarsi.
Ah! Credi?... Non meriteresti davvero
il mio interessamento, insolente che non sei
altro!... Ma butterai gi muffa! La mamma
ha fatto bene, in fondo, a punirti un po' severamente.
Diventerai pi docile e gusterai
meglio le dolcezze di una vita piacevole, nella
quale non avrai che da adagiarti. Suvvia,
bella mia, un giorno non ti parr vero che
il buon Tebaldo ti conceda la sua protezione.
Rise ancora in maniera insolente, lasciando
andare il braccio di Maddalena.
E se per caso i begli occhi di Karol
Wienkiewicz ti avessero fatto un certo effetto,
come lo fanno a tante altre, pensa che
quel simpatico artista, anche ammettendo che
abbia un effimero capriccio per il tuo bel musino,
far presto a dimenticarti. Ne ha dimenticate
tante altre che erano innamorate
matte di lui! A buon intenditor...
Si avvi rapidamente verso un gruppo di
ippocastani prossimi al castello, dove quel
giorno sarebbe stato servito il t. Gli ospiti
di Cadeilles erano gi riuniti l. Fernanda
esclam:
Che fai, Tebaldo? Ti aspettiamo per i
cocktails.
Il giovane di Movis aveva infatti la specialit
di preparare dei miscugli pi o meno
complicati, talvolta anche nuovi.
Sono stato al vecchio mulino, dove dovevo
trovarmi con Karol. Ma era gi andato
via...
Karol, che stava discorrendo con il signor
di Breille, disse freddamente:
Vuol dire che siete arrivato in ritardo.
 probabile; non ho guardato l'ora...
tornando indietro ho incontrato Maddalena
che mi ha detto di avervi visto.
Infatti l'ho incontrata sul sentiero e vedendola
cos malandata, mi sono permesso di
domandarle come si sentiva.
Non ha salute, purtroppo, disse Vincenza,
e sospir.
Karol la guard bene in viso.
Credo che avrebbe bisogno di cure. Vivere
in quella vecchia torre non pu essere
igienico. In ogni caso deve essere molto triste,
e il morale agisce sul fisico.
Vincenza sbatt leggermente le palpebre e
le abbass.
S, forse, disse con dolcezza. Ho
intenzione di cambiare questo stato di cose.
Allora la mia proposta trover il vostro
appoggio. Vorrei prendere la signorina di
Norhac come modella...
Al nome di Norhac, la signora di Movis
strinse le labbra, e Tebaldo lanci un'occhiata
velenosa al giovane polacco.
... per un quadro che sto facendo.  il
martirio di una santa, prosegu Karol con
calma. Mi occorre proprio quel viso. Ho
cercato finora inutilmente. Spero che non abbiate
obiezioni da fare, signora.
Ne ho molte, invece, signor mio.
Molte? E quali, vi prego?
Prima di tutto, il fatto che la ragazza,
mai uscita di qui, ignorante del mondo, priva
di esperienza e destinata a una vita semplice
e modesta, potrebbe montarsi la testa...
Presa alla sprovvista, Vincenza cercava a
caso degli argomenti, cosa difficile sotto lo
sguardo inquisitore che la fissava.
Oh! Provvederete voi a rimetterla in
carreggiata! disse ironicamente Karol.
Eppoi, ho l'impressione che abbia la testa
solida, quella giovane. Dunque, per tornare
alla mia intenzione, ecco in qual modo potremmo
sistemare la cosa. Voi verreste con
lei per qualche settimana nel mio castello
di Chiarafonte, nei pressi di Chevreuse; mia
zia Clara ve ne farebbe gli onori. Io verrei
ogni giorno da Parigi per le sedute di posa...
e ci salverebbe le convenienze, vi pare?
Vincenza non riusciva a riacquistare la presenza
di spirito. Replic per lei Fernanda,
con una voce nella quale trapelava una collera,
difficilmente contenuta.
Ma quella ragazza non corrisponde al
tipo che vi occorre!
Mi permetterete, signorina, di rispondervi
che sono miglior giudice di voi in materia?
Fernanda distolse gli occhi e arross sotto
lo sguardo sarcastico di Karol che continu,
rivolgendosi di nuovo alla signora di Movis:
Vorrei che veniste a Chiarafonte prima
possibile... tra una quindicina di giorni, per
esempio. Capisco che vi chiedo di sacrificare
il soggiorno che vi proponevate di fare a
Biarritz in luglio; ma cercher di rendervi
quello di Chiarafonte cos gradevole, da non
farvi rimpiangere l'altro.
Vincenza fece un gesto di protesta.
Rimpiangere? Sarebbe invece una vera
gioia godere della vostra ospitalit, signore.
No, no, non crediate che sia per egoismo che
mi trovo costretta a. rifiutare...
Karol si accigli e il suo viso divenne improvvisamente
severo.
Rifiutare?... Scherzate, signora? E per
quale motivo?
Ve l'ho gi detto. Inoltre la ragazza
 di salute delicata e non potrebbe sopportare
le sedute di posa.
Le far pi brevi possibile, ma ho bisogno
della mia piccola martire. Non vi perdonerei
mai se me la negaste.
Questa ultima frase fu pronunziata sorridendo;
ma Vincenza conosceva abbastanza il
carattere fermo, cocciuto, del suo ospite, la
sua abitudine di vedere appagato ogni suo
desiderio, per capire che quello non era soltanto
uno scherzo.
E lei ambiva sopra a ogni cosa a mantenere
la lusinghiera amicizia con i Wienkiewicz,
padre e figlio, e non voleva rinunziare
all'abbagliante miraggio, che sperava potesse
un giorno divenire realt, del matrimonio di
Karol con Fernanda, dunque pens:
Posso dire intanto di s... poi me la sbroglier
con Maddalena.
Perci rispose, col suo pi grazioso sorriso:
Sono dunque costretta ad arrendermi
alla vostra volont. Prender le disposizioni
necessarie per partire tra quindici giorni.
Non saranno troppi per rendere Maddalena
un po' presentabile, giacch quella povera
figliuola ha gusti campagnoli, e si sentir
molto spaesata nel lusso della vostra dimora,
signore.
Credete? disse Karol con aria dubitosa.
Le sue labbra avevano una piega ironica,
che non scomparve mentre soggiungeva:
Pi che altro, sar utile usarle delle
cure, tenerla in riguardo per risparmiarne le
forze, poich ha l'aspetto di una persona
stanca.
Stanca?... E di che? Fa soltanto quello
che vuole.
La sfrontatezza di tale menzogna rischi di
far perdere a Karol la calma che aveva saputo
mantenere fino ad allora. Con uno sforzo
di volont riusc tuttavia a contenersi e rispose:
Infatti... voi lo sapete meglio di me.
Ma io aspiro soltanto a una cosa: ho bisogno
che la mia modella abbia miglior cera, che il
suo sguardo sia meno triste... insomma che
non abbia quell'aria tanto infelice.
Quest'ultima parola e lo sguardo che l'accompagn
misero di nuovo a dura prova la
sfacciataggine di Vincenza, che per la prima
volta balbett, rispondendo:
L'aria infelice?... Davvero, non ne vedo
la ragione. Conduce una vita pacifica...
Oh! Non dubito punto che non facciate
tutto il possibile per renderle piacevole l'esistenza.
La beffava? Vincenza stava chiedendoselo,
mentre guardava con segreta ansia il viso impenetrabile
del suo interlocutore.
 una smorfiosa! disse Fernanda, lasciandosi
trasportare dalla rabbia. Vuol
rendersi interessante... e ci  riuscita.
Ci  riuscita davvero, signorina, come
tutti qui potranno vedere. Far di lei la figura
principale del mio quadro, che spero
avr gran successo. Voi me lo augurate, non
 vero?
Era di nuovo l'affascinante Wienkiewicz,
sarcastico e sorridente. Fernanda dissimulando
la propria collera, rispose lanciandogli
un'occhiata incendiaria:
Vi auguro il pi grande successo del
mondo, lo sapete bene, ma deploro che scegliate
quella stupidella come ispiratrice, ecco
tutto!
Avreste preferito che scegliessi Fernanda
di Movis?... Ma, signorina, voi non
avete il carattere, l'espressione che mi occorre.
Non siete tipo da martire... no, no
davvero!
Scoppiarono alcune risatine, alle quali, un
po' forzatamente fece eco anche Fernanda.
Non ho questa pretesa. Del resto, come
avete detto prima, voi solo potete giudicare.
Ebbene, Tebaldo, hai fatto?
Durante quella conversazione, il giovane si
era messo a preparare i cocktails. Sembrava
che non badasse ai discorsi dei presenti e dosava
con calma gli ingredienti che componevano
un miscuglio di sua invenzione. Alla
domanda della sorella rispose laconicamente:
Tra poco.
Karol disse a Vincenza:
Sicch, siamo intesi, signora? Tra quindici
giorni arriverete a Chiarafonte insieme
con la signorina Maddalena.
Intesi.
Spero che la signorina Fernanda vorr
accompagnarvi.
Ma certo, rispose quella con vivacit.
Allora tutto  fissato. Ah, dimenticavo!...
Una raccomandazione, signora: se vestite
la signorina Maddalena alla moda, non
le fate tagliare i capelli, per carit! Ne ho
assoluto bisogno per il mio quadro.
Ma, caro signore, non ne avevo affatto
l'intenzione, rispose Vincenza con un
soave sorriso.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Quando, una mezz'ora pi tardi, gli ospiti
di Cadeilles riuniti sotto gli ippocastani si
dispersero, Karol, invece di entrare in casa,
and a fare un giretto nel parco. Aveva bisogno
di riflettere sugli avvenimenti di quel
pomeriggio e sul modo migliore di agire in
quelle difficili circostanze.
In un viale ombroso vide Luigi di Movis seduto
sopra una panchina, con un album da
disegno sulle ginocchia. Il ragazzo, trascurato
da tutta la famiglia, viveva un po' appartato.
Karol lo vedeva solamente a tavola,
dove il poveretto non diceva mai una parola.
Aveva osservato la malinconia dei suoi occhi
azzurri, bellissimi, che gli ricordavano quelli
di Maddalena, e la timida adorazione che vi
si rifletteva quando lo guardava.
Che cosa fai, Luigi? chiese Karol avvicinandosi
alla panchina. Disegni?
No, signore. Guardavo un vecchio album
che ho trovato in soffitta, Sono disegni fatti
da un cugino della mamma.
Karol si sedette accanto a Luigi, prese l'album
e cominci a sfogliarlo. Nell'ultima pagina
l'artista aveva scritto il proprio nome:
Rolando di Norhac.
Questi disegni dimostrano una vera disposizione
artistica.  sempre vivo questo
Rolando di Norhac?
No, signore,  morto gi da molti anni.
Certamente non aveva figliuoli, perch
so da tuo fratello che il suo nome spetta a
lui.
Luigi rispose:
Ha lasciato una figliuola.
E le sue labbra ebbero un lieve fremito.
Ah!  dunque il padre di Maddalena?
S, era suo padre, disse Luigi con
voce un po' soffocata.
Karol volt alcuni fogli con aria distratta.
Luigi lo guardava con dolorosa perplessit.
Anche tu disegni, Luigi?... chiese
Karol.
S, un poco. Mi diverte tanto!
Davvero? E che cosa ti attrae di pi?
Mi piace disegnare delle scene che immagino.
Ho disegnato, per esempio, tutta la
storia della bella Brengre.
Chi era la bella Brengre?
Era la figliuola di un castellano di Cadeilles,
al tempo delle Crociate. Era fidanzata
a un nobile cavaliere, Ugo d' Ormeyan.
Ma suo padre mor, e Roberto, suo fratello,
un giovane avaro e crudele, la fece rinchiudere
nella prigione della Torre del Re. per
impossessarsi di tutti i beni paterni che, secondo
la volont del morto, egli avrebbe dovuto
dividere con la sorella. Poi sparse la
voce che ella era stata vittima di un incidente
mortale. Ugo, per, insospettito, una
notte entr di nascosto nel castello e, guidato
forse da un'ispirazione divina, and
diritto diritto alla prigione dove la sua fidanzata
languiva. Era l'ora, poich Brengre,
accortasi che stavano avvelenandola lentamente,
non osava pi n bere n mangiare. Ugo la
port via passando da un uscio segreto per
il quale era entrato, inforc il suo cavallo che
lo aspettava l fuori, e galopp nella notte
fino al suo castello dove sua madre e le sue
sorelle accolsero la povera perseguitata. Poi
riun gli armigeri e corse ad attaccare il castello
di Cadeilles. Roberto, vinto, mor nella
mischia e la bella Brengre eredit tutti i
beni del padre; quindi spos il valoroso Ugo
d'Ormeyan.
Si comport da vero cavaliere costui!
esclam Karol, e soggiunse: Tuo padre
mi fece vedere un giorno quella prigione.
 lugubre e vi si gela. La povera Brengre
dovette soffrire molto, e l'ira di Ugo contro
quel malvagio fratello era giustificata.
S'interruppe, vedendo che il suo giovane
interlocutore impallidiva.
Che hai? Ti senti poco bene? chiese;
e posandogli una mano sulla spalla si accorse
che tremava,
S, mi sento un po' stanco; ma passer...
Ti restituisco l'album. Mostrami i tuoi
disegni prima che parta. Vorrei vedere quello
che sai fare.
Un rossore riapparve sul viso di Luigi.
Non avr mai tanto coraggio!
Ma s, devi averlo! Ti dir francamente
il mio parere. Anzi, senti, portameli prima di
cena. Ci vedremo tra poco, dunque.
Karol si alz dando un amichevole colpetto
sulla spalla del giovane Luigi e si allontan,
seguito da uno sguardo pieno di malinconico
fervore.
All'ora indicata Luigi si present nell'appartamento
del giovane artista e fu introdotto
dal cameriere nel salotto dove Karol
stava finendo di scrivere una lettera alla zia,
donna Clara di Ojeda, per annunziarle il
prossimo arrivo a Chiarafonte delle signore
di Movis e di Maddalena.
Come esiti, Luigi! egli disse. Siediti
l, e metti i disegni su questo tavolino.
Con mano tremante Luigi apr la cartella
e ne trasse alcuni fogli che pos sul tavolino.
Karol li guard ad uno ad uno, con attenzione,
e via via sussurrava:
Ma bene... bene davvero!... Hai molta
disposizione per l'arte, Luigi!...
A un tratto mand una leggera esclamazione.
Ma questa  Maddalena!...
Indicava un disegno che rappresentava una
fanciulla in costume del duecento: giaceva
sopra un pagliericcio, in una sinistra prigione.
S, signore.
Luigi aveva abbassato gli occhi e le labbra
gli tremavano.
Hai voluto illustrare la storia della bella
Brengre, non  vero? Ma perch qui non
le hai dato gli stessi lineamenti che sugli altri
disegni?
Perch... fu un'idea che mi venne
ieri...
Karol osservava con sorpresa l'imbarazzo,
il turbamento del ragazzo.
Soltanto ieri? E perch?
A un tratto un pensiero gli balen alla
mente, ed egli grid:
Ma forse...? No, sarebbe troppo terribile!
Eppure quel raffreddore, quella, brutta
cera... Luigi, non avranno mica messo tua
cugina nella prigione della torre?
Luigi balbett:
Perch supponete...?
Dimmi la verit!  cos, non  vero?
Non so... credo... ho sentito che Celina...
L'ha rinchiusa Celina?
Luigi chin la testa affermativamente.
Lo avr fatto perch ne ha ricevuto l'ordine,
vero?
Credo.
Le parole uscivano a stento dalle labbra
tremanti del giovinetto. Nello sguardo di
Karol si rifletteva una collera mal contenuta.
Egli si alz bruscamente, dicendo tra i denti:
Che vigliaccheria.!... Povera fanciulla!
Non contenti di trattarla con tremenda ingiustizia,
mettono a rischio anche la sua
vita!
Guardando di nuovo Luigi, lo vide livido,
sconvolto, con lo sguardo cos pieno di dolore,
che, impietosito, gli si avvicin e gli
disse, posandogli una mano sulla testa:
Caro Luigi, non voglio approfondire dinanzi
a te questa questione. Sei un bravo ragazzo,
e sono certo che non odii Maddalena.
Odiarla?... Tutt'altro! La compiango
molto! Ed  cos bella, cos graziosa! Vorrei
tanto vederla felice, finalmente! Per questo
darei... darei non so che cosa... pi che la
vita, se potessi!
Luigi parlava con voce bassa e appassionata.
Karol lo sentiva tremare sotto la sua
mano.
Poverina...  tanto buona! Che cosa si
potrebbe fare perch... per...
Karol cap il pensiero che il ragazzo, il figlio
della persecutrice della povera orfana,
non osava esprimere.
Ci penso io, Luigi, stai tranquillo. Maddalena
conoscer tempi migliori. Per cominciare
la signora di Movis la condurr a casa
mia tra una quindicina di giorni, perch voglio
ritrarla in un quadro.
La mamma... la condurr? Ha acconsentito?
chiese Luigi, stupefatto.
S... non senza qualche difficolt. In
seguito vedremo.
E un sorriso enigmatico ma dolcissimo dischiuse
le labbra di Karol.
Ti assicuro, mio piccolo amico, che nessuno
la tormenter pi. Sarebbe una indegnit.
Quella ragazza  davvero troppo buona,
come dici, troppo semplice, perch si
permetta, che altri abusino della sua debolezza.
e della sua inesperienza.
Oh, grazie! Voi pure siete buono.
Luigi afferr la mano di Karol e vi appoggi
le labbra, commosso.
Povero Luigi! Neppur tu sei contento,
vero?
Oh, di me poco importa, ma di lei!...
Vorrei saperla felice. Un giorno, nel parco,
la vidi piangere amaramente. Spesso ho sentito
Celina parlarle in malo modo. E poi...
e poi... insomma, se lo zio Enrico fosse vivo,
verrebbe trattata diversamente.
Un singhiozzo gli tronc la parola. Si alz
e riun i suoi disegni.
Vuoi lasciarmi quello che rappresenta
Maddalena, caro Luigi? chiese Karol.
Con molto piacere, signore.
Continua a disegnare; sei una bella
promessa per l'arte.
 l'unica cosa che mi interessa e mi fa
piacere, rispose malinconicamente il ragazzo.
Arrivederci, signore, e mille grazie.
Arrivederci, caro. Con il pretesto della
salute, chieder a tua madre di condurre anche
te a Chiarafonte. Cos l ti dar qualche
lezione.
Gli occhi di Luigi ebbero un lampo di gioia.
A casa vostra? Oh, fosse vero!
S, s, fidati di me. Ora, scappa, perch
ho appena il tempo di vestirmi per il
pranzo.
Non appena solo Karol dette sfogo alla sua
indignazione.
Miserabile!'.esclam con violenza.
E pensava:
Quel povero ragazzo soffre profondamente
per le ingiustizie che osserva, e per altre che
forse sospetta.  un ragazzo onesto, di animo
delicato. Gli altri... il signor di Movis  un
essere passivo... se non  complice; Tebaldo
 tutto sua madre; Fernanda. una sciocca,
vanitosa e senza cuore; Amata, una stupidella
maligna. Povera Maddalena, era tempo
che mi trovassi sulla sua strada per strapparla
all'odiosa strega che tiene qui incatenata
da sei anni quell'incantevole Cenerentola!
Quella sera, lasciando un momento gli
ospiti riuniti nel salone, la signora di Movis
sal alla Torre Bianca ed entr nella camera
dove la signorina Serafina stava cucendo
sotto la lampada con il paralume verde. La
vecchia signorina sussult a quella apparizione.
Vincenza chiese:
Dov' Maddalena?
 in camera sua. Che cosa volete da lei?
Farle qualche domanda, rispose la
perfida donna, e si diresse verso la. porta che
dava nella stanzetta dove dormiva Maddalena.
Ma la signorina di Grandy, nonostante i
suoi reumatismi, si alz rapidamente e le si
par davanti.
No, Vincenza, lasciatela stare. Dorme,
poverina!
Ebbene, la sveglier per dirle il mio
parere sulle lagnanze che ha fatto a un estraneo,
a carico di chi l'ha raccolta ed  debitrice
di tutto.
Volete alludere al suo incontro con il
signor Wienkiewicz? Di chi la colpa? Se non
le aveste inflitto quel castigo inumano, non
avrebbe avuto occasione di osservare il suo
povero viso patito e di interrogarla. E ringraziate
Dio che abbia avuto la generosit
di non parlare della notte passata nella prigione.
Che ne sapete voi?
Lo so perch me lo ha detto ella stessa.
Ed  la sincerit in persona.
Allora, che cosa pu avergli raccontato
perch il signor Wienkiewicz abbia l'aria di
compatirla... di crederla infelice?
La signorina di Grandy rise ironicamente.
Eppure, Vincenza, siete abbastanza intelligente
per capire che i fatti parlano da
soli, no? Quella bambina  la bisnipote del
defunto castellano, e qui viene tenuta come
una sottoposta. Credete che nessuno se ne
accorga e che la gente non se ne stupisca?
Se non si fosse messa in evidenza, il
signor Wienkiewicz non si sarebbe accorto
di niente. Lasciatemi passare, voglio dirle il
fatto suo.
Ma la signorina Serafina non si mosse.
No, Vincenza, non vi Lascer passare.
Oggi nel pomeriggio  tornata a casa con una
forte febbre, e si  addormentata soltanto
poco fa. Erano diverse notti che non dormiva.
Che cosa sono tutte queste chiacchiere?
Levatevi di l!
No! ripet la signorina di Grandy
con fermezza.
Nella penombra in cui si trovava, giacch
la luce della lampada era tutta rivolta sulla
tavola, la figura sbilenca della vecchia signorina
cercava di raddrizzarsi di fronte a
Vincenza arrogante e imperiosa.
Come osate? Badate, Serafina...!
No, Vincenza, volete troppo male a
quella innocente. Che abbia avuto torto, oggi,
di ascoltare i discorsi di quel giovane, pu
darsi... e gliel'ho detto; ma suppongo che
la vostra Fernanda abbia ben altre leggerezze
al suo attivo! Mi sono anzi pentita di aver
rimproverato questa povera figliuola, vedendola
cos febbricitante, abbattuta. Ora ha
bisogno di pace... e in pace la lascerete, Vincenza,
perch...
Perch?... Dite! impose duramente
la signora di Movis.
Perch Serafina di Grandy non  una
imbecille, e sapendo certe cose...
Quali cose?
Certe cose che forse non vi piacerebbe
di sentir divulgare... per esempio, come isolaste
mio cugino Enrico negli ultimi mesi
della sua vita...
Io? Ma siete pazza, Serafina? Nessuno
vi creder.
La vecchia Maria aveva, le sue idee in
proposito, e me ne accenn qualcosa prima
di andarsene. Nel castello, soltanto voi e Celina
avevate accesso presso di lui. E non potete
negare di aver impedito a Rolando di
giungere fino a suo zio.
Perch sapevo che questa era la sua volont.
No, Serafina, nessuno vi crederebbe,
lo ripeto.
Se non ci fossi che io, pu darsi; ma
vi sarebbero altre testimonianze.  l'ora che
smettiate di perseguitare quella bambina,
Vincenza. Finireste con attirare l'attenzione
sopra di voi in maniera spiacevole... e, cercando,
si troverebbe anche...
Non si troverebbe niente, cara cugina,
per la semplice ragione che non c' niente da
trovare.
Il tono di Vincenza riprendeva l'abituale
dolcezza, diventava quasi brioso.
Avete molta fantasia, voi.  la conseguenza
della solitudine in cui vivete. Questa
diverr pi completa per qualche tempo. Karol
Wienkiewicz vuol far posare Maddalena
per un suo quadro, e mi ha chiesto di condurla
tra quindici giorni nella sua propriet
nella vallata di Chevreuse. Ve lo avr gi
detto, suppongo!
Mi ha detto che egli aveva accennato a
questo progetto e ve ne voleva parlare.
Ebbene,  cosa decisa  un po' a malincuore
da parte mia, lo confesso. Giacch non
vedo senza preoccupazione, per una ragazza
destinata a una sorte modesta, quel soggiorno
in un ambiente di gran lusso, quelle
sedute di posa dinanzi a un giovane affascinante
come Karol Wienkiewicz, di cui tutte
le donne s'innamorano e che gi non conta
pi le sue conquiste. Temo che sia, per Maddalena,
una prova pericolosissima.
Allora, perch avete accettato? chiese
bruscamente la signorina Serafina..
Perch si cede sempre, anche senza volere,
a quell'incantatore che  Karol, mia
cara Serafina! E poi, anche perch qualcuno
avrebbe potuto accusarmi di sequestrare
Maddalena. Perci ho detto di s, non volendo,
dopo aver sempre mirato al bene di
quella ragazza, incorrere ora in falsi giudizi
sulla mia condotta verso di lei. Buona
sera, cugina. Vegliate bene sulla vostra preziosa
Maddalena, che si rider di voi quando
sar emancipata.
Dopo avere accompagnato queste parole
con una risatina sarcastica, Vincenza volt
i tacchi e usc dalla stanza.
La signorina di Grandy rimase per un momento
immobile, come ascoltando i passi che
si allontanavano. Poi si volt, apr piano
piano la porta e sporse la testa nella camera.
Un debole raggio di luna penetrava da un
lucernario, lasciando intravedere la cameretta
nella quale stavano appena un tavolino,
una seggiola e un piccolo letto sul quale
dormiva Maddalena. La folta treccia di capelli
biondi le ricadeva sulla spalla sinistra.
Il bel viso era calmo e la bocca ben disegnata
sorrideva a qualche bel sogno.
La signorina Serafina mormor:
Doveva passare sul mio corpo prima di
svegliarti! Cara bambina, tu hai voluto un
mio bacio, poco fa! Tuo padre invece me lo
aveva, negato, da bambino, e non me ne sono
mai dimenticata. Ma neppure dimenticher
il bacio che mi hai chiesto, piccina mia!
E sono sicura che, qualunque cosa accada,
tu non deriderai la povera Serafina.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
La parrocchia di Dreuzes era una vecchia
costruzione che risaliva per lo meno al tempo
di Enrico IV, ed era cos in cattivo stato che
il curato aveva dovuto rinunziare ad abitarne
una parte. Nei giorni piovosi l'acqua cadeva
nel vestibolo dove le lastre sconnesse e spaccate
del pavimento sembravano fatte per le
distorsioni. Il colore delle pareti era indefinibile
e la pietra della scala aveva provocato
diverse cadute alla vecchia fantesca. Il consiglio
municipale prometteva da un pezzo le
riparazioni, ma il denaro mancava e il curato
Darlannes doveva far buon viso a cattiva sorte.
Trovava un compenso alla misera casa nel
giardino, dove crescevano i pi begli ortaggi
del paese e fiori in abbondanza. Ed era l il
reverendo quella mattina, quando la vecchia
serva venne ad annunziargli una visita.
 quel giovane che sta a Cadeilles.
Vuole parlarvi, signor curato. Se vedeste che
bel ragazzo! Non se ne trova facilmente uno
simile! Ha certi occhi! Ah, se fossi giovane
mi farebbe girare la testa!
Tacete, Marta. Mi fareste pensare che
da giovane non foste stata molto seria!
Eh, s, signor curato, ero seria davvero!
Ma si fa per dire...
Senza ascoltare le chiacchiere della brava
donna, il curato pos la vanga e si tir gi
la tonaca che si era avvolta alla cintola. Poi
si diresse verso casa, e da una porta a vetri
entr in un salotto la cui mobilia si componeva
di una tavola e poche seggiole impagliate.
Karol Wienkiewicz gli and incontro
sorridendo e gli disse:
Come parrocchiano di passaggio, dovevo
pure farvi una visita prima di partire, signor
curato!
 un onore e un grandissimo piacere per
me, signore. Il nome di vostro padre e il
vostro sono troppo celebri per non essere conosciuti
anche nel nostro piccolo paese.
Volete accomodarvi sotto la pergola, in giardino?
Con questo bel tempo vi staremo meglio
che in questa stanza umida.
Karol acconsent e si sedettero entrambi
sotto la pergola coperta di clematidi e di
gelsomini. Il giovane disse con quanto piacere
avesse studiato la chiesa, esemplare assai
ben conservato dell'architettura religiosa
del Quattrocento e chiese alcune spiegazioni
che il curato gli dette con piacere, da persona
che se ne intende.
Ma voi avrete visto cento cose pi interessanti
nei vostri viaggi, signore! soggiunse
il prete. E voi stesso date al patrimonio
artistico del mondo un contributo
notevole. Non ho mai visto i vostri quadri,
ma da alcune riproduzioni in riviste d'arte,
che uno dei miei parrocchiani mi presta, ho
potuto giudicare quanto sentimento accompagna
il vostro genio, veramente raro, e gli
alti ideali a cui vi ispirate.
Se mi giudicate cos, non mi biasimerete
di avere scelto come modella per uno dei
miei quadri una parrocchiana di Dreuzes!
disse sorridendo Karol.
Una parrocchiana di Dreuzes?... Chi,
dunque? La signorina Fernanda di Movis?
Oh, no! Potete forse vedere in lei il tipo
della martire che subisce ogni supplizio per
non rinnegare la sua fede? No, no; pensateci
meglio!
Davvero, non saprei.
Ebbene, si tratta della signorina Maddalena
di Norhac.
Maddalena?
Il sacerdote guardava Karol, sorpreso.
La conoscete?
La conobbi sei anni fa, ed ebbe la bont
di posare per me. Questa volta l'ho rivista
per caso.
E Karol narr i suoi incontri con Maddalena;
poi ripet tutto quello che aveva saputo,
o indovinato, sulla sua triste esistenza.
Il prete scoteva la testa mormorando:
Povera figliuola!... Povera figliuola!...
Sapevate, signor curato, che la trattano
cos?
Signore, Maddalena  un po' chiusa di
carattere, e non ha l'abitudine di lamentarsi.
Per molto tempo accettai la versione della
signora di Movis circa la ragazza e suo padre;
poi, col tempo, mi vennero dei dubbi...
e interrogai Maddalena. Dalle sue risposte
conclusi che era trattata in maniera ingiusta
e che forse...
L'avevano defraudata di quello che le
spettava? fin Karol, vedendo che il prete
s'interrompeva, esitante.
S, manovrando in modo che il signor
di Norhac non sapesse della sua esistenza.
Ebbene, siamo dello stesso parere. Aggiungo,
anzi, che la signora di Movis, con i
suoi maltrattamenti, attenta alla vita della
fanciulla.
Forse voi esagerate.
No, e sono sicuro che lo supponete anche
voi. Ho dunque pensato di sottrarre la
povera ragazza a quella vita piena di minacce,
facendola prima di tutto venire in
casa mia accompagnata dalla signora di Movis...
e poi, sposandola.
Il curato sussult.
Voi?... Davvero? Voi sposerete la piccola
Maddalena?
Ne sono innamorato, signor curato.
 la fanciulla ideale, la sposa dei miei sogni.
Scusate... ma... non sar mica una
vampata... un capriccio passeggero, ispirato
magari dalla piet?
No,  un sentimento serio e durevole.
Le persone che mi conoscono superficialmente
credono che io sia fantastico, incostante; ma
se mio padre fosse qui vi direbbe che in realt
sono tutt'altro.
E che cosa penser vostro padre di questo
matrimonio?
Lo approver con tutta l'anima. In questo
momento  in Brasile. Gli scriver per
comunicargli il mio desiderio e sono sicuro
della sua approvazione. Intanto Maddalena
star nel mio castello di Chiarafonte, ben
curata da mia zia che le si affezioner subito.
Io cercher di tirare pi in lungo possibile
il mio lavoro, e quando non potr pi addurre
a pretesto le sedute di posa, mia zia
la condurr al mare o altrove, dicendo che
la sua salute lo esige. Cos arriveremo al
momento del ritorno di mio padre.
Ma in tutto questo, come potrete accordarvi
con la signora di Movis? chiese il
curato che ancora non sembrava tornato in
s dallo stupore.
Far quello che vorr io, poich fin da
ieri ha capito, e glielo far capire ancora meglio
prima di andarmene, che sarebbe pericoloso
per lei accreditare i sospetti che, come
ella indovina, io gi nutro. E per questo
stesso motivo non cercher d'ora innanzi di
nuocere alla salute di Maddalena.
Se le cose stanno cos, ella non oser
certamente. Ci voleva davvero tutta, la vostra
perizia signore, per riuscire in una simile
circostanza, giacch quella signora deve
essere astutissima. Sono stato ingannato da
lei troppo a lungo, e vi confesso che fino a
poco tempo fa ho stentato a credere che ella
fosse tanto priva di scrupoli.
S,  maestra nella finzione e nell'arte
di adulare. Per fortuna con me non  riuscita.
L'anima, leale e pura della sua vittima
ha trionfato di tutti i suoi intrighi. Ella mi
aveva detto perfino che Maddalena aveva ereditato
dai suoi una salute delicata... ma io
non lo credo.
Qualche anno fa la fanciulla era veramente
esile, delicatina... ma ora, nonostante
la vita deprimente che conduce e un'alimentazione
piuttosto scarsa, a quanto ho capito,
si  irrobustita. Questo prova che  di ottima
costituzione. Sua madre mor mettendola
al mondo; suo padre era tisico,  vero,
ma il male deriv dal lavoro eccessivo, dalle
privazioni, dal dolore per la perdita della
moglie; poich tutti coloro che lo conobbero
qui, dicono che era un bel giovane, pieno di
salute. Del resto i Norhac sono di razza sana,
robusta. Quanto alla famiglia materna, potreste
chiedere informazioni in Polonia.
Certo; ma senza dubbio sono invenzioni
della signora di Movis, e fanno parte del suo
piano. Chiss che non si proponesse di preparare
la morte naturale della sua pupilla!
Oh, signore! protest il prete.
Che volete? Diffido terribilmente di lei.
Vorrei che la mia cara Maddalena fosse gi
fuori dalle sue grinfie.
Anch'io, lo confesso. Ma avrei voluto...
 ancora molto giovane, quasi bambina, inesperta.
Temete forse che non sia un marito abbastanza
serio?
Karol sorrideva, guardando il viso imbarazzato
del sacerdote.
Rassicuratevi: la render felice; sar
per lei il pi fedele, il pi affezionato dei mariti.
Ve lo prometto sulla memoria di mia
madre, che ho teneramente amata.
 molto tempo che l'avete perduta?
Avevo quattordici anni. Era spagnola,
bellissima, di animo nobile. Mio padre non
si consola di averla perduta! Ma sono sicuro
che Maddalena, con la sua grazia e la sua
bont, gli sar di conforto.
Il sacerdote e il suo visitatore rimasero per
alcuni istanti in silenzio, seguendo ciascuno
il filo dei propri pensieri. Poi il curato domand:
Avete accennato a Maddalena questo
vostro progetto di matrimonio?
No, non ancora. Ne parleremo a Chiarafonte.
Ma non credete che la signora di Movis
far di tutto per ostacolarvi?
Sapr vincere gli ostacoli. Certo, se potessi
provare la circonvenzione, tutto sarebbe
pi facile.
S, ma come provarla?
Non si potrebbero trovare dei testimoni
in paese? Chiss che non ci sia qualche vecchio
domestico che abbia visto o udito qualche
cosa?
Me ne informer, signore, e vi terr informato.
D'accordo. Cercate di vedere Maddalena
in questi giorni, ditele che l'aspetto e
che non tema niente. Cara piccina, che vita
ha fatto a Cadeilles, vicina a quella vecchia
parente che, da quanto ho capito, deve avere
un carattere poco piacevole!
 un'anima esulcerata dalla disgrazia
fisica. Tuttavia  la sola a Cadeilles che abbia
avuto un po' di bont per l'orfana. Inoltre
le ha dato una istruzione piuttosto estesa,
giacch la signora di Movis non ha voluto
spendere neppure per questo ed ha profittato
della parente povera per non mettere in collegio
la fanciulla.
Che razza di donna! disse Karol con
disprezzo. E sar costretto a vederla ancora
per qualche tempo, a farle buon viso...
fino a quando non avr il diritto di proteggere
Maddalena.
Cos parlando, il sacerdote e Karol erano
usciti dal pergolato. Il giovane guard con
piacere il giardino ben coltivato e ne compliment
il buon prete. Poi gli consegn una
generosa offerta per la chiesa e si accomiat,
accompagnato fino alla porta dal sacerdote
che lo guard allontanare pensando:
Povera Maddalena, che fortuna avr se
il progetto del giovane ander a buon fine!
Passare da una situazione cos penosa a
quello di sposa felice!... Ma sapr davvero
renderla felice quel giovane? I successi nell'arte,
le adulazioni femminili, la ricchezza,
non lo avranno guastato? Speriamo bene! Mi
 parso buono e leale. E poi, senza di lui,
che ne sarebbe di quella bambina? Soltanto
una protezione come la sua pu toglierla agli
intrighi della signora di Movis, e giacch egli parla di matrimonio...
Scotendo la testa, il reverendo torn nel
giardino dove riprese a vangare, con meno
lena per, giacch pensava a quanto gli era
stato rivelato dal giovane polacco; e ripensava
ai sospetti che gi gli erano balenati
alla mente riguardo al modo di agire della
signora di Movis verso il defunto castellano.
Lasciando andare la vangaconcluse:
Bisogna che vada a trovare la vecchia
Maria. Forse da lei potr sapere qualche cosa.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Karol doveva partire il giorno dopo. L'ultimo
pomeriggio fu dedicato a una gita, gi
fissata in precedenza, e dalla quale gli ospiti
tornarono soltanto all'ora di pranzo. La sera,
in salotto, Karol domand:
Non avr il piacere di salutare la signorina
di Norhac prima di partire?
Non gli era sfuggita, la contrariet della
signora di Movis e di Tebaldo quando egli
chiamava con quel nome Maddalena, e si
divertiva a ripeterlo.
A quest'ora  a letto, rispose Vincenza
con il suo pi bel sorriso. Deve coricarsi
presto, per via della sua salute.
Ma domattina? Io non partir prima
delle dieci.
Eh, s, domattina... senza dubbio!
Si alza molto tardi, ribad Fernanda.
Guardava il giovane pittore con un ardore
che avrebbe sciolto il gelo... ma non quello
che, a suo riguardo, racchiudeva il cuore del
giovane.
Ebbene, aspetter.
Fernanda strinse le labbra troppo rosse,
poi disse con una risatina forzata:
Dopo tutto, la vedrete tra quindici giorni,
quella modella pi unica che rara! Ricordo
che ne eravate entusiasta anche sei
anni fa, quando la dipingeste in riva al ruscello.
Eppure allora non era bella.
Aveva gi occhi e capelli meravigliosi.
Ho dimenticato di domandarle se ha conservato
lo schizzo che le feci allora.
Vincenza si ritrasse di scatto nell'ombra.
Non glielo detti, allora, signore. Era
troppo piccina, e quel disegno aveva un gran
valore. Lo serbai io, per consegnarglielo in
seguito.
Gli occhi di Karol lampeggiarono, e la
sua voce era freddamente ironica quando rispose:
Foste cauta, signora, e questo mi procurer
il piacere di consegnare io stesso quel
disegno alla signorina di Norhac, se volete
rendermelo.
Certo! Ve lo far portare subito in camera.
Che ragazza fortunata! esclam la
signora di Breille con uno sguardo estasiato
verso Karol. Avr la gloria di figurare in
un vostro bel quadro!
Una gloria che nella sua ignoranza non
apprezzer debitamente, disse Fernanda,
aspra.
 ci che mi piace in lei, signorina. Se
molti avessero la semplicit e il candore di
vostra cugina mi sentirei pi disposto a tollerare
le complicate anime che compongono
la nostra societ.
Una semplicit e un candore che non
tarderanno a naufragare!
La riflessione era di Tebaldo, che la enunciava
in tono ironico.
Che ne sapete? disse freddamente
Karol.
Nessuna donna, fosse anche la perfezione
in persona, resisterebbe alle tentazioni
dell'orgoglio, nelle circostanze in cui si trover
mia cugina.
Calcava leggermente su queste ultime parole.
Nessuna donna? Che scetticismo, di
Movis! Eppure non potete avere ancora una
grande esperienza.! Quanto a me, a rischio
di apparirvi molto ingenuo, confesso che preferisco
confidare nella virt femminile.
Ingenuo voi? Nessuno oserebbe giudicarvi
tale! protest la signora di Movis.
Dite piuttosto che siete troppo buono,
troppo indulgente.
Che volete? Sono incorreggibile; non
cambio.
Poco dopo Karol si accomiat dai suoi
ospiti.
Nel suo appartamento trov Vojciedi, il
suo servitore polacco, che preparava la camera
per la notte. Karol gli chiese:
Sapete dov' la camera del signorino
Luigi?
S, signore; in un corridoio qui vicino.
Andate a vedere se c' e ditegli di venire
un momento qui da me.
Qualche istante dopo Luigi entrava visibilmente
sorpreso e inquieto per quella chiamata.
Caro Luigi, ho bisogno che tu mi faccia
un favore.
Felicissimo, signore!
Poco fa ho espresso alla signora di Movis il desiderio di salutare tua cugina prima
di partire; ma prevedo che trover il mezzo
di non farmela vedere. E siccome, oltre tutto,
non vorrei che ella fosse presente al nostro
colloquio, ti sarei grato se tu volessi aiutarmi
a veder Maddalena. Ben s'intende che assisterai
al nostro incontro, affinch, se qualcuno
ci vedesse, non possa malignare sul
conto della signorina di Norhac.
Luigi riflett un momento, poi disse:
Ieri mattina, mentre facevo un giretto
nel parco, verso le otto, vidi Maddalena seduta
su una panchina vicino alla vasca di
Flora. Scambiammo qualche parola, e mi
disse che la cugina Serafina la manda tutte
le mattine a prendere un po' d'aria prima
che faccia troppo caldo.  probabile dunque
che anche domattina sia in quello stesso posto
che le piace molto perch  appartato,
lontano dai viali principali.
Sicch domattina andremo l insieme,
caro Luigi. Dove ci ritroveremo, per non dare
nell'occhio?
Al chiosco cinese, se volete. Non  lontano
dal punto dove vogliamo recarci.
Va bene. Dimmi, Luigi, come stava?...
Aveva miglior cera?
Mi sembr di s, signore.
Spero che ora non la facciano sfaccendare.
No, in questo momento no.  ancora
troppo debole, del resto; non potrebbe.
N ora n mai, spero! La signora di
Movis non vorr condurmi una modella malandata.
Il viso pallido del giovinetto si alter e i
suoi occhi tristi si nascosero un istante sotto
le palpebre frementi.
Karol gli prese la mano e gliela strinse
amichevolmente.
Vai, ora, mio caro, e grazie.
Vi ringrazio io di avermi dato l'occasione
di essere utile a voi... e anche a Maddalena!
rispose Luigi, felice.
Karol, guardandolo uscire, pens commosso:
Povero ragazzo, vorrebbe riparare le in
giustizie dei suoi verso sua cugina. Avrebbe
molto da fare, giacch mi convinco sempre
pi che la mia cara Maddalena  vittima di
una serie di odiosi intrighi.
Quella notte Karol dorm poco. La vicenda
nella quale s'ingolfava per amore di Maddalena
piaceva alla sua anima rimasta appassionata
e cavalleresca, sotto i suoi modi
mondani. Ci nonostante era abbastanza giudizioso
per non sottovalutare le difficolt che
lo attendevano, deplorava di non avere accanto
a s il padre per aiutarlo, per appoggiarlo
con la sua autorit.
Appena sar a Parigi gli mander un cablogramma
pregandolo di tornare per un affare
urgente. Dovr anticipare solo di una
settimana o due il suo ritorno, e sono certo
che lo far volentieri.
Prima delle otto Karol usc piano piano
da una porta, di servizio e si rec al vecchio
chiosco che arieggiava vagamente allo stile
cinese, ed era stato costruito da un Norhac
amatore dell' Estremo Oriente, che aveva
riempito il salone di Cadeilles di oggetti,
alcuni dei quali molto interessanti. Luigi
giunse dopo cinque minuti e si scus.
Non ti scusare, ragazzo mio; io sono in
anticipo. Forse  ancora troppo presto per
trovare tua cugina?
Non credo, signore.
Presero per un vialetto alquanto trascurato,
fiancheggiato da arbusti invadenti. Osservando
che Luigi ansimava un poco, Karol
chiese:
Che hai? Mi pare che tu respiri male.
Sono malato di cuore, signore.
Ti curano?
S; l'anno scorso mia madre mi condusse
da uno specialista che mi prescrisse
delle cure e mi raccomand di non affaticarmi.
E gli obbedisci?
Per forza. Non posso fare la vita degli
altri ragazzi della mia et.
Vi era una malinconica rassegnazione nell'accento
del giovinetto.
Ma migliorerai. Curandoti bene...
Non ci tengo.
Quel tono di doloroso distacco commosse
Karol, che lo prese affettuosamente a braccetto.
Via, Luigi, che dici? Alla tua et non
si ammettono certe idee.
Alla mia et si pu soffrire molto, signore.
Caro ragazzo, non devi montarti troppo
la testa su... certe cose. Tutto si sistemer,
non dubitare, e senza pregiudizio per nessuno.
Luigi gli dette uno sguardo di fervida riconoscenza.
Grazie della vostra indulgenza, signore,
della vostra compassione. Ma prima di tutto
pensate a Maddalena;  tanto abbandonata,
cos priva di affetti... e di tutto.
Giungevano in quel momento in fondo al
viale che sboccava in uno spiazzo in mezzo
al quale era una vasca, circolare di pietra,
resa verdastra dai secoli. Una Flora, snella
fanciulla incoronata di fiori, annerita dal
tempo, sorgeva, nel centro di quella vasca,
piegando da trecento anni una panierina
colma di rose verso l'acqua sempre limpida,
perch veniva continuamente rinnovata da
una sorgente che sgorgava nel parco di Cadeilles.
Maddalena era seduta su una panchina. Il
sole, gi abbastanza alto, filtrava i suoi raggi
luminosi attraverso il fogliame dei magnifici
faggi che formavano in quel punto una volta
maestosa. Tra le fronde, gli uccellini cinguettavano
allegramente, e impedivano alla
fanciulla di udire il rumore dei passi dei due
che arrivavano, finch non furono vicinissimi
a lei.
Allora ella sussult, mand una lieve esclamazione,
e il suo viso pallido divenne improvvisamente
roseo.
Sono venuto a salutarvi, signorina,
disse Karol inchinandosi perch parto tra
due ore. Vado a disporre per il vostro soggiorno
a Chiarafonte. Volevo prima dirvi
che potete fare assegnamento sulla mia amicizia,
sulla mia piena devozione.
Come? Vi siete disturbato per me?
Le parole, la visibile confusione di Maddalena
rivelavano quanto ella fosse avvezza, a
esser tenuta in dispregio, e mostravano anche
la candida semplicit della sua anima
che, nella premura di Karol, vedeva soltanto
la bont di un uomo generoso, cavalleresco,
verso una bambina infelice.
Karol sorrise, commosso, e rispose allegramente:
S, soltanto per voi, piccola solitaria!
Prima di tutto volevo vedere se vi siete rimessa..
Permettete che mi sieda un momento?
Ho molte cose da dirvi.
Si sedette sulla panchina mentre Luigi, per
discrezione, si avvicinava alla vasca, dove
l'acqua sembrava punteggiata d'oro.
Prima di tutto, devo consegnarvi questo...
Karol pos sulle ginocchia della fanciulla
un piccolo rotolo.
Che cos'? ella chiese, sorpresa.
Quando andai via di qui, sei anni fa,
consegnai alla signora di Movis lo schizzo
che avevo fatto di voi. Ricordate il primo
giorno che ci vedemmo?
Oh, s, benissimo!
L'avevo pregata di darvelo da parte
mia, come ringraziamento. Ieri seppi per
caso che quella brava signora lo aveva tenuto
per s con la scusa che a quell'epoca eravate
troppo giovane, e che avreste potuto smarrirlo
o sciuparlo. Le ingiunsi di rendermelo,
per potervelo dare io stesso, ed eccolo qui.
Maddalena apr il foglio: sulla riva del ruscello,
una bambina, con i lunghi capelli
sciolti sulle spalle, teneva i piedini immersi
nell'acqua schiumeggiante. Su un angolo del
foglio lesse la firma: Karol Wienkiewicz.
I suoi begli occhi si alzarono sul giovane
con un'espressione di contentezza..
Grazie, grazie! Lo terr come un prezioso
ricordo. Infatti, non sapevo...
 una delle mille piccole indelicatezze
abituali alla vostra cara parente. Se almeno
non ne avesse commesse di ben pi gravi
verso di voi! Ma lasciamo andare, ora, il
tempo stringe e preferisco che la signora di
Movis non sappia niente di questo nostro
incontro.
E... suo figlio?
Non dir niente. Avete un amico in lui,
un amico che vi compiange di vero cuore. Mi
sono appunto rivolto a lui per vedervi stamattina.
Vi aveva incontrata qui, e mi ha
detto che probabilmente vi ci avrei trovata.
Infatti ieri parlai con lui. S, ha una
fisonomia simpatica e non mi sembra felice.
Infatti, credo che soffra, molto... soprattutto
di ci che sa o sospetta di sua madre.
Sapeva anche che eravate stata rinchiusa
nella prigione della Torre. Ma a proposito:
perch non me lo diceste?
Non so... vi vedevo gi tanto in collera
con la signora di Movis.
Infatti, ero fuori di me quando lo seppi
da Luigi. Povera cara!
Prese la mano di Maddalena e la strinse a
lungo. Il suo sguardo commosso avvolgeva il
visino arrossato dalla commozione, nel quale
gli occhi brillavano di gioia.
Non ha importanza, ormai  cosa passata.
Spero che da ora in avanti non sar
pi cos cattiva con me.
Diamine! Ormai avete un cavaliere per
difendervi, signorina... un cavaliere devotissimo.
Ella abbass gli occhi, abbacinata dallo
sguardo ardente di Karol.
Ieri andai a trovare il curato Darlannes
e parlammo di voi. Anche lui ora ha dei
sospetti sul comportamento della signora di
Movis verso il defunto signor di Norhac. Se
qualche cosa, non andasse bene, da ora fino
alla vostra partenza, confidatevi in lui ed
egli mi avvertir. Inoltre l'ho pregato di cercare
qualche persona che sia vissuta nell'ambiente
del defunto e che possa portarci una
seria testimonianza contro la signora. Insomma,
cara, sappiate che non siete pi sola,
abbandonata.
Tutto per merito vostro! Quanto vi sono
grata!
Ebbene, un giorno o l'altro me ne darete
la prova, disse lui con un sorriso felice.
Vi dir a suo tempo in qual modo.
Sentiamo: non avete niente da domandarmi
prima che parta?
Vorrei sapere se devo parlare alla signorina
di Grandy dei vostri progetti contro
la signora di Movis. Le ho detto soltanto che
volevate avermi per modella in uno dei vostri
quadri.
 una persona sicura?
Oh, s! Ho capito che nonostante la sua
aria, burbera mi vuole bene, e che detesta la
signora di Movis. Io non le nascondo mai
nulla.
Allora raccontatele tutto. Forse potr
esservi utile in seguito, se sa o sospetta qualche
cosa di losco a carico della signora, di
Movis. Una testimonianza che da sola vale
poco, diventa probante se viene a rinforzarne
altre.
Non so che cosa possa sapere. Non me
ne ha mai parlato. A cagione della sua condizione,
e forse anche per il suo carattere
chiuso, si  sempre mostrata molto riservata
e non mi ha mai parlato n dello zio Enrico
n di mio padre.
Non ha mezzi?
Niente, il signor di Norhac le passava
un assegno mensile, e la signora di Movis ha
continuato... diminuendolo.
Karol sorrise con disprezzo.
Ah!... E non le passava qualche cosa
perch pensasse a voi?
S, ma ben poco.
Karol dette un rapido sguardo all'abito
consunto, alle vecchie scarpe che calzavano
i bei piedini, al misero scialle che copriva
le spalle della fanciulla. La sua mano forte
strinse con maggior forza quella fremente di
Maddalena.
Verranno per voi nuovi tempi. Sperate.
Non conoscerete pi la miseria, la solitudine,
l'abbandono. Ora., arrivederci... a Chiarafonte!
Baci le dita di Maddalena e si alz. Avvolse
per l'ultima volta la fanciulla in uno
sguardo amorevole e ripet:
Arrivederci, Maddalena.
Si allontan, seguito da Luigi, che aveva
rivolto alla cugina un amichevole cenno di
saluto.
Maddalena rimase a lungo immobile, le
mani abbandonate sulle ginocchia. Sentiva
nell'anima una profonda tristezza e una nascente
gioia: tristezza nel vedere allontanare
colui che diceva di essere il suo difensore,
gioia per averlo rivisto, per averne udita la
voce, per la certezza di poter confidare in
quell'amicizia sincera e attiva che vegliava
su lei. E provava anche una certa ingenua
sorpresa per l'interessamento che quello straniero
elegante, quell'artista celebre, dimostrava
a lei, povera, ignorata da tutti, disprezzata dai parenti.
Karol Wienkiewicz!... Spiegava il foglio e
guardava a lungo la firma tracciata, dal giovane
pittore; poi osservava la modella: una
bambina dai grandi occhi pensosi ma spauriti.
Sorrise, pensando al primo incontro con
Karol, allo spavento che aveva provato, alla
sua timorosa sottomissione, alla volont del
giovane straniero. Ora non aveva pi paura.,
ma, come nel passato, si lasciava guidare volentieri
dall'affascinante e autoritario Karol
che era entrato cos impensatamente nella sua esistenza di orfana infelice.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
I Movis e i loro ospiti erano riuniti nel
vestibolo per salutare Karol. Questi, con la
sua solita amabilit, baciava la mano alle signore,
stringeva quella degli uomini, rispondeva
con garbata disinvoltura alle parole di
rimpianto che tutti gli rivolgevano.
Ci rivedremo quest'inverno... se non
andr nel Mezzogiorno. Dipender da varie
cose. A presto, signora! Siamo d'accordo,
non  vero? Vi aspetto il giorno fissato.
Queste parole erano rivolte alla signora di
Movis, sorridente e pi soave che mai.
Pienamente d'accordo. Saremo a Chiarafonte
il quindici di luglio.
Se i vostri uomini non avessero intenzione
di tornare a Parigi, posso mandare a
prendervi con una delle mie macchine.
Ci ritorniamo anche noi, disse Tebaldo
ma siccome ci sar in pi Maddalena,
e mancheranno i posti, mio padre e
Amata andranno in treno.
Lo sguardo sorpreso e scontento che la signora
di Movis rivolse al figliuolo, fece capire
ai Karol che quello che aveva detto era
contrario alla volont materna.
In tal caso,  molto pi semplice che
usiate la mia macchina. Cos partirete tutti
insieme e sarete pi comodi. Ve la mander
due giorni prima della partenza.
Siete troppo gentile! disse Vincenza
con compunzione. Infatti, sar molto pi
comodo.
Che buona idea avete avuto! esclam
Fernanda con uno sguardo eloquente.
Lieto di potervi essere utile. Sar un
ben misero ringraziamento per la vostra gentile
ospitalit.
Il tono era cortese, ma freddo. Ne traspariva
la semplice cortesia dell'uomo ben educato
che non pu sottrarsi all'obbligo di ringraziare
degli ospiti che si sono sforzati di
riuscirgli graditi.
Ospitalit che saremo sempre lieti di
offrirvi! disse Vincenza con calore.
Spero di rivedere un giorno o l'altro
questo vecchio Cadeilles, dove ho trascorso
momenti piacevolissimi. A presto, signora, e
conducetemi la vostra giovane parente in
buona salute. Ho bisogno di una martire che
abbia cera migliore, ve ne ritengo responsabile,
signora.
Le ultime parole furono pronunziate in
tono scherzoso, ma risonarono come un avvertimento
per l'astuta Vincenza. Il suo viso
sempre imperturbabile ebbe una leggera contrazione,
ma gli occhi non si abbassarono
sotto lo sguardo imperioso che conteneva una
minaccia.
Per quanto sta in me, siate certo che
avr buona cera, ella rispose con grazia.
Quando l'automobile che portava via Karol
si fu allontanata, la maggior parte degli
ospiti di Cadeilles che si trattenevano qualche
altro giorno al castello tornarono in
casa; gli altri seguirono Fernanda per una
partita, a tennis.
Tebaldo prese a braccetto la madre e la
trascin verso la scala.
Ho bisogno di parlare un po' con te,
disse a bassa voce. Devi darmi delle spiegazioni.
Quali spiegazioni?
Senza rispondere, Tebaldo cominci a salire
la scala, e la madre dovette seguirlo, con
evidente malavoglia. Entrarono nel salottino
di Vincenza. Tebaldo lasci il braccio della
madre e si sedette su una comoda poltrona.
S, mamma, voglio alcune spiegazioni.
L'altro giorno mi dicesti che avevi promesso
a Karol Wienkiewicz di condurgli Maddalena,
ma che non avevi l'intenzione di mantenere
questa promessa;  vero?
S.
Senza meravigliarsi delle maniere del figliuolo,
alle quali era avvezza, ella si sedette
a sua volta e appoggi il gomito a un
tavolino.
Sei sempre della stessa idea?
No.
Il monosillabo scivol piano piano dalle
labbra di Vincenza.
Ah! Perch?
Perch ho capito che sarebbe pericoloso
per noi scherzare con quell'uomo perspicace.
Un lampo pass nello sguardo di Tebaldo,
ma la sua voce rimase calma mentre rispondeva:
Pericoloso? Sotto qual punto di vista?
Forse perch si verrebbe alla rottura della
nostra relazione con lui? Eppure tu, moglie
del tutore della ragazza, sei padrona di disporne
come meglio credi.
La signora di Movis appoggi la guancia
sulla bella mano scintillante di anelli preziosi.
Nel suo viso non si notava alcun turbamento,
mentre ribatteva con calma:
Tebaldo, sei ormai maggiorenne; sei un
ragazzo intelligente, senza troppi pregiudizi.
Voglio dunque dirti questo: feci tutto il possibile
per evitare che lo zio Enrico rivedesse
Rolando. Quando questi gli scrisse, sottrassi
la sua lettera; quando arriv qui, gli
impedii di giungere fino allo zio; e quella breve
ma dura lite tra me e lui provoc la sua
morte. Con l'aiuto di Celina montai la guardia
al letto dello zio affinch nessuno si avvicinasse
a lui, se non in nostra presenza.
Egli non seppe mai dell'esistenza della figlia
di Rolando.
Insomma, ti sei resa colpevole di circonvenzione?
Esattamente. Me lo rimproveri?
No davvero! Al tuo posto avrei fatto
altrettanto.
Vincenza sorrise. Il cinismo del figlio era
pari al suo. Erano proprio fatti per intendersi.
Ma non vedo che cosa abbia a che fare
tutto questo con Karol Wienkiewicz, soggiunse
Tebaldo.
Purtroppo ci ha che fare, perch mi
sono accorta che costui ha dei sospetti, capisci?
Si  incapriccito di Maddalena, l'ha
presa sotto la sua protezione, e interrogandola,
informandosi forse da altre persone,
deve aver capito che  stata defraudata. Allora
cercher di farle rendere giustizia.
Gli occhi di Tebaldo erano diventati quasi
neri dalla collera.
E credi che troverebbe delle prove?
Spero di no... ma non si sa mai. Di
Celina non mi fido. Bench la paghi bene,
non esiterebbe a parlare se le venisse offerta
una bella somma. Altri servi possono avere
avuto dei sospetti. In somma, io penso che sia
meglio non contrariare un avversario come
quello, che dispone di tanta autorit e di
tanto denaro.
Cosicch lascerai che si comporti a modo
suo con Maddalena?
Il tono aspro dell'accento del figlio colp
la signora di Movis. Lo guard, ma non lesse
nel suo viso nessun risentimento.
Non ci posso far nulla, rispose.
E perch rischiare di avere delle gravi noie
per quella ragazza?
E Fernanda? chiese ironicamente
Tebaldo.
La signora di Movis alz le spalle.
Fernanda? Purtroppo, almeno per ora,
non c' niente da sperare. Egli si cura di lei
come di questa; guarda!
E dando un biscotto sul vestito, ne fece volare
una piuma che vi era rimasta attaccata.
Quell'odiosa Maddalena  venuta a interporsi.
Potessi un giorno farglielo scontare!
Ma per ora bisogna sviare i sospetti
di Karol Wienkiewicz. Perci la tratteremo
come una principessa... o quasi.
Tebaldo si era tolto di tasca un astuccio
d'argento e, presa, una sigaretta, l'accese con
calma, mentre sua madre riprendeva con un
perfido sorriso:
Non potr pi rammaricarsi di noi, ora!
A proposito, perch hai detto al signor Wienkiewicz
che Amata doveva andare in treno
con suo padre, mentre avevamo deciso che
vi sarebbe andata Maddalena?
Perch ho pensato che forse non sarebbe
stato simpatico, di fronte a lui, mostrare che
volevamo escluderla dalla nostra compagnia.
Ah! Sicch anche tu avevi sentito la
necessit di non avversare menomamente il
capriccio del nostro ospite?
S... se vogliamo restare in buoni rapporti
con lui.
Tebaldo rise ironicamente e continu a fumare.
Poi si alz.
Domani bisogna che vada a Pau a comprarle
un po' di corredo, disse la signora
di Movis. Sar una bella spesa! Avrei dovuto
tenerla chiusa addirittura durante il
soggiorno del signor Wienkiewicz.
S, avresti fatto bene! disse Tebaldo
tra i denti.
Mentre si dirigeva verso la porta, sua madre
chiese:
Dunque tu mi approvi, figliuolo, di aver
fatto tutto questo per entrare in possesso dell'eredit,
a vantaggio tuo e delle tue sorelle?
Altrimenti sareste stati poveri.
Non soltanto ti approvo, te lo ripeto...
ma anche ti ringrazio.
Toltosi la sigaretta di bocca, prese la mano
della madre e la baci. I loro sguardi s'incontrarono
ed entrambi ebbero lo stesso sorriso
felino che pareva dire: Come ci comprendiamo
bene!.
Nei giorni seguenti vi furono alcuni imprevisti
nella vita di Maddalena. Il viaggio
a Pau fu un avvenimento per lei, che non era
mai uscita da Cadeilles; ma la esosa compagnia
di Vincenza le imped di goderne. Eppure
la signora di Movis non era pi sgarbata
con lei e la trattava con apparente benevolenza.
Fernanda fingeva di non badarle
e le voltava le spalle quando la incontrava.
Maddalena non si affliggeva di quel contegno,
perch non aveva nessuna simpatia per
la cugina; e sarebbe stata contenta se
Tebaldo avesse fatto come la sorella. Ma non
era cos. Due giorni dopo la partenza di Karol,
le si era avvicinato nel parco mentre
faceva una passeggiata. Sulle sue labbra errava
il sorriso felino che ella detestava.
Prima che avesse potuto scansarlo egli le
aveva afferrato una mano e gliela stringeva
con forza.
Stai gi meglio, cara Maddalena, non 
vero?
Ella ritir la mano e fece un passo indietro.
Certo; mi  stato alleggerito il lavoro,
e non sono stata pi chiusa di notte nella
Torre del Re! rispose.
Questa non ti  andata gi, eh? Del resto,
lo capisco. Mia madre ti ha trattata con
troppa severit, credendo di agire per il tuo
bene. Gliel'ho rimproverato, ed ella ha dovuto
darmi ragione. Ormai, cara cugina, sarai
trattata, diversamente. L'aria buona della
vallata di Chevreuse ti far rimettere del
tutto... e anche la soddisfazione di posare
per Karol Wienkiewicz ti giover, sar una
gioia per te, non  vero?
Non lo nego.  un grande onore per una
povera ragazza come me, essere scelta, da un
tale artista!
Davvero! Ma prosegui pure la tua passeggiata,
Maddalena. Ti far compagnia.
No, torno a casa;  tardi.
Si era voltata, rapidamente, ansiosa di sottrarsi
a quegli occhi che la fissavano con uno
sguardo languido e scintillante.
Bene. Torno indietro anch'io.
E cominci a camminarle a fianco, parlandole
di Parigi, dove ella stava per recarsi;
gliene descriveva le strade, i monumenti, i
negozi di lusso. Maddalena affrettava il passo
con il desiderio di liberarsi da quell'antipatica
compagnia. Vicino al castello incontrarono
Celina che lanci loro un'occhiata ironica..
Ai piedi della Torre Bianca, Tebaldo
si ferm.
Arrivederci, cuginetta. Abbiti cura, per
diventare ancora pi bella.
Arrivederci, signore.
Accentu l'ultima parola, poi entr nella
torre.
Tebaldo la guard sparire e aggrott le
sopracciglia. Poi ridacchi, e disse sottovoce
con ira repressa:
Tu hai il cuore pieno del tuo Karol,
bella mia, ma se io ti amassi, ti farei mia a
dispetto di tutti i Karol del mondo!
Quando Maddalena ebbe raccontato alla
signorina Serafina che Tebaldo le si era accompagnato
nel parco, la vecchia signorina
si accigli, riflett un istante, poi disse:
Diffida di lui, bambina mia.  falso e
malvagio come sua madre. Cerca di evitare
questi incontri, sar bene.
Era facile a dirsi, ma non a farsi. Tornando
di buon'ora dalla Messa, due giorni
dopo, Maddalena fu raggiunta per la strada
da Tebaldo che le si mise a fianco. Per fortuna
incontrarono quasi subito Luigi; anche
lui veniva dalla chiesa. Tebaldo guard con
rabbia il fratello, poi affrett il passo e incit
anche gli altri ad affrettarlo, dicendo che
forse stava per piovere. Luigi cominci presto
ad ansimare; durava fatica a stargli dietro.
Maddalena, accorgendosene, rallent.
Vostro fratello non pu andare di questo
passo, osserv.
Ebbene, vada pi piano, nessuno glielo
proibisce. Seguimi tu, ch tra poco ci sar
l'acqua in terra.
Come se non avesse udito, Maddalena rimase
accanto a Luigi, regolando il proprio
passo con il suo. Tebaldo, pieno di rabbia,
stette loro a pari, senza dire pi una parola.
Soltanto quando furono vicini al castello afferr
la mano che Maddalena non gli tendeva
e la strinse tanto forte da strapparle un
grido.
Tebaldo, ma che fai? esclam Luigi.
Tebaldo rise.
Mi perdoner se le provo un po' duramente
il mio affetto.
Non  la prima volta che mi date simili
prove, disse Maddalena con disprezzo.
Ah! Ricordi lo schiaffo che mi permisi
di dare a una bimbetta impertinente che mi
contraddiceva?! Non lo hai dunque dimenticato,
cara cugina?
Quel tono ironico fece esplodere lo sdegno
di Maddalena.
Ci sono molte cose che non ho dimenticate,
signore... e Dio solo mi dar la forza
di perdonarle.
Oh, le perdonerai, le perdonerai certamente!
E con una risatina sarcastica se ne and.
Luigi, se non fossi una cristiana e non
temessi di far peccato, odierei vostro fratello!
mormor Maddalena che tremava dalla collera.
Lo capisco.  odioso, infatti. Diffidate
di lui, Maddalena!
Me lo ha detto anche Serafina.
Ha fatto bene.  un malvagio!
Poi, temendo di aver detto troppo, Luigi
si allontan, non senza avere stretta la mano
alla cugina.
Maddalena si diresse verso la Torre Bianca.
Mentre entrava sotto la volta, Celina comparve
all'entrata del corridoio che metteva
in comunicazione con l'edificio principale.
Ebbene? Si fa la bella vita ora, eh? E il
signorino Tebaldo  molto gentile, vero?...
Siete una furbacchiona! I due galletti si pizzicheranno
uno di questi giorni, ma sceglierete
quello meglio provvisto, s'intende!
Una risataccia insolente punteggi quest'ultima
frase, e siccome Maddalena si avviava
per la scala, come se non l'avesse udita,
la voce malignamente beffarda della donna
prosegu:
Siete una santarellina, e con i fiocchi!
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Il castello di Chiarafonte era stato costruito
nel Settecento. Un certo barone di
Louvires, avendo la moglie di salute delicata.,
aveva fatto costruire per lei, nella vallata
dell'Yvette, il piccolo castello circondato
da giardini. Durante l'emigrazione la
sua unica figlia aveva sposato un polacco, e
dai discendenti di costui Karol aveva, acquistato
due anni prima quella graziosa dimora.
Quando i suoi ospiti scesero dall'automobile,
egli era a riceverli. Il signor di Movis
e Tebaldo si erano fermati a Parigi; Amata
aveva raggiunto alcuni amici a Foamp;
Maddalena era dunque arrivata con Vincenza,
Fernanda e Luigi, che Karol aveva
invitato, insistendo sulla sua cattiva cera.
La fanciulla si sent subito avvolta dallo
sguardo di quei cari occhi il cui ricordo le era
rimasto impresso nel cuore.
Vi rispose con un timido sorriso, e per un
istante un bel colorito ravviv il pallore delle
sue guance.
Non siete troppo stanca del viaggio, signorina?
chiese Karol dandole la mano.
S, un poco; non sono avvezza a viaggiare.
Eppure abbiamo fatto delle tappe piuttosto
brevi! osserv Vincenza sorridendo
amabilmente a Karol. Inoltre, ho pregato
il vostro autista di tenere una velocit moderata,
cosa che non riesco mai a ottenere da
Tebaldo.
Ora dovete riposarvi, disse Karol rivolgendosi
alla fanciulla. Ma entriamo in
casa, ve ne prego, signore; mia zia vi attende.
Nel vestibolo, dall'impiantito a scacchi di
marmo bianchi e neri, partiva una scala di
pietra dagli ampi scalini. Una signora piccoletta
apparve sulla soglia di una porta adorna
di fini intagli. Sulla cinquantina, bruna, vivace,
elegante, appariva, ancor giovane.
Cara donna Clara, sono ben lieta di rivedervi!
esclam Vincenza.
E io lietissima di accogliervi insieme
alla vostra bella Fernanda e a questa graziosa,
piccina!
Aveva stretto la mano a Vincenza e alla figlia,
e ora andava verso Maddalena. I suoi
occhi neri, briosi, accoglienti, fissavano la
fanciulla intimidita.
S, carina davvero! Non avevi esagerato,
Karol. Voglio darvi un bacio.
Baci su ambo le guance Maddalena che
arross di confusione e di gioia a s festosa
e affettuosa accoglienza.
Fernanda, a labbra strette, dissimulava a
stento la rabbia che provava vedendo accolta
in tal modo colei che ella detestava. Vincenza,
che considerava la scena con aria benigna,
approv con un cenno della testa
quando Karol disse a donna Clara:
Ora  meglio che conduciate la signorina
di Norhac nel suo appartamento, cos
potr riposarsi. Fatele portare il t in camera.
Intanto lo far servire qui per le signore
e per il caro Luigi.
Benissimo, disse la zia. A tra poco,
care signore. Venite, signorina.
Prese a braccetto Maddalena e la condusse
verso la scala. Al primo piano apr una porta,
dicendo:
Eccovi in casa vostra.
Non appena varcata la soglia, Maddalena
si ferm. La camera che le veniva destinata
era arredata con la pi delicata eleganza.
Mobili del Settecento, tende, soprammobili,
tutto era disposto con raro buon gusto.
 troppo, troppo bella!... mormor
stupefatta., abbagliata.
No, cara piccina.! Niente  troppo bello
per una cos deliziosa fanciulla. Guardate
anche qua.
Accanto c'era un salottino affrescato da un
contemporaneo del Roucher: vi erano rappresentate
le quattro stagioni. In un vaso di
Svres alcune magnifiche rose attrassero l'attenzione
di Maddalena.
Vi piacciono i fiori? chiese donna
Clara che la osservava con crescente benevolenza.
Moltissimo!
Le ha colte mio nipote e le ha messe l
lui. Ha fatto fare parecchi cambiamenti in
queste due stanze la cui disposizione non gli
piaceva pienamente. I tappezzieri hanno fatto
prodigi perch tutto fosse pronto oggi. Ma
quando Karol vuole una cosa, la ottiene.
 terribilmente autoritario. Ve ne siete accorta?
Rideva, guardando con malizia Maddalena.
S, ma pi che altro mi sono accorta che
 molto buono! rispose la fanciulla, commossa.
Quanto a questo, non v'ingannate! Ha
un nobile cuore. Se dovessi tesserne le lodi
non finirei pi! E voi, invece, avete bisogno
di riposo. Ma prima rifocillatevi. Vi
mando subito la cameriera. Ci rivedremo a
pranzo.
Donna Clara usc e Maddalena si trov
sola, ancora tutta stordita, nel ritrovarsi, lei,
la povera abbandonata., in mezzo a quel lusso,
in quelle stanze che erano state preparate per
lei, donna Clara lo aveva detto, da Karol
Wienkiewicz!
Una profonda gratitudine le invase il cuore
e un'ondata di gioia l'avvolse. Dimenticava
la noia del viaggio, amareggiato per lei dalla
presenza di Tebaldo che aveva fatto in modo
di trovarsi nella macchina nella quale avevano
preso posto il padre e Maddalena, mentre
la signora di Movis si sistemava nell'altra
con le figliuole e Luigi. Durante tutto il
percorso il cugino l'aveva trattata con una
premura mista ad arroganza, che ella aveva
dovuto subire con segreta irritazione, ma con
palese freddezza. Per fortuna egli era rimasto
a Parigi! Perci lo avrebbe visto soltanto
nelle rare visite che avrebbe fatto a Chiarafonte.
Si avvicin a una finestra e alz la tendina.
I giardini, graziosamente disegnati, si stendevano
fino a un boschetto illuminato dal
sole vicino al tramonto.
Maddalena contemplava con meraviglia le
aiuole fiorite. Poi si volse e si avvicin al tavolino
rotondo sul quale era posato il vaso
con le rose. Ne aspir il soave odore. Erano
le rose di Karol!... Maddalena ne sfior una
con le labbra.
Il giorno dopo Maddalena cominci a posare
nello studio che Karol aveva sistemato
l'anno prima ricavandolo da un'antica limonaia.
Le pareti erano piene di suoi dipinti; una
tenda di seta verde mitigava la luce che proveniva
dalla grande vetrata che ricopriva
l'antica serra. Alcune statue di marmo, qualche
vaso prezioso con foglie di palme disseccate
per ornamento, abbellivano lo studio
dove Karol non aveva avuto ancora occasione
di lavorare.
La signora di Movis assisteva alle sedute
di posa, n Karol poteva opporvisi. Ma egli
disse alla zia:
Offrile di sostituirla almeno ogni tanto,
per risparmiarle la noia. L'idea di averla
sempre l mi ossessiona. Inoltre, essa mette
una certa freddezza tra noi, e impedisce alla
signorina di Norhac di essere naturale.
Ma quando le venne fatta tale proposta,
Vincenza rispose protestando con veemenza:
Come potete supporre che io possa annoiarmi
a veder dipingere e a udir parlare il
nostro grande artista? Oh, cara donna Clara,
 invece un godimento per me!
Bisognava far buon viso a cattiva sorte,
finch Karol non fosse riuscito ad addurre
un buon pretesto per allontanare quella seccatrice.
Arrivava tutte le mattine da Parigi,
e, dopo la seduta di posa, rimaneva a colazione
con la zia e i suoi ospiti che nel pomeriggio
conduceva a fare una gita pi o
meno lunga nei dintorni. Poteva cos scambiare
talvolta qualche parola a quattr'occhi
con Maddalena. Ma Fernanda aveva il dono
d'interrompere quasi sempre quei colloqui,
simulando di non accorgersi del malumore
del giovane, represso a stento dalla sua cortesia.
Finalmente, otto giorni dopo il loro arrivo,
la signora di Movis si rec a Parigi insieme
con la figliuola. Partirono la mattina presto,
e donna Clara assistette nello studio alla
posa di Maddalena.
La fanciulla indossava una tunica bianca
che le lasciava scoperte le braccia, ancora un
po' esili, ma di forme perfette. I capelli le
ricadevano sulle spalle. In quegli otto giorni
di riposo e di segreta felicit il suo viso aveva
gi acquistato un bel colorito roseo, l'ovale
un po' scarno era diventato pi tornito; ma
pi che altro, il dolce splendore dei suoi occhi
denotava che non era pi la bambina infelice
che Karol aveva conosciuta a Cadeilles.
Piegate un po' la testa, signorina... i
capelli non ricadono con abbastanza naturalezza.
Si avvicin, sollev l'onda serica, indugiando
in quel contatto.
Il suo sguardo, illuminato da una tenerezza
ardente, contemplava la fanciulla che non se
ne accorgeva, giacch teneva le palpebre pensosamente
abbassate.
A che cosa pensa la mia piccola martire?
Ella alz gli occhi e sorrise.
Stavo chiedendomi se non sogno!
Ma no, siete proprio a Chiarafonte, in
casa mia, in casa del vostro pi devoto
amico. E state cooperando al mio maggior
successo, giacch questo quadro deve essere
il mio capolavoro.
Lo desidero vivamente! disse con fervore
Maddalena.
Karol torn alla sua tela e riprese a lavorare;
ma faceva frequenti soste per lasciar
riposare la modella; e in quei ritagli di tempo
conversavano insieme. Liberato dalla presenza
di Vincenza, egli era pi brioso, pi
scintillante. Anche Maddalena si animava., e
parlava con garbo, rivelando il suo acume,
e la buona cultura datale dalla signorina
Serafina.
Donna Clara ascoltava i due giovani e
taceva, giacch gli argomenti che sorpassavano
un certo livello intellettuale non erano
adatti alla sua intelligenza non eccessiva.
Sembrava per soddisfattissima di vedere il
nipote e la fanciulla intendersi tanto bene
tra loro.
Questa bambina  un tesoro! esclam
quando Karol, finita, la seduta, pos i pennelli.
Sarebbe stato un peccato lasciarla
nella sua orribile torre!
Per questo l'ho portata via, zietta; e
non ce la lascer pi tornare.
Un'ombra pass nello sguardo di Maddalena.
Come farete? Hanno il diritto di costringermi...
Lo impedir io! Non vi preoccupate di
questo e andate subito a rivestirvi; faremo
una passeggiatina nel parco, fino allo stagno.
Maddalena, si ritir in quella parte dell'antica
serra ridotta a salottino attiguo allo studio;
l si tolse la morbida tunica bianca e
indoss un vestito fin troppo vivace, scelto
per lei dalla signora di Movis. Questa non si
era preoccupata di sceglier bene... anzi, si
era attenuta a colori vistosi e modelli poco
adatti per Maddalena, che non se ne avvantaggiava
affatto, sebbene non le togliessero
nulla del fascino che derivava dal suo candore
e dalla sua bont.
Quando Maddalena rientr nello studio,
donna Clara, che stava discorrendo con il nipote,
le disse:
Andate voi a fare un giretto con Karol,
cara, piccina. Io non vengo perch a quest'ora
fa gi troppo caldo.
Non tanto, via! esclam allegramente
Karol. E poi, noi cercheremo un po' d'ombra.
I due giovani si allontanarono per i vialetti
che serpeggiavano in mezzo a prati
adorni di aiuole fiorite e di alberi raggruppati
con arte. Il sole non batteva ancora su
quella parte del parco. I prati, annaffiati allora,
erano di un verde smeraldo e mandavano
un buon odore di terra bagnata.
Quanto mi piace Chiarafonte, signore!
esclam Maddalena.
Anche a me piace... specialmente da
otto giorni a questa parte!
E poich la ragazza lo guardava un po' stupita,
ebbe voglia di aggiungere: Perch ci
siete voi. Ma si trattenne; non voleva ancora
confidarle il suo amore, e si limit a
dire:
Ci avevo soggiornato poco, finora. Comprai
questa piccola propriet da un amico di
mio padre che era costretto a disfarsene, pi
per fare un piacere a lui che per mio gusto.
Invece,  davvero una residenza piacevole, e
sono felice che vi riesca gradita.
S, moltissimo.
Karol la guardava con tenerezza.. Il colore
arancio vivo del vestito faceva risaltare il
candore del collo grazioso, la carnagione delicata.
Tra le lunghe ciglia bionde gli occhi,
di un azzurro cupo, che si alzavano verso il
giovane, riflettevano una ingenua felicit.
Cercher dunque di tenervici pi che
sia possibile. Ho scritto a mio padre che vi
trover qui; ma non potr muoversi dal Brasile
prima di una settimana..
Henryk Wienkiewicz, in risposta al cablogramma
del figlio, gli aveva scritto che si
era slogato una caviglia cadendo da cavallo
ed era costretto all'immobilit per qualche
giorno. Gli prometteva per di tornare al pi
presto possibile. Allora una lunga lettera di
Karol lo aveva informato delle ragioni che
lo facevano sperare che il suo ritorno fosse
prossimo.
Sar felice di conoscerlo. Donna Clara
mi ha detto che  tanto buono, sotto la sua
apparente freddezza.
 il migliore dei padri. Lo vedrete, Maddalena.
Vi vorr subito bene, ne sono sicuro,
e col suo aiuto riuscir a togliervi per sempre
ai di Movis. Ah, se sapeste che voglia avrei di
torcere il collo a quella donna! E invece devo
farle buon viso per amor vostro! Ma, almeno,
si comporta bene con voi?
S, ora non  scortese; ma al suo cospetto
provo sempre la repulsione che mi
ispir il giorno in cui la vidi apparire davanti
a mio padre e proibirgli di entrare in
casa dello zio.
E in seguito non ha fatto niente per
cancellare siffatta impressione, tutt'altro!...
Ma consolatevi; spero di avere presto una
lettera del curato di Dreuzes. Mi aveva promesso
di andare a trovare quella vecchia domestica
che forse potr dargli qualche utile
ragguaglio.
Maddalena scosse la testa..
Non so se parler. Mi  sempre stata
ostile; la cugina di Grandy mi disse un
giorno che Maria non voleva bene a mio padre,
e amava invece la signora di Movis.
Credo per che ci sia stato qualche screzio
tra loro dopo la morte del signor di Norhac,
e fu allora che Maria and via di casa, e si
stabil in paese, dove vive dei suoi risparmi
e di un assegno mensile che le passa, la signora
di Movis.
Ah! Le passa un assegno? Mi dispiace,
perch sar difficile che parli. Pazienza! Il
curato trover forse altre testimonianze, e la
signorina di Grandy si decider una buona
volta a parlare se sapr che il suo silenzio
pu nuocervi. Andr io a trovarla e le far
capire che non ha niente da temere, e che,
in ogni caso, la sua esistenza sar assicurata..
Come siete buono!... E quante noie,
quanto disturbo vi do.
Ma  una gioia per me!... Una grande
gioia!
Non aveva saputo moderare l'ardore del
suo accento. Maddalena apparve turbata e
Karol vide tremare la sua bocca delicata.
Perci riprese con pi calma:
Purtroppo, temo che la signorina di
Grandy, come altri, abbia soltanto dei sospetti...
una certezza morale, forse, ma nessuna
prova.
Maddalena si ferm e pos una mano sul
suo braccio guardandolo con aria risoluta.
Ho una cosa da dirvi, signore. Mio zio
mi disse di attendere, e che, quando fossi
maggiorenne, mi confidassi con una persona
sicura. Ma credo sia meglio che ve ne parli
subito. Vi ricordate di quella busta che trovaste,
sei anni fa, nel casco di san Michele?
S, benissimo. Avevate tanta paura che
la consegnassi alla signora di Movis! Che
cos'era?
Un testamento dello zio.
Karol sussult.
Il signor di Norhac aveva fatto testamento?
In vostro favore?
Non lo so, ma lo suppongo.
Eppure non sapeva nemmeno che foste
nata.
Lo seppe per caso poche ore prima di
morire; io entrai in camera sua, in un momento
in cui non c'era nessuno. Quando seppe
chi ero, e che la signora di Movis aveva impedito
a mio padre di entrare in casa sua,
imprec contro di lei; poi mi chiese di dargli
il necessario per scrivere. Inoltre, siccome
diffidava degli intrighi della nipote contro
di me, che ero allora una bambina, mi disse
di nascondere il foglio e di non mostrarlo che
quando fossi uscita di tutela, o quando trovassi
qualcuno a cui confidarmi con sicurezza.
Ma questa  una vera fortuna! Specialmente
se nel testamento egli parla del motivo
per il quale disereda la signora di Movis!
Bisogna entrare subito in possesso di quel
documento importante. Cerchiamo un pretesto
perch io possa entrare nel castello e,
quindi, nella cappella.
 chiusa a chiave, perch spesso cadono
delle pietre dalla volta. Ma vi  un altro ingresso...
soltanto, non ricordo pi bene di
dove passammo, mio padre ed io. Non conosco
affatto i dintorni di Cadeilles. So che
seguimmo il ruscello, giungemmo a una cascata,
e passando sotto a questa ci trovammo
in una grotta. L occorre passare per un'apertura
che  alla base di una roccia. Cos si
arriva nella cripta della cappella, e non rimane
che salire.
Karol aveva ascoltato con attenzione. Riflett
un istante, poi disse:
Credo di aver capito dov'. Un giorno,
passeggiando sulla scarpata, dall'altra riva
del ruscello, vidi una cascata. Ad ogni modo,
cercher e trover.
In quel momento giungevano vicino allo
stagno, piccolo specchio d'acqua che si trovava
oltre i giardini, circondato da alberi
centenari. Magnifiche ninfee vi sbocciavano.
Karol e Maddalena si sedettero su una panchina,
all'ombra degli ippocastani. Parlarono
ancora del testamento, e Karol dichiar
che, non appena l'avesse avuto in mano, e se
anche il defunto non avesse accusato Vincenza,
sarebbe andato dal signor di Movis
per costringerlo a lasciare la tutela.
Siccome non avete ancora diciotto anni,
non potete chiedere l'emancipazione, ma troveremo
un altro mezzo, vedrete; lo troveremo.
Sorrise con maliziosa tenerezza.
Che felicit essere liberata dal giogo di
costoro! esclam Maddalena congiungendo
le mani. Che sogno!
Un sogno che si avverer, e presto. Ora
dimentichiamo quegli odiosi di Movis e parliamo
di voi. Ditemi le vostre impressioni su
Chiarafonte, sui luoghi che abbiamo visitati
fino a oggi.
Le impressioni della fanciulla erano deliziosamente
fresche e delicate. Il giovane le
ascoltava con evidente piacere, guardando teneramente
il caro viso pi animato del solito
e ravvivato da un bel colorito. Poi egli parl
a sua volta; disse della sua infanzia, delle
sue aspirazioni artistiche, della sua povera
mamma, tanto bella, intelligente e di animo
squisito.
Sua sorella le assomiglia poco. La cara
zia  un'ottima donna, ma in quanto a intelligenza
mia madre le era parecchio superiore.
Fisicamente avevano il tipo di famiglia.
Avete un ritratto di vostra madre?
chiese Maddalena.
Ne abbiamo diversi, e anche due busti
fatti dal babbo. Li vedrete quando verrete
a Parigi. Uno di questi giorni combineremo
questa gita. Cercher di liberarmi dei di Movis
e di farci accompagnare dalla zia.
Accorgendosi che il tempo passava e che
l'ora di colazione era vicina, i due giovani
ripresero lemme lemme la strada di casa. Karol
colse due bei garofani bianchi sfumati di
rosa e li mise alla cintura di Maddalena, poi
ne infil un altro all'occhiello della giacca
bianca che indossava quella mattina.. Apparvero
cos nel salottino di donna Clara che
trovarono insieme a Tebaldo di Movis; Luigi
stava sfogliando un libro con fare distratto.
Siete qui, di Movis? disse Karol in tono di sorpresa
poco lieta. La signora di Movis credeva di
trovarvi a Parigi.
Non sapevo che vi andasse oggi.
Eppure ieri disse che aveva telefonato a
vostro padre! disse Maddalena, dopo aver
risposto con un freddo cenno della testa al
saluto del cugino.
Pu darsi, ma il babbo non mi ha detto
niente. Del resto, la cosa ha poca importanza;
torner a trovarla uno di questi giorni.
 una bella passeggiata, da Parigi a qui, con
la buona macchina che ho ora.
Lanci frattanto uno sguardo obliquo verso
i fiori che adornavano la cintura di Maddalena.
Quando lo rialz, la fanciulla vi lesse
una strana luce che le dette un vero malessere.
Restate dunque a colazione, disse Karol
senza troppo entusiasmo. Io vado a
cambiarmi. A tra poco.
Usc dal salotto, mentre Maddalena, si sedeva
accanto a donna Clara. Avrebbe voluto
trovare anche lei un pretesto per sfuggire la
compagnia del cugino, ma non le riusciva. Il
vestito che indossava era il solo che avesse
per la mattina, poich la signora di Movis
era stata molto parca nel provvederla di abiti,
attenendosi allo stretto necessario.
Hai fatto una bella passeggiata?
chiese Tebaldo con voce melliflua.
Magnifica! rispose brevemente Maddalena.
Il quadro procede bene?
Donna Clara, rispose per lei:
Benissimo. Promette di riuscire un capolavoro.
Ma come sarebbe possibile altrimenti,
con un soggetto come questo?
E la buona signora abbracci Maddalena.
Certo! disse Tebaldo a denti stretti.
Guardava la cugina, che manteneva, con lui
un'espressione fredda e chiusa. Un perfido
ghigno gli pieg le labbra, e all'ombra delle
palpebre abbassate i suoi duri occhi grigi
ebbero ancora quel lampo che poco prima
aveva colpito sgradevolmente Maddalena.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
La mattina dopo Maddalena ricevette una
lettera dalla signorina di Grandy.
Quando era partita, la signorina non aveva
saputo nascondere una certa commozione.
Dopo il colloquio che aveva avuto con Vincenza,
sembrava tormentata da un'ansia segreta;
aveva fatto a Maddalena grandi raccomandazioni
di prudenza di grande prudenza,
aveva ripetuto insistentemente.
E non credere a tutti i complimenti che
ti verranno rivolti. Non lasciarti prendere
dalla esteriorit delle cose effimere; non cedere
all'incanto di occhi ammaliatori. Chiedi
l'aiuto di Dio, perch mai ne hai avuto bisogno
come ora. E scrivimi, confidami tutto,
sinceramente, come hai fatto fino a questo
momento.
Maddalena promise volentieri, e due giorni
dopo l'arrivo scrisse alla signorina Serafina
descrivendole il suo viaggio e il suo arrivo
a Chiarafonte. La risposta a quella sua lettera
le era arrivata proprio quella mattina.
La signorina Serafina non diceva molto, temendo
forse che la lettera cadesse in mano di
Vincenza; ma alla fine confessava: Il tempo
mi  lungo senza di te, bambina mia!.
Povera cugina! pens Maddalena. Ah,
se potessi ricuperare l'eredit dello zio Enrico,
che bella vita vorrei assicurarle!
Con questo generoso pensiero fin di vestirsi
per andare nello studio; ma uscendo
di camera s'imbatt in donna Clara.
Karol  arrivato ora, cara figliuola, e
vi manda questa lettera che trov ieri sera a
Parigi tra la sua corrispondenza. Leggetela
e poi datela a Katazina, che gliela riporter
senza che i di Movis la vedano.
Ella se ne and subito e Maddalena trasse
dalla busta indirizzata a Karol un foglietto
ricoperto di una scrittura minuta, che stent
a decifrare. Era del curato Darlannes.
Signore,
Il giorno dopo il nostro colloquio andai a
trovare la vecchia Maria, ma quella prima
volta non riuscii a ottenere niente da lei; capii
che non voleva parlare, sia per timore.
sia per un resto d'attaccamento alla signora
di Movis, o per entrambi i motivi.
Tre giorni fa, per, sentendosi vicina a
morire, ella mi fece chiamare, e poich la incitavo
a liberare la propria coscienza qualora
ella fosse a cognizione di fatti che potessero
nuocere ad altre persone, mi confid varie
cose che potrebbero aiutarci a provare la circonvenzione.
specialmente se trovassimo altre
testimonianze in appoggio a questa. Mandai
allora a chiamare un vicino, un uomo molto
onorato e stimato in paese, e Maria ripet
davanti a lui quanto aveva detto a me.
Ora sto cercando di sapere dove abitano
altri domestici del signor di Norhac. Nessuno
di loro abita pi in paese, ma spero di trovare
tra i miei parrocchiani qualcuno che potr
darmi qualche indicazione.
Ieri, andando a visitare dei malati, mi
trovai in casa di uno dei contadini di Cadeilles,
e feci cadere il discorso sul defunto signor
di Norhac; capii che costui rimpiange
l'antico padrone e non ha molta simpatia per
la signora di Movis.
Allora insinuai:
Forse sarebbe stato meglio se l'eredit
fosse andata alla figlia del signor Rolando,
che ne dite?
Strizz l'occhio con aria maliziosa e rispose:
Certo! Ma la signora di Movis ha saputo
manovrare bene la sua barca... proprio
da esperta, se si deve credere alle voci
che corsero allora.
Quando volli sapere di pi, disse prudentemente:
Sapete, non posso assicurare che sia
vero. Taluni che vivevano al castello chiacchieravano...
ma pu darsi che fossero tutte
bugie. La signora Vincenza non era ben vista
per la sua tirchieria.
Questo, signore,  quanto ho potuto sapere,
per ora. Vi terr informato del risultato
di altre ricerche.
Maddalena trov nella busta anche un bigliettino
di Karol con poche parole:
Tutto va bene, come vedete. Uno di questi
giorni, come avevamo combinato, andr
nella cappella a prendere la busta affidata
a san Michele. Bruciate subito questo biglietto.
Maddalena obbed alla raccomandazione,
poi usc di camera tutta allegra e scese la
scala di pietra che le piaceva tanto per la
sua armoniosa eleganza. Nel vestibolo incontr
Fernanda, che pass a testa alta, con aria
arrogante, lanciandole di sbieco uno sguardo
pieno di odio.
Ma che importava ormai a Maddalena l'insolenza
e la cattiveria di quei parenti? Presto
ne sarebbe stata liberata; Karol glielo
aveva promesso, ed ella si fidava pienamente
di lui.
La signora di Movis era gi nello studio e
parlava con Karol. Questi strinse la mano
di Maddalena e nello sguardo dei due giovani
brillava la gioia, la speranza. Maddalena
si mise poi in posa, ma il lavoro progrediva
poco quella mattina. Karol sembrava
distratto, preoccupato. Alla fine pos il pennello
dicendo:
Non riesco a far niente di buono, oggi!
Venite, vi conduco tutti a colazione a Versailles.
Andiamo a dirlo alla zia e a prepararci.
Donna Clara, sempre contenta quando si
trattava di uscire, approv la bella idea del
nipote. Fernanda invece dichiar che aveva
mal di testa, e rifiut di unirsi a loro. And a
chiudersi in camera, e di l stette a veder
partire la macchina di Karol. Con le labbra
contratte, lo sguardo pieno d'odio, si volt
e disse tra i denti:
Darei qualunque cosa per vendicarmi di
te che me lo porti via, miserabile!
Verso le due il cielo, un po' minaccioso fin
dalla mattina, si copr di nuvole e cominci
a piovere. Alle quattro, sotto un violento
temporale, arriv Tebaldo. Un domestico lo
fece passare in salotto, dove Fernanda sbadigliava
leggendo un romanzo.
Sei ancora qui! ella esclam.
E perch no? Ieri la mamma non c'era,
e perci sono tornato oggi.
La mamma non c' neppure oggi.  andata
a Versailles con la signora di Ojeda, il
signor Wienkiewicz, Luigi e l'immancabile
Maddalena. Ma perch venisti ieri? Sapevi
benissimo che eravamo a Parigi; avevamo
telefonato al babbo per avvertirlo.
Spero mi sar permesso di essermene dimenticato!
rispose Tebaldo con la massima
disinvoltura.
E, attirata a s una poltrona, vi si sprofond
comodamente; poi guard la sorella e
soggiunse ironicamente:
Mi sembra che questo clima non ti si
confaccia molto, cara mia.
Ho mal di testa, ella rispose stizzita.
Eh! Mal di testa! Risposta facile. Non
si pu appurare. Io dico invece che ti struggi
d'amore e di gelosia; e questo si vede.
Fernanda alz le spalle.
A che scopo parlare di queste cose?
Ma s, parliamone!  molto interessante.
Per te, forse; ma per me no.
Via, non fare codesto viso! Ci vuol pazienza.
Wienkiewicz non si  innamorato di
te e nessuno poteva imporgli di amarti; ma
se vi fosse chi s'impegnasse a levar di mezzo
chi te lo ha portato via. e che, naturalmente,
tu odi a morte...
Fernanda sussult.
Chi, dunque?
Io, per esempio!
Tu?... E in che modo?
Oh, non gi attentando alla sua vita...
alla sua preziosissima vita!
Sogghign leggermente.
Preziosissima per me, voglio dire, perch
ho la debolezza di essermi innamorato
della mia bella cugina.
Tu?
Fernanda era stupefatta.
Credi forse che non sia capace di amare?
Non dico questo... ma credevo che fosse
antipatica anche a te.
Sbagliavi, sorellina. Maddalena mi piace...
e voglio toglierla a Wienkiewicz.
Ah, questa poi! Ne hai delle buone, tu!
 facile a dire, voglio! Io per ti domando
come farai! E poi? Vorresti forse sposarla?
Quale impedimento ci vedresti,? disse
calmo Tebaldo.
Quale impedimento? Prima di tutto la
mamma non permetterebbe mai che tu commettessi
una sciocchezza simile.
Acconsentirebbe, perch questa sciocchezza
accomoderebbe molte cose.
Quali? Parla.
Ti dir: alcune persone maligne pensano
che la mamma abbia raggirato lo zio
Enrico per carpirne l'eredit, e che, per conseguenza
Maddalena sia stata defraudata.. Se
io la sposassi, agli occhi della gente questo
torto sarebbe riparato.
Ah! Corre questa voce?... Ma, non 
vero, eh?
No... ma anche se fosse vero, che importerebbe?
Oh, io non rimprovererei certo la mamma!
dichiar Fernanda senza ambagi.
Ognuno tira l'acqua al suo mulino. Puoi ammettere
che quella sciocca avesse diritto alla
eredit dello zio?
No, non lo ammetto. Ma, per tornare a
noi, ho dunque deciso che la bellissima Maddalena
sar mia moglie.
Fernanda rise nervosamente.
Mio caro, t'illudi! Credi che voglia lasciare
Karol per te? Non sei brutto... ma
insomma, in confronto a lui...! E la sua ricchezza,
e il prestigio della sua celebrit, di
quella di suo padre? No, sai, sarebbe proprio
pazza se ti accettasse! Ti assicuro che io al
suo posto non esiterei un istante nella scelta.
Grazie del complimento.
Tebaldo sghignazz, poi soggiunse:
Ma io non lascer a lei la scelta.
Come farai?
Te lo dir. Sono venuto qui appunto per
questo. Ho bisogno di te per mettere in esecuzione
il mio progetto.
Gli occhi di Fernanda scintillarono.
Di me? Ti aiuter con tutto il cuore,
non dubitare.
Lo sapevo. Senti...
Avvicin la poltrona a quella di Fernanda
e abbassando la voce parl piano.
Quando i gitanti furono di ritorno, un
po' prima del previsto per via della pioggia,
trovarono fratello e sorella che discorrevano
tranquillamente prendendo il t.
Tebaldo disse che, poich non aveva visto
la madre il giorno prima, si era deciso a tornare
quel giorno. Vincenza non fece parola
della telefonata, quasi le paresse naturale che
il giovane non fosse stato avvertito del suo
viaggetto a Parigi.
Karol, che vedendo Tebaldo si era rabbuiato,
si ritir in un salotto vicino e si mise
al pianoforte a sonare un notturno di Chopin.
Quando rientr nell'altra stanza, Tebaldo,
chinandosi, offriva lo zucchero a Maddalena.
In uno specchio posto dietro alla fanciulla
Karol sorprese lo sguardo che il giovane fissava
sulla cugina e si sent invaso da un impeto
di collera cos forte che dovette fare uno
sforzo per non gettarsi su lui e allontanarlo
da Maddalena.
Con i lineamenti contratti, gli occhi lampeggianti
d'ira, si avvicin e si sedette accanto
alla fanciulla. Ella lo guard e gli
sorrise dolcemente.
Sorriso puro e incantevole che non sfugg
a Tebaldo e che accese nei suoi occhi una
fiamma demoniaca.
Mi dispiace che la nostra giornata sia
finita cos male, disse Karol, che aveva gi
riacquistato la calma.
Anche a me. Avrei voluto rivedere il
Trianon che l'altro giorno non avemmo il
tempo di visitare.
Vi torneremo. Non c' fretta, abbiamo
ancora davanti a noi diverse sedute di posa.
Non ce ne lamentiamo, disse la soave
Vincenza. Chiarafonte  davvero un paradiso.
Davvero! appoggi Fernanda.
Manca forse un dancing per voi, signorina!
disse ironicamente Karol. Sono
sicuro che fate un grande sacrificio a star qui.
Sbagliate, signore. I divertimenti mondani
sono un passatempo al quale posso rinunziare
benissimo senza rimpianto, rispose
con sfacciataggine la signorina di
Movis.
Come sanno mentire, tutti costoro!...
pens Karol con disprezzo misto a ira, giacch
pensava alle perfidie e alle ingiustizie di
cui era stata vittima Maddalena, di animo
gentile com'era!
Tebaldo si accomiat poco dopo. Karol
strinse appena la mano che egli gli tendeva.
La madre gli disse:
A presto. Tra due o tre giorni verr certamente
a Parigi e spero che questa volta ci
troveremo.
Non  sicuro. Fauquoy mi ha pregato di
andare a trovarlo al mare, e fisser il giorno
per telefono. Pu anche darsi che sia proprio
quello che, senza saperlo, sceglierai tu.
Ci telefonerai.
S, se ne avr il tempo. Sai bene che
detesto gli impegni, e poi, non hai mica bisogno
di me, vero?
No, che io sappia per ora. Sicch fai
pure come vuoi; restiamo liberi.
 meglio cos.
Il giovane usc dal salotto, seguito dalla
sorella.
Dove vai, Fernanda? chiese la signora
di Movis.
Accompagno Tebaldo fino alla macchina.
Ti bagnerai.
No, non piove pi.
Era vero. Quando furono alla macchina,
Tebaldo, facendo vista di far vedere a Fernanda
il nuovo tappo del radiatore, le rivolse
ancora qualche raccomandazione. Ella
faceva cenno di s con la testa. Poi domand:
Avrai abbastanza denaro per pagare Celina?
S, me l'ha prestato Fauquoy.
Dunque, siamo intesi: tra due giorni.
D'accordo.
E si strinsero la mano. Quando si volt
per rientrare in casa, Fernanda vide Luigi
sulla soglia dell' ingresso. Lo raggiunse e gli
chiese, insospettita:
Che cosa fai, cost?
Sono venuto a vedere se pioveva ancora.
E che te ne importa?
Me ne importa perch voglio uscire per
la passeggiata che mi ha prescritto il dottore;
a Versailles non ho potuto farla per via
della pioggia.
Fernanda lo guard con indifferenza.
E non osserv lo sguardo perplesso, un
po' ansioso, con il quale il giovane fratello
la seguiva, mentre rientrava in salotto dove
Karol, liberato da Tebaldo, aveva ripreso a
discorrere con il solito brio.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
La mattina dopo Karol ricevette un telegramma
dal padre, con la notizia che si era
imbarcato dieci giorni prima sul suo panfilo,
diretto in Francia. Il giovane trov il modo
di sussurrarlo a Maddalena, uscendo dallo
studio.
Non tarderemo molto a vederlo; la
Sfinge  un panfilo veloce.
Maddalena fu molto contenta della notizia.
Spesso, quando Karol le aveva parlato del
ritorno dei padre, le era parso che egli collegasse
quel ritorno alla fine della tutela dei
di Movis su lei. Ed ella aspettava con segreta
impazienza Henryk Wienkiewicz. Gi lo conosceva,
perch Karol le aveva fatto vedere
il suo ritratto: era. un bell'uomo robusto,
dai lineamenti un po' rudi ma dallo sguardo
pieno di bont.
Quel giorno e il giorno seguente Karol e
i suoi ospiti fecero delle gite. La signora di
Ojeda aveva offerto a Maddalena un grazioso
vestitino bianco che le donava molto. Fernanda
la guardava con occhi che schizzavano
odio. Karol se ne accorse.
Non vedo l'ora di portarla via! pens,
impressionato. Fernanda la odia, inferocita
dalla gelosia: Tebaldo si  innamorato
di lei... e la loro degna madre desidera con
tutta l'anima di sbarazzarsene. Bisogna che
vada subito a cercare il testamento del signor
di Norhac.
Con un biglietto che le fece consegnare
dalla signora di Ojeda, inform la fanciulla
della sua decisione.
Cara Maddalena,
Parto domani e mi fermer a Pau, dove
pernotter. Il giorno dopo mi recher di
buon'ora a Dreuzes, lasciando la macchina
lontana dal paese per non attirare l'attenzione
di Celina. Andr subito in ricognizione
dalla parte della cascata, facendomi accompagnare
da Vojciedi, che  di una fedelt a
tutta prova. Spero di giungere alla cappella
passando dal misterioso pertugio che mi avete
indicato, e di poter alfine liberare san Michele dal suo deposito. A presto, dunque.
Maddalena lesse e rilesse quel biglietto diverse
volte prima di bruciarlo. Le arrideva
la speranza. Ma a un tratto un'angoscia la
strinse. Se il foglio fosse stato sottratto da
mano ignota? Se la statua fosse crollata e i
topi lo avessero rosicchiato?
No, no! pens la fanciulla con fervore.
Lo affidai a voi, san Michele, e sono certa
che lo avrete conservato.
A colazione, Karol annunzi che il giorno
dopo non sarebbe venuto, dovendo trattenersi
a Parigi per un affare. Era la prima volta
che non veniva a Chiarafonte. Fernanda colse
quell'occasione per vendicarsi della rivale
trionfante, e disse alla madre a voce bassa,
ma in modo che Maddalena, potesse udire:
Un affare? Ora che a Parigi non c'
nessuno? Ma via! Io so che la bella miss
Smetson si trova in questo momento a. Fontainebleau...
ed egli ne  sempre innamorato, senza dubbio.
Maddalena sapeva benissimo che Karol non
andava a trovare miss Smetson e che faceva
per lei quel viaggio di seicento chilometri;
ma le perfide parole le fecero male ugualmente,
tanto che il suo viso era un po' alterato
quando Karol la salut in una maniera
tutta particolare e con uno sguardo del quale
lei sola poteva capire il significato.
Il giovane attribu quel turbamento all'ansia
ben comprensibile che doveva provare nell'attesa.
di sapere le disposizioni del testamento.
Lui stesso era agitato ora che stava
per compiere l'azione decisiva. Ah, se in quel
foglio il signor di Norhac avesse accusato
di circonvenzione la nipote, tutto sarebbe stato facile!
Part tranquillo, ma da vero innamorato,
soffrendo all'idea di non vedere per qualche
giorno colei che nel segreto del suo cuore considerava
gi sua fidanzata.
Quando fu partito, la signora di Movis decise
che il giorno dopo sarebbe andata a Parigi
e preg Fernanda di telefonare al padre
per avvertirlo. Maddalena, molto malinconica,
and a sedersi presso lo stagno, dove
fu raggiunta poco dopo da Luigi. Il ragazzo
non si era affatto rimesso da quando era a
Chiarafonte. Sembrava minato da un male
insidioso, ma non si lamentava mai. Maddalena
gli si era affezionata, vedendolo sempre
cos mite e triste, e quando non erano presenti
Vincenza e Fernanda stavano spesso
insieme a chiacchierare.
Quel giorno egli sembrava, pi afflitto del
solito. Alle domande di lei rispose evasivamente
perch non insistesse.
Mentre tornavano a casa, videro sulla terrazza
Fernanda che, con il pretesto di essersi
slogata un piede, la mattina non aveva
accompagnato la madre. Distesa su una poltrona
a sdraio, teneva in mano un ricamo che
non andava punto avanti. Alla vista del fratello
e di Maddalena aggrott le sopracciglia
e chiam:
Luigi!
Egli le si avvicin, mentre Maddalena rientrava in casa.
Sei molto amico di quella ragazza, eh?
gli disse sarcasticamente.
Perch non dovrei esserle amico? domand
Luigi, guardandola con franchezza.
Perch non ne vedo il motivo. Ella ci
odia e cerca di nuocerci.
Mi pare che tu inverta le parti!
esclam Luigi con amarezza. Se vien fatto
torto a qualcuno,  proprio a lei!
Come?
Nonostante il tono minaccioso della sorella,
Luigi rispose coraggiosamente:
Sono sicuro che se lo zio Enrico avesse
saputo di avere quella nipote, non avrebbe
voluto che venisse allevata per carit... cio,
che fosse spogliata di tutto, defraudata, e
trattata duramente.
Seguita, seguita, ragazzo mio. Molto
bene! Accusa i tuoi genitori d'ingiustizia...
di disonest, magari! Ah, il signorino si atteggia
a sostenitore degli oppressi? Si lascia
abbindolare da quella intrigante? Eh, quella
 nata apposta per far perdere la testa agli
uomini! Ma sentirai che ne dir la mamma e
che bel castigo riceverai, brutto ipocrita!
Sollevandosi dalla poltrona, Fernanda lanciava
al fratello sguardi di furore, quasi di
odio. Egli si allontan senza rispondere, un
po' pi pallido del solito, perch conosceva
le fredde collere della madre, e sapeva che
non gli avrebbe perdonato la sua piet per
Maddalena, e meno ancora le parole di biasimo
che gli erano sfuggite e che Fernanda
le avrebbe fedelmente riferite.
La mattina dopo, verso le undici, Katazina,
la cameriera addetta al servizio degli
ospiti di Chiarafonte, chiese di parlare a
donna Clara.
Questa era ancora nella sua stanza da bagno
e guardava con soddisfazione il proprio
viso che aveva finito allora di truccare abilmente.
Ascolt dapprima con aria distratta
quello che Katazina le chiedeva.
La signora sa dove sia la signorina di
Norhac?
La signorina di Norhac? No, perch?
Stamattina alle otto, come al solito,
sono andata a bussare alla sua porta e non
ricevendo risposta ho creduto che dormisse.
Vi sono tornata alle nove, lo stesso silenzio;
alle dieci poi mi sono permessa di entrare
in camera e ho visto che la signorina non
c'era.
Questa volta la signora di Ojeda guard la
cameriera con aria sorpresa.
Non c'era? Era uscita senza far colazione?
Probabilmente s, signora. Eppure il
portiere mi ha detto che non l'ha vista
uscire.
Che sia in giardino?
L'ho chiesto al signorino Luigi che tornava
ora di fuori e mi ha detto che stamattina
non l'ha vista.
Forse  a spasso nel parco. Andate voi
a vedere, Katazina. Potrebbe essersi sentita
male e non aver avuto la forza per tornare
a casa... bench, veramente, ieri sera stesse
benissimo.
Katazina and via e torn poco dopo dicendo
che la signorina di Norhac era irreperibile.
Donna Clara, che cominciava a impensierirsi,
and a chiederne notizie alla signora
di Movis. N lei, n Fernanda, avevano
visto Maddalena quella mattina.
Donna Clara and in camera di Maddalena;
il letto era stato disfatto ma la vestaglia
che la fanciulla indossava appena alzata
non c'era. Nell'armadio della stanza da bagno
mancava un tailleur e un cappello.
La signora di Movis e Fernanda avevano
seguito la signora di Ojeda. Vincenza sembrava
molto preoccupata.. Fernanda disse,
sogghignando:
Ebbene,  scappata!... Per incontrarsi
con chi? Sarebbe interessante saperlo!
Donna Clara la guard con aria di severo
rimprovero.
Signorina!  mai possibile sospettare
cose indegne di quell'angelo?
Ah! Gli angeli, sapete, ne sanno fare di
tutti i colori, quando ci si mettono! Cara
donna Clara, mi dispiace di togliervi delle
illusioni, ma non c' da pensare ad altro,
convenitene!
Non ne convengo affatto. La vostra supposizione
 pazzesca. Maddalena  onesta e
pia. Non frequenta che noi... non conosce
che noi.
Questo  vero... s, la mia supposizione
non regge. Qui non ha potuto fare relazioni...
non ci viene nessuno... conosce soltanto il
signor Wienkiewicz.
Bench Fernanda avesse pronunziato quest'ultima
frase con aria innocente, la signora
di Ojeda ne cap l'intenzione e insorse.
Volevate dunque alludere a lui? Ebbene,
levatevelo dalla testa! Garantisco di lui, della
sua delicatezza, della sua onest.
Avete capito male, donna Clara! Non
volevo dire questo! La cosa, si spiegher senza
dubbio nel modo pi semplice, tra poco.
La signora di Ojeda la guard male. Insinuare
la minima cosa contro il nipote era per
lei un vero sacrilegio.
Fiut l'aria mentre tornava in camera., e
disse:
C' un odore strano, qui.
S, lo avevo sentito anch'io, disse
Katazina.
La signora di Movis osserv:
Pare cloroformio...
Cloroformio? S,  vero! esclam la
signora di Ojeda.
Fernanda, si volt verso la finestra e la spalanc.
 meglio dare aria. Oh, guarda...
Che cosa? chiesero le due signore avvicinandosi.
C' una scala l per terra.
 vero! Che cosa significa?
Senza dubbio che qualcuno  venuto a
prenderla o a rapirla.
Oh!
Vincenza scosse la testa .
Mi pare abbastanza chiaro. Ma bisognerebbe
informarsi riguardo a questa scala,
donna Clara..
La signora di Ojeda scese e mand a chiamare
il giardiniere.
Vincenza, avvicinatasi a Fernanda., le domand
in un orecchio:
Che cosa ne pensi?
Io credo che la santarellina si sia fatta
rapire da Karol Wienkiewicz.
Pu darsi! sussurr Vincenza., con
aria molto preoccupata. E il cloroformio,
allora?
Una semplice finta per far credere che
sia stata rapita.
Il giardiniere dichiar che, non avendo bisogno
della scala quella mattina, non si era
accorto che non fosse pi al solito posto. Furono
interrogati anche i domestici. Uno di
loro disse di aver visto la scala la mattina
presto, sotto la finestra, ma che aveva pensato
che l'avesse messa l il giardiniere per
fare qualche lavoro ai rosai che adornavano
la facciata.
Donna Clara congiunse le mani in un gesto
che denotava la sua angoscia.
Ahim! Dove sar andata a finire quella
povera piccina? E che cosa dir Karol?...
Che cosa dir, mio Dio! Bisogna che gli telefoni
subito.
Gi stava per precipitarsi al telefono,
quando si ricord che Karol non doveva essere
a Parigi. Le aveva detto: Ho da fare
qualcosa d'importante per Maddalena. Devo
perci recarmi a Cadeilles.
Senza dubbio era partito quella mattina
stessa. In ogni modo, era meglio assicurarsene.
Telefon subito, e un servitore le disse che
il padrone era partito la mattina di buon'ora,
insieme a Vojciedi, suo cameriere personale.
Come fare? Come avvertirlo? pensava la
signora di Ojeda, sgomenta.
Il signor Wienkiewicz non  a Parigi?
chiese la voce ironica di Fernanda.
No...  andato via in macchina... stamattina
presto.
Ah!
Quell'ah! era significativo, ma la signora
di Ojeda non vi bad, perch era al
corrente dello scopo del viaggio del nipote.
Vincenza invece ne rimase colpita e rivolse
un'occhiata maliziosa alla figliuola.
Permettete che telefoni a mio marito
per informarlo di questa penosa faccenda?
ella chiese.
Fate pure, rispose donna Clara.
Aveva addirittura perso la testa. Non era
una donna molto energica, e vivendo con il
cognato e il nipote non aveva mai avuto occasione
di prendere da sola decisioni gravi.
Mentre la signora si allontanava, Vincenza
disse sottovoce alla figliuola:
Credi davvero che sia stato Wienkiewicz
a rapirla?
E chi altro pu essere stato? Mi pare
che tutto confermi questo sospetto.
 vero, ma non aveva bisogno di agire
in questo modo. Poteva andare via con lei
di pieno giorno.
Probabilmente ha fatto cos per ragioni
che noi non sappiamo. Oppure temeva che
ella gli resistesse, e l'ha addormentata.
In tal caso gli occorreva un complice.
Poteva averlo; il suo cameriere, per
esempio, che gli  tanto fedele.
Vincenza scosse la testa.
c' qualche cosa di strano in tutto questo,
che non corrisponde al carattere di Karol
Wienkiewicz.
Fernanda guard la madre di sottecchi;
poi, afferrato il ricevitore, chiese la comunicazione
con il signor di Movis.
Intanto la signora di Ojeda era tornata nel
suo salottino, e appena si fu seduta entr
Luigi.
Il giovinetto, informato da Katazina del
fatto che preoccupava tutti quelli di casa, era
andato nel parco in cerca di Maddalena, e
ne tornava stringendo febbrilmente in mano
un fazzoletto di seta viola trovato ai piedi di
un muro, e del quale aveva riconosciuto la
provenienza. Il suo viso sconvolto colp la signora
di Ojeda, che grid:
Che avete, ragazzo mio?
Signora... vorrei parlarvi... ma a voi
sola. Bisogna che nessuno oda. Permettete
che chiuda la porta a chiave?
Ma s... s!... Che cosa c'?
Credo di sapere chi ha rapito Maddalena.
Chi  stato? Dite, dite.
Luigi era scosso dal tremito.
Non posso accusare senza essere sicuro...
ma bisognerebbe avvertire il signor
Wienkiewicz, per sapere...
Ma purtroppo io non so dove sia in questo
momento!
 in viaggio? In macchina? Se sapeste
in quale direzione, potremmo tentare di raggiungerlo.
Non lo so...
Donna Clara era imbarazzatissima. Che
fare? Poteva confidare al figlio della signora
di Movis che Karol era. andato a Cadeilles?
Ricordava benissimo che il nipote le aveva
detto:
Luigi, poverino,  dalla parte di Maddalena,
che compiange e ammira in segreto; soffre
molto dell' indegnit della madre, che conosce.
Ci nonostante, poteva fidarsi pienamente
di lui?
Luigi si accorse della sua esitazione e disse
con tristezza:
Non vi fidate di me, signora? Lo capisco.
Eppure dovete credermi... dovete aiutarmi
a salvare Maddalena. Non posso agire
da solo. Il signor Wienkiewicz sapr cosa
fare, perci devo assolutamente raggiungerlo.
Ah, signora, abbiate fiducia, ve ne prego!
L'accento, lo sguardo del ragazzo, convinsero
la signora che disse a voce bassa:
Ebbene,  partito stamattina per Cadeilles.
Per Cadeilles?
Luigi non pot contenere un sussulto di
stupore.
Per Cadeilles? ripet con voce tremante.
Ne siete sicura?
Sicurissima. Mi ha detto che vi si doveva
recare per un motivo di grande importanza
per vostra cugina.
Luigi si alz di scatto.
Bisogna che parta subito. Bisogna che
lo raggiunga al pi presto possibile... che lo
informi...
E di che cosa?
Luigi esit un attimo, poi disse:
Credo che Tebaldo abbia rapito Maddalena
e l'abbia portata a Cadeilles.
Tebaldo? ripet donna Clara, sbalordita.
S, con la complicit di Fernanda e di
Celina, la governante.
Di Fernanda?... Ma ci  inaudito, caro
ragazzo... assolutamente inaudito! Tebaldo,
Fernanda... perch?
Fernanda odia Maddalena  e Tebaldo
l'ama... a modo suo. Ieri l'altro udii alcune
frasi scambiate tra Fernanda e lui. Parlavano
di Celina, e di una certa, somma di denaro
da versarle. Quel discorso mi parve
strano; e poco fa ho trovato questo fazzoletto
sotto il muro del giardino.
Era il fazzoletto di seta viola.
 di Tebaldo. Fernanda, che ha la camera.
attigua alla stanza da bagno di Maddalena,
deve essere entrata di l in camera di
lei e deve averla addormentata.; poi Tebaldo
sar entrato a sua volta, scavalcando il muro
del giardino e l'avr portata via. servendosi
della scala che  ancora l sotto la finestra.
Senza dubbio Celina era in attesa per la
strada e ha aiutato a trasportare Maddalena
nella macchina ferma a poca distanza. Saranno
poi partiti per Cadeilles... almeno lo
spero, perch altrimenti non saprei dove cercarli.
...
La signora di Ojeda era addirittura sbalordita.
Che avventura, mio Dio!... Che avventura!
E quella Fernanda!... Ma perch credete
che vostro fratello l'abbia portata a
Cadeilles?
Perch  il luogo dove pu tenerla nascosta,
aiutato da Celina che per vile interesse
 capace di tutto. Bisogna dunque correre
a liberarla. Speriamo che possa vedere
il signor Wienkiewicz prima che vada a Cadeilles! Se s'imbattesse in
Tebaldo... Parto
subito per Parigi... prendo una macchina a
nolo... ma non ho denaro!
Ve lo do io. Salite in camera mia e
aspettatemi l. Come spiegheremo la vostra
partenza?
Potreste dire che mi mandate a raggiungere
vostro nipote a... mettiamo a Orlans,
dove aveva detto che si sarebbe recato.
S, faremo cos.
La signora di Ojeda afferr le mani del giovinetto
e le strinse a lungo. 
Che cuore avete, Luigi! Mio nipote non
s'ingannava; me lo aveva gi detto. Vostro
fratello e vostra sorella sono indegni di voi.
Fernanda  odiosa. Io non potr pi sopportare
la sua presenza!
Signora, signora, simulate, vi prego, finch
tutto non sar chiarito, poich potrebbe
anche darsi che mi sbagliassi. E anche se
non sbagliassi,  necessario che non mettiate
sull'avviso Fernanda, che potrebbe telegrafare
a Tebaldo e avvertirlo.
Ebbene, simuler, state tranquillo... mi
mostrer pi gentile che potr. Andate, caro,
vi raggiungo subito.
Luigi usc dal salottino per una porta che
dava nella stanza vicina, lasciando donna
Clara tutta sconvolta da quella inattesa rivelazione
e molto angosciata pensando a Karol,
del quale conosceva l'amore per l'incantevole
Maddalena.
 capace di uccidere Tebaldo! pensava.
Oppure, quel furfante potrebbe...
All'idea, del pericolo che correva l'amato
nipote, si sent gelare il sangue nelle vene.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Quando Maddalena riapr gli occhi, rimase
a lungo senza pensare, con un forte dolor di
testa e una grande pesantezza nelle membra.
Quando finalmente riconobbe il luogo dove
si trovava, sulle prime pens di continuare
un brutto sogno.
S, davvero, doveva sognare di trovarsi
nella cappella di Cadeilles. Le strette finestre
dalle quali entrava cos poca luce, le
volte grige, i muri vecchi, l'altare spezzato...
esistevano soltanto nella sua immaginazione.
Si sollev, si guard pi attentamente attorno.
La sua mente diventava pi lucida,
ed ella capiva di essere finalmente bene sveglia.
Ebbene?
Era proprio la cappella, non poteva dubitarne!
Voltando la testa vide la statua di
san Michele, e accanto a quella la panca, tarlata
che nessuno aveva mai smosso.
Che cosa  accaduto? disse ad alta
voce.
Si accorse allora, di essere sdraiata su un
lettino di ferro provvisto di materassa, lenzuoli
e coperte. Accanto a lei si trovava un
tavolino e una poltrona sulla quale era posato
il vestito che era solita mettersi a Chiarafonte
per uscire.
Si alz con un certo sforzo perch le gambe
non la reggevano, e subito fu colta da uno
stordimento che la fece vacillare.
Si aggrapp alla spalliera della poltrona.
Ma. che cosa ho? pens con angoscia.
Sedette sul letto e a poco a poco il malessere
pass. Allora volse un'occhiata intorno.
Non c'era dubbio: si trovava nella cappella
di Cadeilles!
Ma chi... chi mi ha. condotta qui?
Un solo nome le venne alla mente: la signora
di Movis. L'aveva certamente fatta rapire
da Chiarafonte per trasportarla li e tenervela
prigioniera. Ma a che scopo? Sospettava
dunque che Karol si interessasse in suo
favore?
Il giovane, infatti, non aveva dissimulato
il suo interesse, la sua simpatia per l'orfana!
Ma era strano che quella donna astuta., intelligente,
agisse in tal modo, ben sapendo che
avrebbe dovuto render conto a Karol Wienkiewicz
del suo operato.
Comunque, ci non aveva importanza.
Maddalena non si preoccupava molto, perch
sapeva che se avesse voluto sarebbe potuta
uscire subito da quella prigione. Ma preferiva
aspettare Karol che doveva venire a
prendere il testamento del signor di Norhac
e che non avrebbe tardato ad apparire. Come
sarebbe rimasto sorpreso di trovarla l!
Non pot fare a meno di sorridere pensando
allo stupore del giovane.
Poi si alz e si accorse di indossare la sua
vestaglia.
Come avevano fatto a portarla via da Chiarafonte
senza che se ne accorgesse? Addormentandola,
forse? S, cos si spiegava benissimo
il mal di testa e la pesantezza alle
gambe.
Si sforz a fare qualche passo per la cappella,
non senza guardare ogni tanto con apprensione
la volta e le pietre che ne erano
cadute nel corso degli anni, e si ammucchiavano
in terra. La signora di Movis sperava
forse che ne cadesse una bella grossa e la liberasse
di lei?
Sarebbe meglio che mi ritirassi nella
cripta, pens Maddalena. Ma siccome 
probabile che presto sopraggiunga qualcuno,
preferisco aspettare qui.
Si tolse la vestaglia  indoss il tailleur;
poi sedette e rivolse uno sguardo amichevole
a san Michele. Prima di andare nella cripta
avrebbe ripreso La busta che egli aveva certamente
conservata.
Ma l'aveva conservata davvero?
Improvvisamente dubbiosa, Maddalena si
alz, sal sulla panca e tese la mano verso
il casco. La busta c'era ancora.
Con un sospiro di sollievo la prese e se la
infil sotto la camicetta. Poi sedette di nuovo
sulla poltrona e cominci a riflettere.
A chi mai la signora di Movis aveva dato
l'incarico di portarla via? A Celina, forse?
Ma Celina non poteva, avere agito da sola!
E come avrebbe spiegato Vincenza alla signora
di Ojeda e al nipote di lei la scomparsa
della pupilla di suo marito? Nonostante la
sua abilit, non le sarebbe stato facile, perch
Karol non era tipo da lasciarsi ingannare.
Ogni volta che tornava con il pensiero al
giovane artista, il cuore della fanciulla accelerava
i suoi palpiti. Sperava che da un momento
all'altro Karol apparisse e la portasse
via, togliendola per sempre alla signora di
Movis.
Volesse Iddio che il testamento dello zio
Enrico le desse il mezzo di sconfiggere quella
perfida donna! Era ansiosa di leggerlo ma
non osava, temendo che qualcuno arrivasse
all'improvviso.
Infatti la porta si apr di l a poco, e Maddalena
vide senza sorpresa la grossa faccia, di
Celina, con gli occhietti scintillanti di gioia
malvagia.
Ebbene, bella mia, come va? Siete un
po' affaticata, eh? Dopo il viaggio, si sa!...
Si avvicinava ghignando e strascicava le
ciabatte sul suolo polveroso. Portava in braccio
un paniere coperto da un tovagliolo.
Maddalena le lanci uno sguardo di disprezzo,
senza rispondere.
Vi date le arie di una principessa, eh?
Diamine, dopo aver frequentato il bel mondo
e dei tipi eleganti come il signor Karol, un
po' di superbia  naturale. Ma con Celina
non attaccano... e non attaccher nemmeno
con il signorino Tebaldo, credetelo!
Tebaldo?... disse vivamente Maddalena.
Diamine, cascate dalle nuvole? Non
avete dunque capito che  stato lui a portarvi
qui?
No; credevo che fosse stata la signora
di Movis.
No, no! Anzi, chiss come si arrabbier,
lei, quando lo sapr! Non era questa la sua
idea, tutt'altro! Ma non so come mai lei,
tanto furba, non si sia accorta che il figliuolo
era innamorato di voi.
Ma che dite, Celina?
Maddalena, si era alzata e guardava Celina,
con uno spavento che sconvolgeva i suoi delicati
lineamenti.
Celina sghignazz.
Vorreste farmi credere che non ve ne
eravate accorta? Non sono mica, stupida, sapete!
Soltanto, lo capisco, voi avreste preferito
il bel Karol e i suoi milioni. Perci il
signor Tebaldo, che  geloso come un turco,
ha pensato bene di rapirvi, in barba alla signora
Vincenza e alla zia del polacco. La signorina
Fernanda l'ha aiutato, perch anche
lei in quanto a gelosia  ben provvista. E siccome
mi hanno regalato una bella sommetta,
io li ho aiutati. Ero con voi nella macchina,
e lui guidava. Tutto  andato benissimo. Ora
eccovi sveglia, pronta a ricevere la visita del
signorino Tebaldo che verr a fare una bella
chiacchieratina con voi.
Non voglio vedere quel miserabile!
grid con violenza Maddalena.
Si era alzata, furente di sdegno.
Che furia! Ma a me, sapete, non fate n
caldo n freddo! Arrangiatevi con lui. Ecco
qui: vi ho portato da bere e da mangiare,
soggiunse, posando in terra il paniere che
aveva portato con s. E me ne vado. Se
volete sapere qualcosa, della signorina di
Grandy, vi dir che sta rinchiusa nella sua
torre come un gufo malato.
Volt i tacchi e usc, chiudendo rumorosamente
la porta a chiavistello.
Bisogna che me ne vada subito! pens
Maddalena. Non voglio vedere Tebaldo!...
Finch fa ancora giorno raggiunger la parrocchia
e chieder ospitalit al signor curato.
Di l trover il modo di avvertire Karol
Wienkiewicz.
Si diresse verso la scala della cripta, ma
non vi era ancora giunta che la porta si apr
di nuovo e Tebaldo entr tenendo in mano
una lampada.
Ti porto un lume, Maddalena, disse
con voce calma.
Ella si volt di scatto, altera e furente, e
gli grid:
Uscite!
Con la mano tesa gl'indicava la porta.
Tebaldo, senza scomporsi, pos la lampada
sul tavolino, poi fece qualche passo verso
di lei.
Che brutta accoglienza, Maddalena! Eppure
vengo a te con le migliori intenzioni del
mondo.
Non gradisco le vostre intenzioni. Siete
un miserabile!
Perch ti ho strappata un po' bruscamente
a quel paradiso che  Chiarafonte?
Ammetto che il procedimento  stato un po'...
vivo; ma ne ha colpa la tua bellezza che mi
ha reso addirittura pazzo.
Tacete. Non voglio ascoltarvi.
S, mi ascolterai... come ascoltavi le
belle parole del simpatico Karol!
La voce melliflua prese un accento di odio
pronunziando quel nome. Senza rispondere,
Maddalena gli volt le spalle e si diresse
verso la poltrona, appoggiando le mani frementi
alla spalliera.
Tebaldo sogghign.
Ti piace di fare l'insolente, graziosa
cuginetta? Non importa! L'ultima parola
spetta a me. Voglio che tu diventi mia moglie,
capisci? Ti amo, e sono pronto a rimuovere
qualsiasi ostacolo per farti mia. Mia
madre sulle prime striller, ma poi ceder di
fronte alla mia decisione. Dunque, cuginetta
bella, o accetti con buona grazia di sposarmi...
Mai!
Senza cambiare tono di voce Tebaldo continu:
...o rimarrai qui prigioniera finch non
cambierai idea. Nessuno sa dove sei, nessuno
penser di venire a cercarti qui. Celina ti
porter il necessario. Quando sarai stufa di
questo soggiorno incantevole, me lo farai sapere.
Allora verr a ricevere la tua promessa
e ti render la libert. Andremo poi insieme
dai miei genitori, che non potranno fare a
meno di darci il loro consenso, perch con
questo piccolo strattagemma ti troverai compromessa
agli occhi del mondo... e so che
per te sarebbe impossibile vivere con la macchia
di una colpa, sia pure apparente. Sicch,
a buon intenditor poche parole. Ti chiedo
scusa di doverti alloggiare in modo scomodo,
ma non dipende che da te occupare oggi
stesso il migliore appartamento del castello.
Pensaci, prima che me ne vada.
Potete risparmiarvi questi discorsi inutili,
disse sprezzantemente Maddalena.
Va bene, va bene. A domani, dunque.
Una notte passata in questo grazioso posticino
ti far certamente cambiare idea. Ah,
un consiglio! Rimani nella parte dove  stato
messo il letto, perch l non sono ancora cadute
delle macerie.
Quando Tebaldo se ne fu andato, Maddalena
mand un sospiro di sollievo. Si sedette,
per rimettersi dal turbamento provato. L'antipatia,
o meglio la repulsione che le aveva
sempre ispirato il figlio di Vincenza, si era
acuita dopo che quell'odioso individuo le
aveva rivelato il suo amore. L'amava, ed era
geloso di Karol Wienkiewicz!
Trem. Karol! L'amava forse anche lui?
Ne ricordava lo sguardo tenero e ardente, le
premure, la dolcezza di certe sue parole...
Una gioia inebriante la penetrava. Era mai
possibile? No, no, era pazza a credere una
cosa simile! Lui, un uomo quasi celebre, innamorarsi
della povera Maddalena! Soltanto
la sua grande bont, la sua pietosa commiserazione
lo spingevano a essere cos premuroso
con lei.
E Fernanda, invidiosa e maligna, ne soffriva.
Tebaldo poi si rodeva dalla rabbia di
sentire quanto Karol fosse intellettualmente
e moralmente superiore a lui, e quanto ella
stessa lo ammirava.
Congiunse le mani, mormorando:
Signore, proteggetemi e salvatemi da
quel miserabile!
Poi si alz, decisa a scendere nella cripta.
Prima, per, voleva leggere il testamento.
Tolse il foglio dalla busta e si chin verso
la lampada. Con difficolt pot distinguere le
parole scritte con calligrafia malferma:
Lascio tutto il mio patrimonio alla mia
bisnipote Maddalena di Norhac, figlia di mio
nipote Rolando, annullando ogni altro testamento
fatto in favore di Vincenza di Movis,
che ha brigato per appropriarsi dei miei beni
e ha impedito a Rolando di Norhac di giungere
fino a me.
Seguivano la data e la firma del defunto,
che con un ultimo sforzo di energia l'aveva
resa leggibilissima.
Ah!  proprio quello che desiderava il
signor Wienkiewicz! pens felice Maddalena.
Povero zio Enrico, aveva conservato
la sua lucidit fino all'ultimo momento!
Rimise il foglio nella busta, se lo nascose
di nuovo in seno, poi prese la lampada e scese
nella cripta.
Prov un'impressione di freddo umido e
cap che sarebbe stato pericoloso per lei trattenersi
l. Dette uno sguardo verso l'apertura
del passaggio, poi risal e si stese sul
letto.
Il suo orologio, un regalo che le aveva fatto
due giorni prima donna Clara, segnava le
sette della sera. Un po' di luce filtrava ancora
dalle finestre strette, senza vetri. Per
fortuna la temperatura era mite. Sarebbe
stata una notte spiacevole, certo, ma Maddalena
l'avrebbe sopportata in pace pensando
alla fortuna che le assicurava quel benedetto
testamento dello zio Enrico. E per massimo
conforto, sapeva che il giorno dopo avrebbe rivisto Karol.
Egli avrebbe pernottato a Parigi e sarebbe
partito la mattina all'alba per Cadeilles; cos
aveva detto. Forse avrebbe perso un po' di
tempo nel cercare il sentiero che conduceva
alla cascata... ma dopo, tutto sarebbe stato
facile e semplice: l'avrebbe condotta via, lontana
da Tebaldo, degno figlio di Vincenza.
Aveva fame, ma non tocc le provviste portate
da Celina; temeva che contenessero qualche
droga per farla addormentare di nuovo.
Era meglio non fidarsi, con certa gente!
Le ore trascorsero lentissime, fino al momento
in cui Maddalena, spossata dalla stanchezza, si addorment.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Quando Maddalena si svegli, un debole
chiarore annunziava l'alba. E lei si alz e
cammin un poco per la cappella. La fame
e la sete la torturavano perch non aveva
preso niente da due giorni. Si decise a mangiare
un pezzetto di pane, ma non tocc la
bottiglia di birra che Celina aveva messo nel
paniere. Poi-si sdrai di nuovo. Verso le sei
scese nella cripta, pensando che ormai Karol
non avrebbe tardato molto.
E se qualche cosa lo avesse trattenuto?
riflett poi, con inquietudine. Aspetter fino
alle sette, poi uscir di qui a ogni costo, perch
corro il rischio di veder entrare da un
momento all'altro Celina o Tebaldo.
Andava e veniva tra le tombe, nelle quali
erano stati sepolti i signori di Cadeilles fino
alla Rivoluzione. L'apertura del passaggio
sboccava dietro a un sarcofago di pietra che
doveva risalire al Duecento. Siccome la cripta
era molto buia, e l'apertura rimaneva in
basso, per trovarla bisognava sapere che
c'era, a meno che non venisse scoperta per
caso, come era accaduto a Rolando di Norhac.
Bench ci fosse gi passata una volta, Maddalena
era un po' in pensiero all'idea di rifare
quella strada da sola. Guardava nervosamente
l'orologio, e i minuti le parevano
interminabili. Alla fine ud un rumore leggero.
Tendendo l'orecchio sent un certo fruscio.
 lui! pens, con il cuore in tumulto.
Si chin, avvicinando la bocca all'apertura.
Signor Wienkiewicz! grid.
Una voce soffocata chiese:
Chi chiama?
Sono io, Maddalena. Sono nella cripta,
ma tutto va bene.
Maddalena!
Un istante dopo Karol veniva fuori dall'apertura.
Con un balzo fu in piedi nella
cripta.
Voi, qui? Ma che cosa  accaduto?
Ve lo racconter. Andiamo via... via
subito, perch Tebaldo o Celina potrebbero
tornare.
Tebaldo?
S, Tebaldo che mi ha rapita, trasportata.
qui con la complicit di Fernanda e con
l'aiuto di Celina.
Rapita? Questa poi...!
Per fortuna ha avuto la buona idea, di
chiudermi in questa cappella, dalla quale potevo
evadere quando volevo. Ma ho preferito
attendervi. Andiamo via. Ho gi preso il testamento
dello zio Enrico!  come voi speravate!
Che fortuna! Tutto si accomoder, cara
Maddalena. Andiamo.
Qualche minuto dopo erano nella grotta
davanti alla quale precipitava l'acqua della
cascata. Aiutata da Karol, Maddalena raggiunse
agevolmente la stretta riva del ruscello;
ma fatti pochi passi ebbe una mancanza,
e sarebbe caduta se Karol, che le dava
il braccio, non l'avesse sostenuta.
La prese tra le braccia e la port a pochi
metri di distanza., in una insenatura, su un
praticello. Karol depose sull'erba la fanciulla,
s'inginocchi accanto a lei per sostenerla.
Quando ella torn in s si sent tra le
sue braccia e incontr il suo sguardo ansioso.
Come state, mia diletta, mia, piccola
Maddalena?
Quelle parole, e l'ardore dell'accento con
cui furono dette la fecero riavere come se
avesse bevuto un ottimo cordiale. Arross un
poco, mormorando:
Mi sento bene. Sono soltanto un po' debole...
perch non ho mangiato.
Vi ha lasciata senza cibo, quello scellerato?
grid Karol.
No... ma non ho osato toccare quello
che mi  stato portato. Avevo paura che mi
dessero qualche droga. A Chiarafonte mi avevano
addormentata per portarmi via.
Si era sollevata un poco e cercava di scostarlo
da s, arrossendo sempre pi; ma le
braccia di Karol non allentarono la stretta.
No, Maddalena, non vi movete, egli
disse con tenerezza. Fin da questo momento
voglio che mi consideriate come vostro
fidanzato, giacch... spero che non rifiuterete
di diventare mia moglie, non  vero?
Io, vostra moglie! esclam lei.
Che gioia nei suoi occhi azzurri! Quanta
ingenua felicit vibrava nella voce giovanile
che ripeteva:
Vostra moglie... io, io!? Sarebbe un
sogno!
No; sar una realt, se lo volete.
Oh, se voglio!
Karol baci dolcemente il caro viso.
Mia diletta!... Vi far dimenticare i
giorni cattivi. Andiamo, ora. Ci fermeremo
a Pau per far colazione, poi fileremo verso
Parigi dove mia zia, che avvertiremo per telefono,
ci raggiunger stasera.
E i di Movis?
Li metter alla porta, semplicemente.
Venite, Maddalena. Non indugiamo pi oltre.
Vi porter in braccio fino alla macchina,
che ho lasciato qui vicino al sentiero.
Ma no! Posso camminare bene, ora.
Senza darle ascolto Karol la sollev tra le
braccia, e appena fuori del sentiero la pos
in terra e la prese a braccetto, per sostenerla.
Cos apparvero a Vojciedi che aspettava.
Ho trovato la signorina di Norhac prigioniera,
chiusa in una vecchia cappella dal
cugino che l'ha portata via da Chiarafonte,
spieg Karol al cameriere visibilmente sbalordito.
Sistem la fanciulla nell'automobile, poi
disse sorridendo:
Filer a tutta velocit perch mi preme
che vi rifocilliate. Non mi rimprovererete,
vero?
No, se non esagerate, rispose sorridendo
anche lei.
Mi prover.
Karol chiuse lo sportello e sal al volante.
Vojciedi si sedette accanto a lui, e la possente
macchina part, portando Maddalena in
pieno sogno di felicit.
A Pau, mentre la fanciulla faceva colazione
in un salottino privato richiesto da Karol,
questi, dopo avere esaminato il testamento,
compil un telegramma per donna
Clara.
Riportiamo Maddalena rapita Tebaldo.
Tutto bene. Siamo stasera Parigi. Rimandate
i di Movis.
Quando ebbe spedito il telegramma, volle
che Maddalena gli raccontasse tutto quello
che era accaduto. Quando gli rifer le parole
d'amore che Tebaldo le aveva rivolte, il giovane
fu cos indignato, che la fanciulla temette
che volesse tornare subito a Cadeilles
per punirlo.
Lo farei davvero, se non fosse per voi,
per evitare ogni scandalo.
Sar abbastanza punito dalla perdita
dell'eredit dello zio, osserv Maddalena.
Non abbastanza in confronto con quello
che si merita, quel miserabile! Per ora non
pensiamoci pi e parliamo un poco di voi.
Fin da domani comincer le pratiche necessarie
per il nostro matrimonio, in maniera
che si possa celebrare appena mio padre sar
di ritorno. Fino a quel momento rimarrete
con mia zia a Chiarafonte che far ben sorvegliare
e dove verr ogni giorno a trovarvi.
Va bene cos?
Siete voi il miglior giudice, rispose
lei con piena fiducia; e sorridendo soggiunse:
Mi pare di vivere la storia della bella Brengre.
La conoscete?
S, me la raccont Luigi, il giorno che
vidi illustrato nel suo album il racconto della
prigioniera nella Torre del Re. Figuratevi che
l'eroina aveva i vostri lineamenti. Fu allora
che mi venne l'idea che la signora di Movis
vi avesse rinchiusa nella torre. E Luigi me
lo dovette confessare con suo sommo dolore,
povero ragazzo!
Quanto soffrir, ora, venendo a sapere
dell' indegna condotta del fratello! disse
Maddalena con compassione.
Inoltre, star certamente in pena per la
vostra scomparsa. E anche mia zia. Che cosa
avranno pensato? La signora di Movis era
davvero estranea a tutto questo?... E Fernanda?
Maddalena gli appoggi una mano sul braccio
con timida tenerezza.
Non ne parliamo pi. Come avete detto
prima. Dimentichiamoli.
Per il momento, s; ma tutto deve essere
sistemato. Se vi sentite abbastanza riposata,
cara, sarebbe meglio partire subito per
Parigi.
S, andiamo. Non vedo l'ora di essere
pi lontana possibile da Cadeilles, dove ho
conosciuto soltanto dolore e avvilimento. Mi
dispiace per di non aver potuto vedere la
cugina Serafina.
Karol, che contemplava estasiato il bel visino
commosso e mesto, promise subito:
Le assicureremo una vita agiata appena
ci saremo sposati.
Ed ebbe in ringraziamento il pi bel sorriso
del mondo.
Luigi, arrivato a Pau in nottata, si era dovuto
fermare l. Si proponeva di ripartire
all'alba; ma, al momento della partenza, la
macchina, ebbe un guasto al motore, e il giovinetto
dovette indugiare un'ora buona, senza
immaginare che Karol passava la notte in un
albergo a poche centinaia di metri da quello
dove era alloggiato lui.
Non sapendo che Karol aveva deciso di
fermarsi a Pau prima di recarsi a Cadeilles,
Luigi si chiedeva con angoscia dove lo
avrebbe trovato, e che cosa fosse andato a
fare al castello. Voleva forse parlare con la
signorina Serafina? E se anche Tebaldo fosse
stato l, e avesse supposto che Karol, al corrente
del rapimento di Maddalena, voleva liberarla,
che cosa sarebbe accaduto? Che cosa
sarebbe venuto fuori da quell'imbroglio?
Ossessionato da tali pensieri, Luigi si
struggeva, di arrivare. Finalmente la macchina
si ferm davanti al cancello di Cadeilles.
Oh, siete qui, signorino Luigi?
Il signor Tebaldo  arrivato?
S, arriv ieri sera.
E... arriv solo?
Il portiere parve stupito da quella domanda.
S, signore.
Bene. Ho capito.
E intanto Luigi pensava:
Dove avr messo Maddalena? Non  dunque
qui? E allora perch  venuto lui?
Poi ripens:
L'avr fatta passare di nascosto, da un'altra
entrata, con l'aiuto di Celina.
Con intimo tremore chiese poi:
Nessun altro  venuto?
Nessuno.
Luigi si incammin verso l'ingresso del castello,
seguito dallo sguardo del portiere, che
frattanto pensava:
Che aria strana ha il signorino Luigi!
E perch i fratelli vengono uno dopo l'altro?
Che cosa vengono a fare qui? E perch Celina
 andata a Parigi in questi giorni?
Nel vestibolo Luigi si ferm indeciso, col
cuore in sussulto. Doveva cercare subito del
fratello, oppure di Maddalena, se davvero
l'avevano condotta l?
Decise per quest'ultima soluzione e and
difilato alla Torre del Re. La porta era
aperta, e cos pot vedere subito che Maddalena
non c'era.
Dove cercarla, dunque? Forse nella cappella,
dove sua madre l'aveva tenuta altre
volte rinchiusa.
La porta era chiusa a chiavistello. Luigi
lo tolse ed entr nella stanza.
Non c'era anima viva, ma nella parte meno
distrutta vide un letto, una poltrona, un tavolino,
un paniere e, sul letto, la vestaglia di
Maddalena.
 stata qui... ma non c' pi, pens
Luigi. Dove l'hanno portata?
And fino alla porta della cripta, chiam
ad alta voce. Nessuno rispose. Allora torn
indietro, deciso a cercare Tebaldo.
Uscendo dalla galleria s'imbatt in Celina
che arrivava portando una tazza di latte. Ella
mand un grido di sorpresa..
Signorino Luigi! Di dove venite?
Mio fratello  qui, Celina?
No, davvero, rispose la donna che si
era gi riavuta dalla sorpresa. Che cosa
verrebbe a fare qui il signorino Tebaldo?
E voi, che ci fate?
Cerco Maddalena... Dove l'avete portata?
Dove l'abbiamo portata? Che dite?
Dico che mio fratello e voi l'avete tenuta
chiusa nella cappella; ma siccome ora
non c' pi, voglio sapere...
Non c' pi? Non  possibile!
Celina corse a precipizio verso la cappella.
A quanto pare non lo sa davvero, pens
Luigi, colto da una speranza. Che Maddalena
sia fuggita? Oppure che sia stata liberata?
Ma da chi? E come?
Celina riapparve, paonazza e furibonda.
 proprio vero! Come ha fatto quella
briccona? Ora il signorino Tebaldo andr su
tutte le furie. Ha imbrogliato tanto e ha speso
un sacco di quattrini, per vedere poi la sua
bella filare all'inglese! Gli ha fatto davvero
un brutto tiro quella ragazzaccia!
E senza occuparsi pi di Luigi, Celina si
allontan, certamente per andare ad avvertire
il suo padroncino.
Luigi, perplesso, non sapeva pi che fare.
Non aveva nessuna voglia d'incontrarsi con
il fratello, ma desiderava assicurarsi che
Maddalena non fosse pi nelle sue mani.
Non poteva darsi che Tebaldo avesse portato
la cugina in altro luogo, senza dir niente a
Celina?
Mentre stava riflettendo apparve Tebaldo.
Era verde dall' ira e tutto sconvolto. Correva
come un matto. Afferr Luigi per un braccio
e lo trascin con s, gridando:
Ora mi spiegherai...
Nella cappella lasci andare il ragazzo e
gett un'occhiata in giro; poi corse a guardare
dietro l'altare spezzato. A Celina, che
arrivava in quel momento, disse:
Trattieni qui Luigi; io vado a procurarmi
una lampada per scendere gi.
Torn dopo cinque minuti con una lampada
elettrica tascabile e scese nella cripta.
Fece il giro delle tombe, ma teneva la lampada
rivolta un po' in alto, e l'apertura del
passaggio rimase al buio. Risal; aveva lo
sguardo bieco, minaccioso. Celina, sempre
amante del riposo, si era sdraiata nella poltrona
portata, l per Maddalena.
Sicch, il bell'uccellino ha preso il volo?
disse, con aria ironica.
Senza degnarsi di risponderle, Tebaldo si
diresse verso il fratello che era rimasto in
piedi dove lo aveva lasciato.
Sei stato tu che l'hai fatta fuggire?
Io? No. La porta era chiusa dal di fuori,
e dentro, quando ci sono entrato poco fa, non
c'era nessuno.
Ma perch sei venuto a Cadeilles?
Per sapere che cosa avevi fatto di Maddalena.
Donna Clara mi ha mandato a cercarla,
e siccome avevo dei sospetti su te e
Fernanda...
Perch?
Perch l'altro giorno vi sentii parlare
di Celina e della somma che le avresti data.
Inoltre, ho trovato il tuo fazzoletto ai piedi
del muro di Chiarafonte.
E vuoi sostenere che non sei stato tu
a farla fuggire?
 cos.
Tu menti! Chi dunque l'avrebbe portata
via?
Non lo so. Credevo che tu stesso l'avessi
portata, altrove.
Tu fingi, brutto scimmiotto!... Dimmi
dov', altrimenti guai a te!
Tebaldo aveva afferrato per un braccio il
giovinetto e lo scoteva selvaggiamente.
Se anche lo sapessi, non te lo direi,
rispose coraggiosamente Luigi ma ti assicuro
che non lo so.
Ah! Non lo sai?... Comunque, sei Una
miserabile spia al servizio di donna Clara e
di Wienkiewicz. Ed ecco come si trattano le
spie!
Gli lasci andare uno schiaffo con tale violenza,
che l'altro casc in terra, e and a
sbattere la testa contro una pietra restando
privo di sensi.
Signorino Tebaldo, avete picchiato troppo
sodo, disse Celina che, alzatasi, si avvicin
a Luigi.
Tebaldo alz le spalle.
Ne avr delle peggio. Ha bisogno di essere
domato, questo ragazzo.
Ma non potete mica ammazzarlo! Avreste
delle noie, sapete! E gi ne avrete abbastanza
per la bella Maddalena, ora che vi 
scappata.
Si chin a guardare Luigi. Il sangue gli
sgorgava copioso dalla testa e colava sulle
pietre del pavimento.
Sta male, sapete, disse Celina.
Tebaldo guard con occhio bieco il fratello,
gli si avvicin, si chin su lui, gli mise una
mano sul cuore.
 vivo. Portiamolo dalla signorina di
Grandy; lo assister.
Alzarono il ragazzo e lo portarono alla
torre. La signorina Serafina fu molto sorpresa
quando li vide entrare in camera sua
con quel fardello.
Luigi  cascato e si  fatto male,
spieg Tebaldo. Siccome devo ripartire
subito non posso occuparmi di lui... e anche
Celina ha molto da fare. Volete curarlo voi,
cugina?
Ah, siete al castello?
S, da ieri; siamo qui di passaggio. Dobbiamo
adagiarlo sul letto di Maddalena?
S, ma bisogna che Celina mi aiuti, perch
le mie forze diminuiscono ogni giorno di
pi.  ferito gravemente?
Non so; credo di no.
Tebaldo e Celina si dirigevano frattanto
verso la cameretta che era stata quella di
Maddalena.
La signorina di Grandy entr dietro a
loro e si chin su Luigi per esaminare la ferita.
Ora lo medicher, ma sarebbe meglio
chiamare il dottore.
Va bene; Celina mander il portiere a
Dreuzes per chiamarlo.
Lasciatemi anche un po' di denaro, perch
ho appena lo stretto necessario per me.
soggiunse la vecchia signorina.
Tebaldo estrasse dal portafogli diversi biglietti
di banca e glieli consegn.
Siete venuti voi due soli? chiese la
signorina di Grandy.
S.
Maddalena sta bene?
Benissimo. Arrivederci, cugina.
Mentre egli si allontanava, la signorina di
Grandy gli chiese, con un certo sarcasmo:
Devo mandarvi notizie di vostro fratello?
Ci penser Celina, rispose lui, e usc
dalla stanza.
La governante strinse un occhio alla signorina
di Grandy.
L'affetto per il fratello non lo soffoca
davvero, quello l! Per poco non l'ha accoppato!
Che dite? grid la signorina di
Grandy, inorridita!.
Ma s! Era tanto arrabbiato, che l'ha
buttato in terra con un ceffone.
Perch era arrabbiato?
Celina fece una risatina.
Questo non ve lo posso dire. Ve lo dir
certamente il ragazzo, che non ha motivo di
cucirsi la bocca. Ma io, sapete, sono onesta; quando mi pagano, non parlo.
E fatta questa dichiarazione, Celina usc maestosamente. Sulla soglia della camera grid: Vi mander il dottore... e anche la moglie del portiere per aiutarvi. Io sono stanca.
La signorina Serafina, china di nuovo su Luigi, ne osserv per un momento il visetto pallido, gli occhi chiusi. Poi sospir, mormorando: Anche tu, poverino, sei una loro vittima! Ah, vorrei che la mia piccola, cara Maddalena potesse uscire dalle loro mani! Ma che cosa avverrebbe poi di quella infelice bambina, se si trovasse sola, giovane e bella com'? Mi fa paura quel polacco che l'ammira tanto e che certo ne  innamorato! Ah, come finir questa faccenda?
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
Maddalena era stata, accolta con caldo affetto
dalla signora di Ojeda, che era felicissima
del fidanzamento del nipote; felicissima,
ma non sorpresa, perch fin dalla prima volta
che il giovane le aveva parlato della fanciulla
non le aveva nascosto il suo amore per lei e
il desiderio di sposarla.
Ella raccont che, appena ricevuto il telegramma
di Karol, aveva fatto telefonare dalla
sua cameriera alle signore di Movis, che quel
giorno si trovavano a Parigi, informandole
che un avvenimento improvviso la costringeva
ad assentarsi da Chiarafonte per un
periodo indeterminato e che la cameriera
avrebbe fatto i loro bagagli e glieli avrebbe
spediti il giorno dopo.
Cos la questione di mettere alla porta le
signore, come aveva detto Karol, era stata
risolta molto facilmente.
Dopo desinare si era trattenuta a parlare
con il nipote, mentre Maddalena, spossata,
era salita in camera a riposarsi.
Senza spiegazioni, conferm Karol.
Se la signora di Movis le vorr, verr a chiederle a me. Intanto io porter domani stesso il testamento al nostro amico Martin Duchaud, che mi consiglier sul da farsi.
Martin Duchaud era un avvocato di grido, molto amico del signor Wienkiewicz e di suo figlio.
Inoltre, soggiunse far i passi necessari affinch il consiglio di famiglia dia il suo consenso al matrimonio di Maddalena.
Purtroppo siamo nel periodo delle vacanze, perci tutto proceder lentamente.
Denunzierai alla Giustizia i di Movis, a nome di Maddalena? chiese la signora di Ojeda.
Certo! Mi dispiace molto per Luigi, ma sua madre  stata troppo crudele con Maddalena, perch possa risparmiarle il giusto castigo.
Condivido il tuo parere. E Tebaldo?
Quanto a lui, preghi Iddio di non capitarmi tra i piedi, perch lo tratterei come si merita! Se non temessi di creare uno scandalo che potrebbe, in un certo modo, nuocere al buon nome di Maddalena, lo denunzierei per ratto di minorenne.
Il giorno dopo, nel pomeriggio, Karol condusse a Chiarafonte la zia e la fidanzata.
Bench avesse stabilito uno stretto servizio di sorveglianza nel castello, volle che Maddalena dormisse nella camera attigua a quella di donna Clara; poi part, promettendo di tornare il giorno dopo all'ora di desinare.
L'avvocato Martin Duchaud gli aveva dato in mattinata tutte le indicazioni necessarie e promesso la sua assistenza; ma, come Karol prevedeva, le vacanze avrebbero ritardato la necessaria procedura.
Cercate almeno di riunire presto il consiglio di famiglia, gli disse Karol.  la cosa pi urgente, perch voglio avere al pi presto possibile la signorina di Norhac sotto la mia protezione.
E sar bene, perch ora ella  in una situazione illegale nei confronti del tutore.
Tuttavia, data l'indegnit della signora di Movis, e la ovvia complicit del marito, non oseranno muovere un passo.
Il giorno dopo, sulla fine del pomeriggio, Karol, tornando a casa dopo essere stato dal gioielliere al quale aveva ordinato i doni di nozze per la fidanzata, seppe dal cameriere che la signora di Movis chiedeva di vederlo.
Le ho detto che il padrone era fuori e
che non sapevo quando sarebbe tornato; ma
lei ha risposto che avrebbe aspettato.
Che faccia tosta! pens Karol.
Quando entr in salotto, la signora di Movis, elegantissima, se ne stava seduta con aria tranquilla, come sempre. Egli si avanz, si inchin appena e disse con voce breve: Che cosa desiderate, signora?
Uno sguardo di mite rimprovero si alz su lui.
Voglio sapere come mai vostra zia ci ha rimandato le valige, senza scriverci due righe, senza darci una garbata spiegazione... trattandoci insomma come persone indesiderabili.
Signora, non vogliate costringermi a usare parole che un uomo ben educato usa malvolentieri verso una donna... anche se colpevole come voi.
Alzandosi in piedi di fronte al giovane, la signora di Movis aveva l'espressione stupita, indignata, dell'innocente accusata ingiustamente.
Colpevole, io? E di che cosa, signore?
Di aver carpito l'eredit del signor di Norhac.
Vincenza non batt ciglio.
 stata Maddalena a mettervi in testa questa idea? disse pacatamente, ma con voce ironica.
No. Vi accusa il signor di Norhac...
Il signor di Norhac? Mi accusa?
Questa volta la signora di Movis si turb.
Con il suo testamento.
Il suo testamento? Quale testamento?
Quello che fece prima di morire e che consegn a Maddalena perch lo nascondesse fino a quando non si trovasse in condizione di difendere il suo bene contro di voi.
Ha fatto... un altro testamento?
Per un attimo Vincenza si smarr. Il suo viso abitualmente pallido divent verde. Ma si riprese subito, e con una risata, forzata, replic: E voi credete a una cosa simile? Questa  pura invenzione di una ragazza scaltra che vi ha fatto perdere la testa con i suoi begli occhi.
Il testamento, che ora si trova nelle mani di un uomo di legge, non  un'invenzione.
In esso il signor di Norhac vi accusa formalmente di aver brigato per ereditare i suoi beni e di aver impedito al nipote di giungere fino a lui. La Giustizia riconoscer l'autenticit di quell'atto. E vi sar anche chi testimonier che tenevate sequestrato il signor di Norhac, con l'aiuto della governante.
Inoltre il modo in cui trattavate la vostra giovane cugina non sar un punto favorevole della vostra difesa...
Vincenza era livida, ma seppe mantenere
melliflua la voce, quando rispose:
Davvero, signore, non capisco! Mi raccontate
un vero romanzo! Ma come, ma dove
pot vedere mio zio, la bambina? Come pot,
lui, scrivere il testamento?
La bimba entr per caso nella sua camera.,
poche ore prima che egli morisse, e
in poche parole tutto fu messo in chiaro. Il
morente, gi insospettito, cap immediatamente
ogni cosa... e volle riparare l'ingiustizia.
Nessuna persona sensata potr credere una cosa simile! disse Vincenza con apparente serenit.
Vedremo. V'informo che sarebbe anche giusto denunziare al Tribunale vostro figlio Tebaldo, che ha rapito Maddalena e l'ha tenuta rinchiusa nella cappella di Cadeilles.
Questa volta, il colpo fu duro quanto inaspettato.
Tebaldo? esclam. Che dite? Tebaldo?
S, signora... potete chiederne conferma a vostra figlia Fernanda che  stata sua complice.
Ma  una pazzia.!... Una vera pazzia!
Annientata, la signora non sapeva far altro che ripetere questa parola.
Karol continu freddamente: Per un caso fortunato ho potuto salvarla.  ormai sotto la mia protezione;  la mia fidanzata, e presto sar mia moglie. Questo,
per farvi capire che qualora durante il processo tentaste di nuocerle, saprei farvene pentire.
Poi soggiunse, con gelida, cortesia: Credo di essere stato chiaro. Non vi pare?
La signora di Movis fece qualche passo verso la porta, senza rispondere; poi, voltandosi, mostr a Karol un viso calmo e impenetrabile.
Non crediate, signore, di averla vinta con me! La ragione  mia, e non di quell' intrigante che vi ha irretito. Bel matrimonio per un Wienkiewicz! Spero che vostro padre arrivi presto e dia una buona lezione a quella ragazza!.. Attendo tranquilla il processo di cui voi ci minacciate, e sono sicura che il cosiddetto testamento verr riconosciuto per quello che : un'odiosa mistificazione.
Fa la brava, pens Karol mentre ella usciva ma  rimasta colpita. Ora parto subito per andare dalla mia cara Maddalena.
Un'ora dopo, infatti, presso lo stagno dove ella lo attendeva, Karol, seduto accanto alla fidanzata, che abbandonava la testa sulla sua spalla, le rifer il colloquio avuto con colei che egli chiamava la ex castellana di Cadeilles.
Potrebbe darsi che il testamento non fosse riconosciuto valido? chiese Maddalena.
No, no, non temere! Con le testimonianze che raccoglieremo, in appoggio alla denunzia gi fatta a suo danno, vinceremo certamente la causa. E tu diventerai padrona di Cadeilles.
Ella ebbe un leggero brivido.
Sono certa, che quella dimora mi far sempre un' impressione penosa!
Infatti, non l'abiteremo. Il mio bel fiorellino  stato troppo tempo chiuso in quella, prigione; ha bisogno di un'altra aria per sbocciare. A dicembre andremo ad Antibes, dove mio padre ha una villa, e l passeremo l'inverno.
Oh, Karol, ho sempre paura di sognare! ella mormor alzando su lui i begli occhi in cui si rispecchiava la luce aurea del tramonto.
No, mia adorata, non  un sogno, grazie al cielo! egli rispose baciando le palpebre frementi. La fata maligna non pu far niente contro di te, e da ora innanzi avr il potere di renderti felice... quanto almeno dipende dalla mia volont.
...
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...
Capitolo 23.
...
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...
Egregio signore,
Ricevei ieri la vostra lettera che mi d notizia della drammatica avventura toccata alla signorina di Norhac, ed anche del vostro fidanzamento con lei. Secondo il vostro desiderio, mi sono recato a Cadeilles per partecipare dette notizie alla signorina di Grandy, poich temevate che una vostra lettera venisse sequestrata dalla governante. Sono salito direttamente alla torre, come mi avevate consigliato di fare, e ho bussato alla porta della signorina di Grandy. Dapprima mi ha ricevuto con una certa diffidenza; manon appena le ho parlato della sua giovane parente,  stata molto gentile. Si  dimostrata
soddisfatta nell'apprendere il vostro prossimo matrimonio. In quanto al tentativo di ratto di cui si  reso colpevole Tebaldo, ella non se ne  punto meravigliata, giacch, ha detto, lo ha sempre creduto capace di tutto.
Il testamento del signor di Norhac, poi, le ha procurato un vero sollievo, poich si era sempre rimproverata di non aver avuto il coraggio di sfidare tutti e di parlare dell'orfana al cugino Enrico. Mi ha detto inoltre che il signorino Luigi  gi da qualche giorno a Cadeilles e che ha dovuto curarlo per una ferita alla testa che egli ha riportato in una caduta. Qualche parola sfuggita a Celina le ha fatto per capire che il ragazzo casc per un tremendo schiaffo
datogli da Tebaldo in un accesso di collera.
La governante non ha voluto spiegare il motivo di quella collera, e neppure il ferito ha voluto parlarne. Ne abbiamo dedotto bens, la signorina di Grandy ed io, che il fratello maggiore, visto arrivare l'altro e accortosi della scomparsa della cugina, lo abbia incolpato della sua fuga.
Domani egli torner a Parigi, cos ha detto la signorina di Grandy; ma teme che
in casa non venga bene accolto, e trema per
quel povero figliuolo. Mentre stavo per uscire,
egli tornava dal parco, dove la vecchia
cugina lo aveva mandato a prendere un
po' d'aria. Il pallore del suo viso, i suoi occhi
abbattuti, denotano che ancora non si 
rimesso bene. Vedendolo sorpreso di trovarmi
l, gli ho detto che ero venuto da parte vostra
per annunziare alla signorina di Grandy il
vostro fidanzamento con Maddalena. Una profonda
gioia  apparsa allora nel suo sguardo,
ed ha esclamato: Finalmente  salva!
Ma quasi subito la sua fisonomia ha ripreso
la solita espressione triste. Allora gli
ho detto: Rimarrete ancora un poco a Cadeilles?
No... partir uno di questi giorni.
Fareste meglio a trattenervi qui. Vi
rimetterete meglio stando all'aria buona.
S,  vero... forse mi tratterr ancora.
Mentre la signorina di Grandy mi riaccompagnava
alla porta le ho detto sottovoce:
Cercate di trattenerlo ancora, signorina,
giacch, oltre alla cattiva accoglienza
che gli verr fatta,  meglio che sappia il
pi tardi possibile l'accusa che grava su sua madre.
La signorina mi ha dato ragione e ci
siamo separati, dopo che le ho promesso di
portarle altre notizie non appena le avr;
cosa che spero presto.
Arrivando nella corte ho visto Celina
sulla soglia del castello.
Guarda! ha esclamato. C' il
reverendo! Che cosa andate a fare dalla signorina
di Grandy? La religione non  davvero
il suo forte; sono cinquantanni che non
mette piede in chiesa!
Questo non le impedisce di cambiare
idea, ho risposto con calma.
E me ne sono venuto via, per evitare le
domande che quella donna indelicata mi
avrebbe senza dubbio rivolte.
Cos, signore, ho eseguito il mio compito.
In quanto al povero Luigi spero che si trattenga
davvero ancora un poco a Cadeilles,
dove  curato meglio di quel che non lo sarebbe
a Parigi dalla sua mamma, che ha ben
altro da fare che occuparsi di lui.
Sono sempre a vostra disposizione, sia
per andare di nuovo dalla signorina di Grandy,
sia per quanto possa occorrere per trovare
altre testimonianze utili al processo.
Karol fece leggere a Maddalena questa
lunga lettera del curato Darlannes, un pomeriggio
in cui ella era andata a Parigi con
la signora di Ojeda per la prova di alcuni vestiti.
Mentre finiva di leggerla, la fanciulla aveva le lacrime agli occhi.
Povero Luigi! Che dolore per lui quando
sapr tutto! Karol, avrei preferito non fare questo processo.
Non era possibile. Quella donna ha goduto
troppo a lungo del frutto del suo furto,
e la perfida condotta, che ha tenuta con te
aggrava la sua colpa. Inoltre, dobbiamo
adempiere la volont di tuo zio, cara Maddalena.
Ma diventeranno poveri, ora... e Luigi
ha poca salute e molto bisogno di cure...
In quanto a Luigi, cercheremo di assicurarne
l'avvenire. Gli altri possono lavorare.
Speriamo che madre e fratello non lo
rendano troppo infelice per punirlo di aver
avuto piet di me, di aver cercato di salvarmi!
Spero che si trattenga pi a lungo possibile
a Cadeilles. Scriver in questo senso
alla signorina di Grandy e, per mezzo del curato,
le mander un po' di denaro per il mantenimento
del ragazzo, perch suppongo che
la signora di Movis non ci pensi affatto, e la
povera signorina pu trovarsi in difficolt.
Quanto sei buono, Karol! esclam
Maddalena con slancio. E quanto  malvagio
invece Tebaldo che ha ridotto in quello
stato il fratello! Degno figlio di sua madre, costui!
Affinch Maddalena si rimettesse pienamente
in salute, la signora di Ojeda l'accompagn
in una spiaggia normanna piuttosto
tranquilla, dove Karol fece frequenti soggiorni.
L Maddalena conobbe il futuro suocero,
che vi si rec non appena arrivato in Francia.
Egli si fece subito un'ottima idea della
fanciulla, e disse al figlio:
Non potevi scegliere meglio, ragazzo
mio.  molto carina, e porter certamente
la gioia nella nostra casa; sar degna continuatrice
della tua povera mamma, che purtroppo
abbiamo perduta, troppo presto.
Cos, circondata di affetto, amante e amata,
Maddalena trascorreva i giorni beati del suo
fidanzamento. Tranquilla e serena sbocciava
ora come un fiore che, tenuto troppo tempo
all'ombra, viene finalmente esposto alla luce.
Per l'effetto palese che faceva la sua bellezza
dovunque ella apparisse, si sentiva impacciata,
confusa; e Karol ne godeva.
Dovrai farci l'abitudine, cara, diceva
ridendo. Quando ti condurr in societ
avrai un grande successo, ne sono sicuro.
Non mi ci condurrai troppo spesso, vero?
Meno possibile, perch preferisco tenere
tutta per me la mia Maddalena.
Dei di Movis non sapevano pi niente. Il
processo doveva aver luogo a novembre.
Senza dirlo alla fidanzata, Karol, temendo
che Tebaldo meditasse qualche brutto tiro,
lo faceva sorvegliare da un abile poliziotto.
Luigi era sempre a Cadeilles. Si sentiva male,
e la signorina di Grandy aveva scritto alla
madre chiedendole di lasciarglielo ancora. La
signora di Movis aveva acconsentito, giacch
era preoccupata per cose assai pi importanti
della salute di quel figliuolo da lei sempre
trascurato. La signorina Serafina aveva potuto
tener celati al ragazzo i fatti che stavano
per portare sua madre sul banco degli accusati.
Il matrimonio di Karol e di Maddalena
venne celebrato in ottobre, nella chiesa, di
Chiarafonte, alla presenza di pochi amici intimi.
Tuttavia non mancarono molti curiosi e
diversi fotografi che pubblicarono poi in
giornali e riviste i ritratti degli sposi. Quel
matrimonio fu un avvenimento negli ambienti
artistici e mondani. Era notoria la
storia della piccola Maddalena che era stata
tenuta come una Cenerentola nella casa di
cui era l'erede legale, e che alfine aveva sposato
un artista celebre e ricco. La gente s'indignava
contro la signora di Movis, e pi di
tutti s'indignavano coloro che ella aveva creduti suoi amici.
Dopo la cerimonia nuziale gli sposi partirono
per Fontainebleau dove si proponevano
di passare un mese. Nella macchina che li
portava via Maddalena, stanca ma raggiante,
sorrideva al marito, chino verso di lei. Egli le chiese:
Perch, amor mio, piangevi durante la Messa?
Pensavo ai miei genitori... pensavo che
non avevo nessuno di famiglia per accompagnarmi all'altare.
La tristezza, offuscava di nuovo lo splendore dei begli occhi azzurri.
Ma hai me! E voglio tenerti luogo di tutto!
Con viva tenerezza Karol la stringeva tra
le sue braccia. Allora ella sorrise e la luce
riapparve nel suo sguardo, mentre mormorava:
Oh, s, con te posso dimenticare tutte le tristezze, tutti i giorni cattivi, mio amato Karol!
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Karol e Maddalena si trovavano ancora a
Fontainebleau quando venne chiamato il processo
di Movis.
Vincenza aveva scelto un ottimo avvocato,
e lei stessa,, durante gli interrogatori, seppe
difendersi con abilit; ma i fatti erano ben
chiari. Il testamento era stato riconosciuto
inattaccabile, e diversi testimoni vennero per
appoggiare l'accusa di circonvenzione. Il signor
di Movis e Celina erano accusati di complicit;
il primo fu assolto, perch risult
chiaramente che non contava niente in casa,
e i testimoni furono concordi nel dichiarare
che poteva darsi benissimo che non si fosse
accorto degli intrighi della moglie, data la
poca, perspicacia, o, come disse uno di loro,
perch non vedeva pi lontano del suo
naso.
Pochi giorni dopo il verdetto, Karol e la
moglie tornarono a Parigi. Henryk Wienkiewicz,
che aveva fatto preparare per gli sposi
un grazioso appartamento nel suo palazzo,
dette un bel ricevimento per presentare la
nuora ai suoi conoscenti e amici, e fu un
trionfo per Maddalena. Karol stesso aveva
creato il modello del suo vestito, che era di
seta bianca guarnito di preziose trine antiche,
senza alcun gioiello. Ma la giovane aveva
come ornamento i suoi meravigliosi capelli,
l'incanto senza pari della sua bellezza, della
sua grazia squisita. Tutti dovettero riconoscere
che quel matrimonio era veramente bene
assortito: Maddalena era la moglie ideale per
un grande artista come Karol.
Egli ne era infatti molto fiero, e Maddalena
poteva andare orgogliosa della sua ammirazione
e di quella del suocero, grande
artista anche lui.
Tuttavia ella rimaneva modesta e semplice,
pi premurosa degli altri che di se
stessa, nuora affettuosissima, nipote piena di
attenzioni verso l'ottima donna Clara. N dimenticava
la signorina di Grandy, alla quale
inviava lunghe lettere, descrivendole la sua
vita, confidandole quanto Karol la rendesse
felice. La signorina Serafina rispondeva con
brevi biglietti, perch la sua vista era molto
indebolita. Dava notizie di Luigi, sempre a
Cadeilles, sempre malaticcio e molto triste.
Da una lettera della sorella Amata., lettera
sfuggita alla sorveglianza della vecchia signorina,
il ragazzo aveva saputo del processo
e della condanna della madre.
Da allora sembrava assorto in un sogno
doloroso. Quando ne aveva la forza si recava
a Dreuzes, faceva una lunga sosta in
chiesa, una visita al curato. Al ritorno appariva
meno abbattuto e nei suoi occhi il dolore
si era addolcito.
Chieder a suo padre di affidarlo a noi,
diceva Karol. Lo cureremo, lo conforteremo,
ed egli si rasserener.
Intanto mandava alla signorina Serafina
quanto occorreva perch entrambi vivessero
comodamente. Si proponeva di recarsi in primavera
a Cadeilles con Maddalena per alcune
decisioni da prendere; avrebbero condotto
con loro Luigi e la vecchia signorina
per sistemarli in un comodo alloggio nei dintorni
di Parigi.
Ma ai primi di gennaio ricevettero una lettera
del giovinetto; li informava che la signorina
di Grandy era gravemente malata.
Non vuole che vi avverta, aggiungeva
ma so che desidera ardentemente di rivedere
Maddalena, l'unica persona, dopo suo padre,
che le ha voluto bene, dice lei.
Andremo domani, disse Karol. Da
quanto ci scrisse il curato,  malata di cuore,
e la morte pu sopraggiungere da un momento
all'altro.
La sera dopo, Maddalena e il marito giungevano
alla stazione di Pau dove li attendeva
una macchina. A Cadeilles il cancello era
spalancato per accoglierli. Alcuni domestici,
inviati in precedenza da Parigi, avevano sistemato
convenientemente un appartamento,
ma Maddalena volle innanzi tutto vedere la
vecchia signorina, e si rec subito da lei.
Serafina di Grandy occupava ora un comodo
appartamentino nell'edificio principale.
Quando Maddalena entr in camera sua, c'era
anche una brava donna del paese che il curato
le aveva inviato per assisterla. Costei
salut la giovane signora e si ritir subito,
mentre l'inferma tendeva le scarne mani
esclamando:
Bambina mia! Sono felice di rivederti,
ma arrabbiata che ti abbiano scomodata per
farti venire fin qui.
Avete torto, rispose Maddalena, sforzandosi
di apparire allegra, bench fosse penosamente
impressionata dal cambiamento
che notava nella vecchia parente. Dovevamo
venire in primavera. Sicch non abbiamo
che anticipato di qualche mese la nostra
venuta. E poi avevo anch'io una gran
voglia di rivedervi e sono contenta di trovarmi
qui.
Sar l'ultima volta che staremo un poco
insieme.
Tutt'altro! Perch Karol ed io vogliamo
sistemarvi a Parigi, per avervi vicina e curarvi
a dovere.
La vecchia signorina scosse la testa.
 la fine, bambina mia, non m'illudo!
Ma parliamo invece di te. Sei felice?
Oh, tanto, tanto!
La signorina Serafina guard a lungo il
viso delicatamente roseo, gli occhi pieni di
gioia della giovane sposa. Le strinse forte
la mano come per rallegrarsi con lei.
Bene! Ora sono contenta. Ho temuto
tanto per te! Avevo paura di Vincenza. Non
ti ha mai voluto bene, anzi, ti ha sempre
perseguitata. Ma finalmente ha ricevuto il
suo castigo, che  sempre poco in confronto
alla sua perfidia. E del suo degno figlio Tebaldo, che n'?
Non lo so, cugina. Come sta Luigi?
 molto debole, povero ragazzo... ma
cerca di reagire contro la tristezza, come gli
raccomanda il curato.  un brav'uomo il padre
Darlannes.  venuto a trovarmi diverse
volte... e ora sono pronta per il grande viaggio,
Maddalena.
In uno slancio di affetto Maddalena si
chin e abbracci l'ammalata.
Cara, cara, cugina!... Ho pregato tanto
per voi!
Lo immaginavo, piccina. E sappi, cara,
che la tua bont, la tua pazienza e la piet
che hai avuto per la mia infelicit, hanno
addolcito la mia anima inasprita, ribelle.
S'interruppe, oppressa.. Maddalena, pass
una mano carezzevole sulla sua fronte sudata.
Non parlate pi; vi affaticate. Io ora
vado a pranzo, poi torner da voi. Permettete
che mio marito venga a salutarvi?
Ne sar felicissima. Voglio dirgli che
tesoro sei stata anche per me, che ero tanto
sgarbata e nervosa, povera la mia bambina!
E siccome Maddalena faceva un gesto di
protesta, l'altra ripet:
Sgarbata, s, e nervosa. Ma non puoi
immaginare come sia stata penosa la vita per
me. A dieci anni, per un tremendo incidente,
rimasi sfigurata. Mia madre, donna frivola e
di cuore duro, non pot pi sopportare di vedermi.
Finch visse mio padre fui circondata
dal suo affetto; ma egli mor rovinato; mia
madre lo segu poco dopo, e io fui raccolta
dallo zio di Norhac, padre di Enrico. Decisi
di vivere sempre velata, perch mi affliggeva
il ribrezzo che leggevo nel viso altrui se venivo
scorta; e cercai la solitudine. Mio zio
e mio cugino per erano buoni e gentili con
me... ma un giorno un cane, saltandomi addosso
per farmi festa, strapp il mio velo...
e allora vidi sul viso di Enrico una tale impressione
di orrore, che mi strazi... e non
potei dimenticarla mai pi. Perch sappi,
Maddalena, sappi che io, orrenda come sono,
mi ero innamorata di quel bel ragazzo!
Da allora, mi rintanai selvaggiamente
nelle mie stanze, senza voler pi vedere nessuno.
Poi lo zio mor e chiesi a Enrico il
permesso di abitare in questa torre per vivere
pi appartata. Egli acconsent e fin, forse,
col dimenticarmi. Quando Vincenza venne ad
abitare qui, si guard bene dal ricordarmi
a lui...
Maddalena aveva tentato diverse volte di
interromperla, nel timore che ella si stancasse
troppo, ma la voce fioca continuava:
Allora venisti tu, e io fui meno infelice.
Tacque e chiuse gli occhi. Maddalena la
baci di nuovo e le disse:
A tra poco, cara cugina.
Quindi usc dalla camera. Nella stanza attigua
trov l'infermiera, e le domand:
Che cosa dice il dottore?
Che  molto grave, signora. Stamattina
ha avuto una sincope piuttosto lunga, ed egli
 certo che se si ripete sar la fine.
Tornate da lei e avvertitemi subito qualora
peggiorasse. In ogni modo torner appena
avremo desinato. Sapete dove si trovi
il signorino Luigi?
In camera sua, credo, signora.
Maddalena and nel suo appartamento, e
dopo aver dato al marito notizie della signorina
di Grandy, si tolse il vestito da viaggio
per indossarne uno da casaFrattanto,
Karol and a cercare Luigi in camera sua,
ben supponendo che il povero ragazzo non
avrebbe avuto il coraggio di cercarli per
primo. Infatti, dov condurlo lui stesso da
Maddalena, alla quale disse:
Ecco il nostro cuginetto, Maddalena. Figurati
che non aveva il coraggio di venire a
salutarti!
Con un gesto spontaneo Maddalena attir
a s Luigi e lo baci sulla fronte.
Caro Luigi, ti vogliamo pi bene che
mai, credilo.
E questo tienlo bene in mente, soggiunse
Karol con un colpetto amichevole
sulla spalla del ragazzo. Non abbiamo fratelli;
sarai dunque tu il nostro fratellino.
Come siete buoni, tutti e due! Dovreste
scacciarmi, odiarmi...
Saremmo davvero brave persone, allora!
disse ridendo Karol. Suvvia, Luigino,
vieni a desinare con noi  ma cambia viso:
voglio vederti contento. Poi penseremo a irrobustirti.
Quando la povera cugina non avr
pi bisogno di noi, ti condurremo a Antibes,
dove ci recheremo appena avr finito di sistemare
ogni cosa qui.
Il pranzo era servito nella sala grande di
Cadeilles parata di cuoio di Cordova, arredata
con antiche credenze cariche di vecchie
ceramiche e di pesante argenteria. Lo
sguardo di Luigi andava da Karol a Maddalena
che aveva indossato un bel vestito di
velluto bianco. Era quella stessa Maddalena
che egli aveva sempre vista miseramente vestita,
tenuta in dispregio da sua madre e
sempre umiliata! Com'era bella! Pi bella
che mai. E come sembrava felice!
Ma nella sua felicit Maddalena non dimenticava
gli altri. Era preoccupata, di vedere
che il ragazzo mangiava poco, e lo rimproverava
con dolcezza.
Il cambiamento d'aria gli render l'appetito,
disse Karol. E poi, lo cureremo
tanto bene, che tra poco sar irriconoscibile.
Dopo aver pranzato, Luigi salut i cugini
e questi salirono dalla signorina Serafina che
li aspettava. Quando bussarono, si fece mettere
dall' infermiera il velo sul viso.
Vi conduco mio marito, cara cugina,
disse Maddalena.
Siete molto gentile a venire a trovare
questa vecchia uggiosa...
Alla quale io sono molto grato per aver
istruita, protetta, e amata, la mia Maddalena.
Frattanto Karol si chinava e baciava la
mano della vecchia signorina.
Protetta?... Amata?...
Un'amarezza trapelava dalla sua voce un
po' rauca.
Purtroppo uno dei miei pi grandi rimorsi
 quello di non averla protetta!
Maddalena protest.
Che dite, cugina?
La verit. Appena arrivasti avrei dovuto
informare mio cugino Enrico, fargli sapere
che Rolando era venuto qui, che Vincenza
gli aveva impedito di vederlo... e che
egli lasciava una bambina, che sarebbe stata
certamente defraudata della sua eredit. Invece
lasciai fare... per vilt, per indifferenza,
e anche per una specie di rancore contro coloro
che, pur senza molestarmi, mi avevano
lasciata in disparte, forse per la repulsione
che ispirava loro il mio aspetto. Insomma,
sono stata molto colpevole verso di te, Maddalena.
Spesso hai sopportato perfino le mie
osservazioni ingiuste, qualche rimprovero immeritato.
Maddalena pos vivamente le labbra sulla
sua mano.
Tacete, cugina. Pensate invece come sarei
stata io, senza di voi. Non vi ringrazier
mai abbastanza, di quanto avete fatto per me.
No, no; non accetto i tuoi ringraziamenti,
bambina mia, perch non li merito.
Sei stata tu che hai beneficato questa derelitta.
Il tuo animo buono  riuscito a intenerire
il mio cuore indurito; tu hai richiamato
alla fede l'anima mia fuorviata. Ah, Karol,
avete ben ragione di amare la vostra sposa,
perch non c' creatura pi nobile di lei!
S'interruppe ansante.
Tacete, disse Maddalena con dolce
autorit. Ci metteremo seduti accanto a
voi e resteremo qui finch l'infermiera non
avr finito di mangiare.
S... grazie! balbett la signorina di
Grandy.
Ma dopo un istante riprese a parlare.
Sapete, Karol, che Maddalena mi ha baciata?
Per capire il merito di un atto simile
bisogna aver visto il mio viso...
Con un gesto lento si tolse il velo. Ma Karol,
che gi sapeva come fosse sfigurata, fu
tanto padrone di s da nascondere il suo ribrezzo.
Si alz, e chinandosi su lei disse sorridendo:
Ebbene, voglio esser pari a Maddalena,
cugina, se me lo permettete.
E accost le labbra alla fronte della morente.
Lo stupore apparve nello sguardo della signorina
di Grandy, che mormor con voce arrochita:
Oh, anche voi! Anche voi avete avuto
piet della povera Serafina... le avete fatto
questa carit eroica, che le ha dato tanta
gioia! Siate ambedue benedetti, cari... siate
benedetti dal Signore, che tra poco mi accoglier.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
La mattina dopo, Maddalena stava vestendosi,
quando vennero ad avvertirla che la signorina
di Grandy aveva avuto una crisi.
Era la fine, come aveva annunziato il medico.
Questi accorse, ma non pot che accertarne
il trapasso.
Mentre, verso mezzogiorno, Maddalena
stava raccolta in preghiera presso la salma
della signorina di Grandy, i cui lineamenti,
nella solennit della morte, erano meno
brutti, Karol si occupava delle formalit necessarie.
Torn poi dalla moglie, e dopo aver
pregato un momento insieme con lei, la condusse
nella sala da pranzo dove Luigi doveva
attenderli.
Mentre stavano per entrare nella stanza,
un uomo balz da un corridoio che sboccava
l vicino, e si ud una detonazione, seguita
da un'altra. Luigi, che tornava in quel momento
di fuori e si era gettato davanti alla cugina, cadde a terra.
L'assassino tent di fuggire, ma un servo,
subito accorso, lo afferr per la vita, e il
maggiordomo, uscito dalla sala da pranzo, lo
aiut a tenere ben forte l'individuo che, bench
piccolo di statura, si dibatteva energicamente.
Tebaldo! Miserabile! grid Karol.
Egli barcollava ed era pallidissimo.
Karol, sei ferito? chiese Maddalena tutta tremante.
S... alla spalla; ma  cosa da poco,
non temere, Maddalena! Suona perch qualcuno
assista il povero Luigi, e manda subito
a chiamare il medico. Voi, soggiunse rivolto
ai due uomini che reggevano Tebaldo
portate via quell'assassino e legategli solidamente
gambe e braccia. Avvertir la polizia;
ma innanzi tutto occorre soccorrere il ragazzo.
Tebaldo, furente, con gli occhi pieni di
rabbia diabolica, si dibatteva tra le braccia
dei due servitori che lo trascinarono via mentre
gridava, con la bava alla bocca:
Questa volta ho sbagliato il bersaglio...
ma gliela far pagare lo stesso!
Maddalena, dominando la propria angoscia,
esegu gli ordini del marito; poi torn
a lui, lo condusse in camera e, con l'aiuto di
Vojciedi, gli tolse la giacca e mise a nudo la ferita.
Non credo che sia cosa grave, disse
l'affezionato cameriere, pallido anch'egli dall'angoscia.
In attesa del dottore, medicher
io il mio padrone. Ma la signora dovrebbe
sedersi, altrimenti le verr male.
Infatti Maddalena, i cui nervi non reggevano
pi, si accasci su una seggiola accanto
al marito. Questi le prese una mano e la strinse con tenerezza.
Piccina mia cara, stai tranquilla... 
cosa da nulla, ti dico. Temo che Luigi stia
peggio di me. Vojciedi, chiama qualcuno e
fai portare subito un cordiale alla signora;
poi, quando avrai finito di medicarmi, informati
se l'assassino  stato messo al sicuro.
Quando Vojciedi torn, assicur che Tebaldo
era stato legato a dovere. Karol, allora,
mand un sospiro di sollievo.
Le precauzioni non sono mai troppe con
un energumeno come quello! esclam.
Adesso telefono a Dreuzes per avvertire la
polizia. Non vedo l'ora di saperlo lontano da
Cadeilles. Il dottore non  ancora arrivato?
Non ancora, signore; lo aspettiamo.
Chi si occupa del signorino Luigi?
L'infermiera della signorina di Grandy, signore.
Bene, vado a vedere come sta.
Anch'io, disse Maddalena.
No, aspetta. Tu devi prima rimetterti da questa scossa.
Ora mi sento bene, ma senza di lui, a
quest'ora sarei forse gi morta!
Per tutta risposta Karol l'attir a s e la
baci appassionatamente. Poi si recarono entrambi
nella camera di Luigi. Fin dal primo
sguardo Karol cap che la morte del giovinetto
era imminente. Il viso livido e sconvolto,
gli occhi vitrei, non lasciavano dubbi.
L'infermiera disse sottovoce:
Ha chiesto del signor curato, e l'ho
mandato a chiamare; ma temo che non arrivi in tempo.
Il morente ud forse quel bisbiglio, perch
volse la testa verso i nuovi arrivati. Karol e
Maddalena si chinarono su lui, e la giovane
sposa disse, con voce rotta dall'emozione: '
Luigino caro, siamo qui, i tuoi cugini,
i tuoi amici. Ti ringraziamo, caro ragazzo.
Una gioia immensa trasfigur a un tratto
il pallido viso del morente. Le povere labbra
gi livide, mormorarono:
Vi ho salvata., e ne ringrazio Dio. Ho
riparato in parte... i loro torti. Morire per
coloro che amiamo...  pur bello!...
Cerc di dire ancora qualche cosa, ma invano.
Strinse tra le dita il crocifisso che l'infermiera
gli aveva messo tra le mani, a sua
richiesta. Un ultimo soffio pass tra quelle
labbra... e il figlio di Vincenza, il trascurato,
il disprezzato, anima pura segretamente
immolata per riscattare le colpe della sua famiglia,
se ne and verso l'eterna pace, verso l'eterna gioia.
Subito dopo i due funerali, Karol condusse
la moglie ad Antibes. Sentiva il bisogno di
stare tranquillo, perch la ferita, pur non
presentando nessuna gravit, gli dava parecchia
noia. Si trattennero fino a maggio, conducendo
una vita, di riposo, nella sola compagnia
di Henryk Wienkiewicz e di donna Clara.
La salute di Maddalena, scossa da tanti tragici
avvenimenti, rifioriva in quell'ambiente
calmo e salubre. Il marito la circondava di
amorose premure, ed Henryk Wienkiewicz diceva scherzando: Cara figliuola, se Karol non vi avesse conosciuta, forse sarebbe diventato uno scapolo egoista; ma amandovi come vi ama., non pensa pi a se stesso per pensar meglio a voi... e ci  molto chic!
L'istruttoria per il processo di Tebaldo era gi avanzata, quando un giorno si seppe che era morto in prigione.
Triste fine di un tristo figuro! disse Karol leggendo quella notizia alla moglie.
Vincenza di Movis raccoglie nei figli quello che ha seminato. Solo il nostro povero Luigi era un ragazzo a posto.
Entrambi si sentirono stringere la gola
dalla commozione, ricordando la giovane vittima.
A maggio tornarono a Parigi. Karol, che
fino allora non aveva potuto lavorare per via
della ferita, port a termine alcuni suoi quadri
rimasti in sospeso, tra gli altri quello
per il quale aveva posato Maddalena. Andava
spesso a feste e ricevimenti con la giovane
sposa, oppure la conduceva a fare qualche
viaggetto. Al ritorno da una breve vacanza,
incontrarono nei pressi di Orlans una macchina
guidata da uno straniero, forse un americano
del Sud, nella quale era una donna
giovane e bella molto imbellettata, che passando
lanci loro un'occhiata torva.
 Fernanda! esclam Maddalena.
S,  lei. Come era prevedibile,  andata a finir male. Avvezza al lusso e agli svaghi, il lavoro le faceva paura. E poi, una coscienza sviata come la sua accetta facilmente certe bassezze.
E Amata? Sai niente li lei?
 in Inghilterra, credo. Una parente del signor di Movis ha preso l'impegno di provvedere alle spese del suo mantenimento finch non avr finito gli studi. In quanto al padre, ha trovato un piccolo impiego che gli permette di vivacchiare. Ecco tutte le notizie che ho di questa interessante famiglia, cara Maddalena.
Ella si abbandon sul petto del marito con un gesto di tenera fiducia.
Ah, senza te... senza te, Karol mio, che ne sarebbe stato della tua Maddalena? Tu mi hai salvata, come un tempo Ugo d'Ormeyan salv la bella Brengre. Sei il mio adorabile cavaliere.
S, il tuo cavaliere per tutta la vita, Maddalena mia.
...
.
...
FINE.